10 regole per una cena liquida ben riuscita a Treviso
Pubblicato il 11 novembre 2019
Era sulla punta della lingua di tutti, i veneti gli hanno solo dato un nome. La cena con amici, famiglia e coinquilini è per i bravi ragazzi, la cena liquida è per chi bravo non lo è mai stato o per chi – per una sera – vuole dimenticare di esserlo. Un tempo si sarebbe chiamata sbronza, ubriacatura, ciucca. Ma noi siamo la generazione incapace di dare nomi ai sentimenti ma bravissima a inventarne di nuovi per ciò che riempie la pancia. Perché almeno quella, quando il portafoglio e il cuore sono vuoti, deve essere piena.
Piena di cosa? Di cibo, sempre. Ma di alcol almeno per una sera. Una sola, quando i fallimenti quotidiani ti hanno sbattuto in faccia la dura e triste realtà: che uno su mille ce la fa (a realizzarsi, intendo) e quell’uno non sei di certo tu. Oggi ti prescrivo le 10 regole che bisogna seguire per una cena liquida come si deve e mi sento un po’ Brad Pitt in Fight Club (perché il Signore con i suoi comandamenti mi sembrano un paragone un po’ too much): se anche tu ne hai le scatole piene, impara le regole a memoria, fanne il tuo mantra e preparati al combattimento.

Nulla è improvvisato: si aspetta questo giorno da giorni, settimane, mesi. Si aspetta che anche quell’amico prenda una delusione o raggiunga un traguardo e si convinca, perché la cena liquida è adatta a qualsiasi occasione. Ognuno fa la sua proposta: c’è chi organizza meticolosamente il tour tra i locali e chi – puntualmente – la butta in vacca mandando gif a caso e intasando di notifiche il gruppo. È normalità, ed è bello così.
La prima cosa da fare è stabilire il punto di ritrovo, e da sempre per me e i miei amici è l’Ottosensi, birreria e cicchetteria dentro le mura vicina alle sedi universitarie. Si inizia da Ottosensi non solo per il suo luogo strategico, ma soprattutto per le sue birre (perché si parte leggeri, o no?). Birre di microbirrifici, etichette artigianali e birre scozzesi, inglesi e belga. Ah, e poi ci sono i concerti live, quelli in grado di darti la scarica di adrenalina per trascorrere una notte in piedi. E brillo. E felice.
Questo è importante: quando si decide di fare cena liquida la macchina non si tocca per la sicurezza tua e degli altri, deve esserci sempre un amico sobrio nei paraggi pronto a riaccompagnarti a casa. O tu dovresti abitare molto vicino, tanto da andare a piedi, ai locali in cui ordini e ingurgiti. Ma, io e te-esperto di cene liquide, sappiamo che andare a casa non è un’opzione da prendere in considerazione.
Dopo una cena liquida si dorme dall'amico, e l’amico deve abitare da solo. Non sono contemplate mamme o fidanzate preoccupate che si svegliano la notte al giro della serratura. Mamme o fidanzate si dividono in due categorie: da un lato chi, preferendo non sapere, si limita ad urlare dalla camera da letto “amore sei tu?” (cfr. Bassano sei tu? - Youtube) e, al sì biascicato, tornano dubbiose a dormire. C’è invece chi corre in soccorso, prende il viso del malcapitato tra le mani, gli tira uno schiaffetto sulle guance e dice “ma come ti sei ridotto?”. Ci siamo capiti: l’amico deve abitare da solo, o con coinquilini riservati e poco inopportuni (in extremis).

