Arriva la Giornata Internazionale dei Cocktail: l'appuntamento mondiale dedicato alla mixology

Pubblicato il 11 maggio 2023 alle 21:05

Arriva la Giornata Internazionale dei Cocktail: l'appuntamento mondiale dedicato alla mixology

Ecco quand'è e tutte le curiosità.

Il 13 maggio sarà il World Cocktail Day, la giornata mondiale in cui si celebra la gioia di creare e di sorseggiare un drink, vera e propria forma d'arte da oltre due secoli. Le celebrazioni si terranno in tutto il mondo e, per l'occasione, sono tanti i locali d'Italia che propongono drink list ad hoc, masterclass e degustazioni per una vera e propria giornata celebrativa. 

Ecco perché si festeggia il 13 maggio

Come spesso accade, per la designazione della data di celebrazione internazionale, si tiene conto di un fatto saliente. Qual è quello legato al mondo dei cocktail? 

Il 13 maggio è il giorno in cui, nel lontano 1806, venne per la prima volta pronunciata una parola che è ormai sinonimo di cultura, storia, tradizione. A farlo fu Harry Croswell, giornalista  il tabloid di New York The Balance and Columbian Repository che pubblicò per la prima volta il termine "cocktail" in risposta alla domanda di un lettore in merito appunto a cosa fosse mai questo drink. Lo definì: “Cock-tail, then, is a stimulating liquor, composed of spirits of any kind, sugar, water, and bitters.” Ecco la data di "nascita" della sua giornata celebrativa.

Da allora, fino ad oggi, il mondo dei cocktail si è evoluto tantissimo e oggi c'è una vera e propria arte, quella della mixology, portata avanti da una professione oggi sempre più valorizzata, quella del barman e delle tante barlady. 

Altre interpretazioni sulla nascita di "cocktail"

Altre interpretazioni sulla nascita del termine "cocktail" fanno riferimento al mondo equestre. Infatti, secondo l’Oxford English Dictionary l’utilizzo originale del termine era collegato al mondo dei cavalli e con “cocktail” infatti si intendeva un cavallo con la coda mozzata. E da lì il significato di razza mista, non purosangue. Questa accezione fa quindi riferimento all'essenza del cocktail: un mix. 

Secondo altri (come riportato nel Spiritous Journey: A History of Drink, Book Two di Anastatia Miller e Jared Brown), si ebbe una prima indicazione del termine nel 1798, in una nota  del quotidiano londinese Morning Post and Gazetteer, che parla di un proprietario di un bar che ha vinto alla lotteria e ha perdonato tutti i debiti dei suoi clienti in festa. Il giornale immaginava scherzosamente un elenco di ordinazioni di politici, uno dei quali includeva "cocktail".

Un'altra indicazione si ebbe nel 1803 in un numero di Amherst, pubblicazione del New Hampshire Farmer's Cabinet. 

Sebbene entrambe le istanze siano state pubblicate prima del Balance and Columbian Repository, mancano di un elemento importante: la ricetta, una descrizione del drink, cosa invece fatta nel 1806. Per questo si pensa che l'articolo di Balance sia il primo documento scritto che riporta qualcosa in più oltre che la semplice citazione di "cocktail", includendone maggiori dettagli. 

La nascita di un bar storico a Venezia 

C'è un altro motivo importante per ricordare il 13 maggio e rendergli omaggio, quale giorno dedicato ai Cocktail a livello internazionale. Proprio in questo giorno, nel 1931, Giuseppe Cirpiani aprì per la prima volta le porte del celebre bar storico veneziano Harry's Bar a due passi da piazza San Marco da cui passarono Ernest Hemingway, F. Scott Fitzgerald, Dorothy Parker e centinaia di nomi noti e famoso per il suo Bellini creato dal figlio di Giuseppe, Arrigo Cipriani. L'Harry's Bar, in realtà, è molto più di un bar storico: lo storico locale è diventato monumento nazionale per volontà del Ministero dei Beni culturali che ne ha vincolato muri e arredi. Ancora oggi è un luogo d’incontro per i veneziani e tappa fissa delle grandi star. 


Crediti foto: pagina facebook di Cipriani qui

Il World Best Bar 2022

Parlare di cocktail significa anche addentrarsi nel "magico" mondo dei cocktail bar che, negli ultimi decenni, hanno assistito ad una crescita esponenziale non solo in termini di numero ma anche di clientela che si fa più esigente, attenta e appassionata al mondo della mixology. Da qui partono anche le classifiche di settore. Nel 2022 il primo posto nella classifica internazionale dedicata ai bar (la World Best Bar) è stato assegnato al cocktail bar e speakeasy Paradiso di Barcellona che di italiano non ha solo il nome: gestito da Giacomo Giannotti (italiano, così come la squadra di bartender del locale). Il bar, in legno curvo in stile Dalì, nel 2022 ha proposto una drink list sul tema dell' "evoluazione dell'umanità" con 15 cocktail tra cui Fleming, ispirato alla scoperta della penicillina, che esplora la fermentazione con una miscela di spore di funghi. 


Crediti foto: pagina Instagram di Paradiso qui
Tra gli altri locali italiani da menzionare nella lista della 50 best: il Drink Kong, a Roma nel rione Monti che, con Patrick Pistolesi, è salito in un anno di tre posizioni al 16mo posto. Resta nella lista dei 50 migliori bar al mondo il locale di Milano, 1930, che tuttavia scivola in anno dalla 20/a posizione alla 35/a. Precede comunque Dante a New York la cui drink list è tutta caratterizzata dallo stile italiano del bere, a partire dal Negroni e dai Martini cocktail. New entry in questa classifica planetaria è Locale, insegna con sede in un palazzo storico di Firenze, al 39mo posto. 

Il miglior bartender del mondo nel 2022

Non possiamo non citare anche il miglior bartender del 2022, decretato dalla classifica Spirited Awards® (qui)  International Bartender of the Year presented by Patrón Tequila. Si tratta di Remy Savage di A Bar with Shapes for a Name, a Londra. Il bartender francese che vuole proseguire nel solco della connessione culturale fra miscelazione e arte, ha annunciato di voler aprire due nuovi locali a Parigi e a Milano (secondo quanto riportato in un'intervista di bargiornale.it). 


Crediti foto pagina Facebook di Remy Savage qui

Crediti foto copertina Instagram Magazzini del Grano di Treviso

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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