"Voglia di leggerezza, sogno realizzato e scelta di coraggio": Alessio Licci racconta la sua Madeleine

Pubblicato il 27 giugno 2022

"Voglia di leggerezza, sogno realizzato e scelta di coraggio": Alessio Licci racconta la sua Madeleine

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto. A volte anche più d'uno. Spesso resta lì per anni, trascurato, e quando lo si rispolvera può capitare di non aver più tempo e modo di realizzarlo. Diventa rimpianto. Altre volte, invece, resta sempre vivo, presente, pulsante. Da sogno diventa desiderio, obiettivo, promessa. E quando capita l'occasione, voilà, ci si tuffa a capofitto, cogliendolo come una possibile sliding door che può dare nuovo senso al proprio percorso di vita.

È un po' quello che è accaduto ad Alessio Licci, 38 anni, pugliese d'origine ma toscano d'adozione sin dall'infanzia, quando poco alla volta ha iniziato a coltivare la passione per Firenze, primo “indizio” verso quella che sarebbe stata la sede della sua attività professionale, salvo un'importante parentesi della sua carriera all'Aquamarea di Polignano a Mare.

Da qualche mese la sua Madeleine, all'angolo fra Lungarno Torrigiani (al civico 11 rosso) e Via de' Bardi, si propone come una rilassante pausa senza tempo, dalla colazione all'aperitivo serale. Se per Proust la “madeleine”, dolcetto tipico della Lorena, divenne un elemento rivelatore di ricordi, per Licci rappresenta una scelta di coraggio e al contempo un desiderio di leggerezza dopo il lungo tunnel della pandemia.

Partiamo però dal sogno nel cassetto...

Passavo ogni giorno da qui, per andare da casa al lavoro, al Robiglio. E ogni volta dicevo fra me e me: “Sarebbe un sogno lavorare in questo posto”. Poi mi è stato proposto, meno di un anno fa, di rilevare l'attività che c'era in questi locali. Ho valutato pro e contro in meno di ventiquattro ore e mi son detto che era un'occasione che non potevo farmi sfuggire.

Sogno realizzato ma anche scelta di coraggio: perché?

La pandemia è stata dura per tutti, nel settore, e ha profondamente condizionato anche me. Pensa che un mese prima del lockdown, nel 2020, avevo aperto Robiglio, un grande e impegnativo ristorante-pasticceria. Il Covid non mi ha dato neppure il tempo di propormi sulla piazza, poi ho dovuto reinventarmi con delivery e take away, proponendo anche aperitivi da asporto. Ma si è sofferto molto e tornare a investire, dopo questi biennio durissimo, non è facile per nessuno.

Cosa hai messo dentro Madeleine?

Il sogno di qualcosa di nuovo, di creativo. Il desiderio di allontanare la pesantezza del periodo che abbiamo attraversato, e che speriamo di non rivivere, e di ripartire con un locale più fresco e leggero, che al contempo garantisse però qualità de prodotti e proposta varia.

Il bisogno aguzza l'ingegno, insomma...

Dev'essere così, in questi casi. Ho cercato di portare qualcosa di nuovo, con quest'impronta francese, anche se io sono italiano al cento per cento. Siamo nel cuore della Firenze turistica, ma non ci riconosciamo nel locale “turistico” nell'accezione negativa del termine. La qualità viene prima di tutto, dai lievitati per la colazione alla biscotteria, dalla piccola pasticceria alle torte su ordinazione, fino ai prodotti salati per pranzo e aperitivo e al caffè, il fiorentino Moka Arra.

Cosa rappresenta Firenze per te?

Sono arrivato a Firenze vent'anni fa per studiare, ma è sempre stata la mia seconda città, perché la mia famiglia aveva appartamento qui e ci venivo spesso anche da piccolo. Ho studiato architettura e iniziato a fare i primi lavoretti da barman e cameriere. Mi divertivo a farlo e pian piano è diventato un lavoro, fra soddisfazioni e difficoltà. Con Robiglio mi sono messo in proprio, poi è arrivato il Covid e mille domande.

Madeleine è la risposta?

Madeleine è stato l'occasione per realizzare un sogno nel cassetto. Ho aperto a dicembre, pian piano il locale è sempre più apprezzato, dai fiorentini che frequentano la zona per lavoro ma anche dai turisti, tornati numerosi. Poi, sono sincero, per uno che ama questo lavoro, farlo con “vista Paradiso” è assieme un privilegio e un premio per tutti i sacrifici e le difficoltà affrontate. E voglio godermelo assieme ai tanti amici che ci scelgono ogni giorno.


Madeleine
Lungarno Torrigiani, 11r
Telefono: 0558027255
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Antonino Palumbo

Giornalista, food photographer, buongustaio. Lucano biodinamico in purezza, vinificato in Calabria e imbottigliato per lunghi anni in Puglia. Qui, da reporter d'assalto, si evolve in reporter d'assaggio. Next step: Firenze, Toscana. Per stapparla assieme a voi.

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