Fine della cena liquida sì, solo per lui però. In guerra i feriti si lasciano indietro per lasciare spazio a chi ancora ce la fa e tu, che sei un vincente, prosegui inarrestabile. Ciò che puoi fare, se proprio vuoi cercare di rimettere in sesto i caduti, è portarlo Al Botegon. Il 16 e il 17 novembre torna uno degli eventi più attesi dai trevigiani: la Maialata. In collaborazione con Bechèr House, rinomato ristorante a Ponzano Veneto, al Botegon propone tipicità venete e trevigiane dove il re è il maiale in tutte le sue forme. So che cena liquida si chiama così perché il cibo solido viene escluso, ma al panino con la porchetta o al musetto con la polenta non si resiste. E poi lo fai per rimettere in sesto l’amico, no?
Se molte regole mi sono state impartite e sono state assimilate tramite insegnamento, questa regola nasce dall’esperienza. Ciò che segna, insegna. E io ho imparato che i drink vanno ordinati due alla volta, perché dopo aver impiegato 20 minuti da Malvasia a far la fila al bancone per ordinare il primo bicchiere, nessuno ha voglia di tornare ad aspettare il secondo. Perché nel frattempo il primo viene digerito, e allora che bello c’è?
Ti assicuro che non è una banalità e non è una regola scontata come si pensa. Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: gente che si spoglia, gente molesta, gente che si toglie le scarpe e che, con il suo sudore, ti si incolla addosso in stile cozza di Acitrezza. Non deve accadere per nessuna ragione al mondo, neanche quando stai crepando di caldo a causa dell’alcol o quando i baristi mezzi nudi dell’Home ti fanno uno spogliarello davanti. Piuttosto accasciati o prendi aria, ma rimani integro.

Si sta sempre in piedi perché, una volta seduti, è finita: non ci si alza più e si crolla sulla sedia. Devi stare sempre dritto, a ballare sulle gambe quando la vescica è troppo piena, e sempre pronto a ordinare il prossimo. Da Cantinetta Venegazzù non c’è proprio pericolo. I posti a sedere ci sono eh, anche se pochi, ma dopo aver preso il calice di vino ci si sposta fuori con tutta la compagnia senza badare al freddo e alla propria salute fisica. Certo che postumi da sbronza e febbre non sono proprio un’accoppiata vincente, ma a noi piace il brivido del rischio.
L’ultimo drink deve essere buono e ti deve lasciare un buon ricordo. Se abbiamo parlato di Ottosensi come la nostra prima tappa prediletta, solitamente Cloackroom è l’ultima. Quello che era un ex magazzino di negozio di vestiti, è ora diventato un cocktail bar famoso per la sua ampia proposta di gin di qualità. Se si partisse da qui, si rischierebbe di prosciugare immediatamente il conto all’assaggio dei primi perché, con più di 400 etichette del Re dei distillati, saresti tentato di assaggiarli tutti.
Non vale la scusa del “ero ubriaco”. Se fai le corna durante una cena liquida, queste valgono eccome. E non importa che tu non ricorda niente o che è stata la tipa a fare tutto: qualche amico sobrio che ha assistito alla disfatta o qualche fotografo che ha immortalato il limone traditore lo trovi, e i sensi di colpa sono una brutta bestia. Non sono qui a fare Santa Maria Teresa di Calcutta, veste che proprio non mi si addice, e so bene che quando la testa vaga brilla si fanno cose che da sobri non si sarebbero neanche prese in considerazione. Ma questa non è una scusa valida per fare le brutte persone, quindi tieni gli occhi aperti o lascia che un tuo amico ti tiri fuori da situazioni equivoche.
E qui non c’è bisogno che mi dilunghi. Alla tua.
Indirizzi:
- Ottosensi: Via Gualpertino da Coderta, 45 - 389 139 6373
- Al Bottegon: Viale B. Burchiellati, 7 - 0422 548345
- Cantinetta Venegazzù: Piazza G. Ancilotto, 2 - 0422 052818
- Malvasia: Vicolo Trevisi, 29 - 347 874 1443
- Home Rock Bar: Via Fonderia, 73 - 0422 697086
Foto dalla pagina Facebook di Al Botegon
scritto da:
Romantica e testarda. Amo il cibo e gli spritz, specialmente se in piazza con un'allegra e pazza compagnia. Libri, gatti e il mare della Sicilia sono gli ingredienti della mia felicità.