I 10 ristoranti di Roma dove andare a mangiare la carbonara più buona

Pubblicato il: 28 dicembre 2017

I 10 ristoranti di Roma dove andare a mangiare la carbonara più buona

Solo la ricetta originale, poco spazio alle varianti in corso d’opera. Ecco i ristoranti della Capitale dove andare a degustare le più buone carbonare in assoluto

Tra i simboli intoccabili di Roma c’è la Lupa del Campidoglio, il Colosseo, il Papa e la carbonara. Sembrerà un paradosso che una delle ricette forse più recenti della cucina tradizionale romana ne sia diventata il simbolo, ma è così. Sì perché la carbonara, quella che conosciamo noi - fatta con le uova (rigorosamente mantecate con il calore della pasta scolata e mai cotte prima), il guanciale (bacon bandito) ed il pecorino - prima della seconda guerra mondiale non esisteva a Roma. Esisteva, invece, la variante “in bianco” dell’amatriciana, ossia la gricia. La carbonara apparve solo dopo la liberazione e leggenda vuole che furono proprio i soldati americani con le uova in polvere liofilizzate che avevano come alimento in dotazione a contribuire alla sua invenzione. Leggenda o meno, oggi la carbonara più che una ricetta è un rito religioso, o piuttosto un vero e proprio mito del quale spesso si abusa, purtroppo, per altre ricette che con l’originale poco o nulla hanno a che fare. Non è un caso che anche molti ristoranti top della Capitale, perfino degli stellati, abbiano voluto mantenere in menù la carbonara con la ricetta storica originale, senza varianti o fantasie, perché questo non è un piatto qualunque, ma appunto un simbolo. Ma quali sono i ristoranti di Roma dove andare a mangiare la più buona carbonara? Ecco 10 indirizzi da provare obbligatoriamente.

Con il guanciale di Amatrice

 Per la carbonara originale si deve utilizzare solo il vero guanciale, possibilmente quello dop di Amatrice, come fa per la sua ricetta la Taverna Cestia a Piramide. Una carbonara squisita, preparata espressa come deve essere, molto saporita e salata alla perfezione. D’altronde ci sono 50 anni di esperienza alle spalle e nel piatto si fanno sentire eccome.

La testaccina

Di trattorie tradizionali storiche Testaccio ne è pieno, cosa che fa di questo quartiere la culla della cucina romana. Ma tra tutte io ritengo che la carbonara di Flavio al Velavevodetto sia in assoluto la migliore della zona ed abbia pochi rivali a pari in città. Qui si utilizza il classico rigatone, con una mantecatura dell’uovo e del formaggio che rasenta la perfezione assoluta.

Vicino al Colosseo

Nel quartiere Celio a pochi passi dall’altro simbolo di Roma per eccellenza, il Colosseo, ecco un’altra trattoria storica dove la carbonara è una vera e propria istituzione. Hostaria Isidoro utilizza solo la sua pasta fatta in casa ed è famoso in tutta Roma proprio per la genuinità e la bontà dei suoi primi piatti. La sua è una carbonara tradizionalissima, mantecata alla perfezione.

Semplice e veloce

Una delle caratteristiche della carbonara è che si può preparare davvero in pochi minuti, basta solo stare attenti alle temperature e alla mantecatura. Come nel caso di quella servita a Casetta Rossa a Garbatella, preparata espressa senza troppi fronzoli e cerimonie. Buona, saporita, come quella della mamma o della nonna, e soprattutto in porzioni pantagrueliche.

Tradizionale e con una piccola variante

Quella preparata dal ristorante Va.Do al Pigneto è una carbonara speciale per la qualità delle materie prime utilizzate, come ad esempio gli spaghettoni Mancini ed il pepe Wiiberg (che non sembra, ma fa eccome la differenza). Da provare qui, poi, anche una piccola variante, quella dei tortelli cacio e ovo, preparati con gli stessi ingredienti della ricetta originale.

Amore per la tradizione

Oggi per andare a mangiare la sera all’Osteria Bonelli a Torpignattara bisogna obbligatoriamente prenotare, pena una lunga attesa fuori dalla porta per ottenere un tavolo. Tra i piatti che hanno reso famosa in tutta Roma questa trattoria sicuramente c’è il suo mitico tonnarello alla carbonara. Porzioni da studente universitario, mantecatura perfetta. Chapeau.

La trasteverina

C’è chi utilizza il solo rosso dell’uovo per la mantecatura, oppure c’è chi come la trattoria Da Enzo al 29 a via dei Vascellari a Trastevere utilizza anche un po’ di chiara per rendere tutto più morbido e leggero. Attenzione però! In questo caso si tratta di un’operazione delicatissima e di enorme difficoltà, ed il rischio di fare la frittata è dietro l’angolo. Don’t try this at home, ma provate da Enzo.

La stellata

Quando dico che la carbonara è un piatto sacro che non ammette stravolgimenti o variazioni naif, posso citare come esempio quella di Pipero, ristorante meritatamente stellato del centro storico di Roma che la propone nel suo menù degustazione. A prepararla in cucina c’è lo chef Luciano Mosilio. La mantecatura è effettuata nella ciotola d’acciaio per darle consistenza, la pasta invece è quella di Felicetti.
Pipero, Corso Vittorio Emanuele II, 250 Roma - Tel: 0668139022

Uovo in abbondanza

C’è chi dice che la ricetta originale della carbonara preveda un tuorlo d’uovo a testa, chi mezzo, chi va ad occhio, e poi c’è lo chef Andrea Dolciotti che al suo ristorante Pigneto 1870 se ne frega (giustamente) dei dietologi e delle transaminasi e ribadisce con orgoglio la sua misura: 2 tuorli e mezzo a persona. Beh, come dicevano gli antichi Romani "melius est abundare quam deficere", è meglio abbondare che togliere.
Pigneto 1870, Via del Pigneto, 25 Roma - Tel: 067021401

Una carbonara in salumeria

A preparare la carbonara alla Salumeria Roscioli in via dei Giubbonari c’è uno chef straniero, Nabil Hassein Hadj, che con buona pace dei tradizionalisti italiani a Roma ha davvero pochi rivali. Gli ingredienti, poi, fatto il resto: la pasta è la Verrigni trafilata al bronzo, le uova sono quelle di Paolo Parisi, il guanciale è il Valle Imperiale.

Foto di copertina tratta da pagina Facebook di Enzo al 29

Iscriviti alla Newsletter di 2night

  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI
  • CENA
  • DEGUSTAZIONE

scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Hostaria Da Isidoro al Colosseo

    Via Di San Giovanni In Laterano 59, Roma (RM)

  • Taverna Cestia

    Viale Della Piramide Cestia 65, Roma (RM)

  • Va.Do al Pigneto

    Via Braccio Da Montone 56, Roma (RM)

  • Da Enzo Al 29

    Via Dei Vascellari 29, Roma (RM)

  • La Casetta Rossa

    Via Giovanni Battista Magnaghi 14, Roma (RM)

  • Ristorante Roscioli

    Via Dei Giubbonari 21, Roma (RM)

  • flavio al velavevodetto

    Via Di Monte Testaccio 97/99, Roma (RM)

  • Osteria Bonelli

    Via Dell'Acquedotto Alessandrino 172/174, Roma (RM)

POTREBBE INTERESSARTI:

​Whisky bar da conoscere. Perché lo stereotipo whisky, uomo di mezza età (e da bere liscio) è roba vecchia

E' prepotentemente di moda bere vintage, ovvero, cocktail a base di whisky dietro al bancone di speakeasy dal fascino indiscusso.

LEGGI.
×