Alla Conchiglia è una pizzeria che riesce a far parlare di sé con semplicità. Sarà perché quel disco di pasta lievitata firmata Savastano è frutto di esperienza e qualità, sarà perché non manca mai un pizzico di spirito istrionico a "condire" la situazione.

Non è un caso che la storica pizzeria di Marghera sia salita alla ribalta poco più di un anno fa con la "pizza a prova di virus": un modo ironico per proporre una pizza diversa dal solito e comunicare che, nonostante tutto, non si era smesso di impastare, infornare e consegnare a domicilio. Con l'antidoto si scherza, è ovvio, ma con gli ingredienti si fa sul serio: pomodoro San Marzano Dop, aglio, basilico, origano di Tramonti, peperoncino, pomodorini, olive taggiasche e acciughe di Cetara. 

L'antifona, ancora un volta, è chiara: Alla Conchiglia è sempre al passo con i tempi eppure non dimentica nulla della sua storia e della storia delle eccellenze gastronomiche che offre la nostra Penisola. D'altronde il Patron Maurizio Savastano è campano di nascita ma veneziano d'adozione ormai da moltissimi anni e questo connubio tra sud e nord, capace di celebrare l'Italia tutta, si riflette pienamente nelle sue creazioni. A partire dall'impasto unico della pizza di Alla Conchiglia, lievitato dalle 36 alle 40 ore, a metà strada fra la tradizione napoletana e i gusti "del nord". 

Perché se dici "Alla Conchiglia" tutti si sentono a casa, in famiglia

Maurizio Savastano e i suoi fratelli hanno gestito insieme la pizzeria fino al 2016, partendo in tre e restando in due negli ultimi anni. Ora Maurizio, che ha imparato l’arte del pizzaiolo dallo zio salernitano, ma a Venezia,  porta avanti l'attività con la moglie Carmela, il figlio Enzo e l'aiuto del secondo figlio Michael. Di famiglia in famiglia, con una costante: Alla Conchiglia ci si sente come a casa, anzi meglio, come in ogni casa salernitana vestita a festa.

Non una pizza qualunque, questa è la pizza de "i salernitani"

Chiedi un po’ a tutti: la (buona!) fama della pizza di Alla Conchiglia la precede. Una fama che è il frutto di un passaparola generazionale giunto all'orecchio del Gambero Rosso già nel 1992 ed è culminato nel 2000 con il primo spicchio seguito dal secondo nel 2012.


Da "I salernitani" - così è conosciuta la pizzeria - l'impasto è lievitato dalle 36 alle 40 ore e la farina arriva direttamente da un mulino di Quinto di Treviso. Perché l'animo campano è generoso e "sgamato": sa che la mozzarella di bufala di Battipaglia è imbattibile e va "portata al nord" ma riconosce che affidarsi a un mulino locale è un'ottima scelta in fatto di qualità e sostenibilità. Il risultato è una pizza digeribile, a metà strada fra la pizza napoletana con il cornicione e la croccantina del nord, in grado di sostenere le generosa quantità di ingredienti con la quale è condita.

Gli ingredienti: di stagione, del territorio e d'eccellenza

L'unico motivo per cui valga la pena scomodare un aereo merci è, appunto, quello di avere un prodotto eccellente che non si può trovare a Km 0 o dintorni. Così la mozzarella di bufala arriva Alla Conchiglia direttamente da Battipaglia e la burrata risale lo Stivale dalla Puglia. La scelta è caduta su piccole produzioni e su "spedizioni" che rispettino il più possibile l'autenticità della materia prima.


Le acciughe vengono pescate nel mare che lambisce Cetara, il lardo è di Pata Negra, i datterini rossi e gialli crescono nella zona del Vesuvio, i friarielli parlano campano e la 'nduja è calabrese. Ma i prodotti locali sono altrettanto presenti: radicchio, zucca, salsiccia trevigiana. 

Per dirne qualcuna

Il listino di Alla Conciglia è ricco di proposte dalle combinazioni furbe e fantasiose studiate per mantenere un'alta qualità della materia prima, sempre fresca e di provenienza controllata. 

Tra le pizze più gustose e famose:

Nicolai: pomodoro, mozzarella, mozzarella di bufala, pomodoro ciliegino, olive greche, basilico.

La Malafemmina: calzone con mozzarella, ricotta, ragù di carne e parmigiano.

Totò: pomodoro, mozzarella, mozzarella di bufala, provola, formaggio grana, salamino piccante, pomodoro ciliegino, basilico.

Settembrina: pomodoro, mozzarella, provola, salame piccante, radicchio di Treviso.

Tramonti: fiordilatte, datterini gialli del Vesuvio, acciughe di Cetara, parmigiano, basilico.

Vesuvio: pomodorino del Piennolo, mozzarella fiordilatte, salame Napoli piccante.

Non solo pizza, a pranzo 

Alla Conchiglia puoi assaggiare i sapori campani e della tradizione italiana anche attraverso una “capsule collection”  di primi piatti del giorno, preparati espressi in cucina: gnocchi alla sorrentina, penne all'arrabbiata, carbonara, insalatone con mozzarella di bufala e altre idee stagionali. Poi, un dolce artigianale - pastiera, babà, cassata, cannoli - e un bicchierino di liquore "made in sud".

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