'Gentilivicini': la mostra esclusiva aperta solo...ai condomini!

Pubblicato il: 6 novembre 2020

'Gentilivicini': la mostra esclusiva aperta solo...ai condomini!

In tempi di Covid nasce a Torino il primo Condominio-Museo con una mostra esclusiva aperta solo ai condomini

È in via S. Giovanni Battista La Salle 16 a Torino il condominio destinato a passare alla storia come il primo museo-condominio a cielo aperto, situato all'interno del cortile dello stabile e aperto solo ai condomini del palazzo.

Il progetto, intitolato: Viadellafucina16, rispetta in toto le nuove disposizioni del dpcm del 4 novembre che prevede la chiusura dei musei per contenere l'emergenza Covid a Torino, all'interno della zona rossa, è dell'associazione Kaninchen – Haus e degli artisti del programma di residenza 2020 - realizzato con il sostegno di MiBACT e SIAE nell’ambito dell’iniziativa Per chi crea. 

Le regole imposte dal Dpcm appena varato dal Governo rendono infatti  impossibile aprire la mostra al pubblico ma gli artisti hanno deciso di allestirla ugualmente pensandola esclusivamente per i circa 200 condomini che vi abitano. 

La mostra, intitolata Gentilivicini  e curata da Piera Valentina Gallov, fa parte di un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana e trasformazione collettiva attraverso l’arte. Verrà aperta al pubblico (di condomini) il 7 novembre 2020. 

Il museo-condominio rappresenta il primo esperimento internazionale di questo genere. Nato da un’idea dell’artista Brice Coniglio (parte del duo ConiglioViola) apre una nuova fase di riflessione che, dopo quattro anni di attività, si interroga sul futuro del progetto evidenziandone non solo il carattere innovativo e i risultati ottenuti dal punto di vista artistico, ma anche il suo valore sociale e politico.

La mostra è il frutto di residenze svolte durante il lockdown o subito dopo

Scelte dalla comunità dei condomini dello stabile e dal comitato scientifico le opere sono il frutto di residenze che si sono svolte quasi tutte durante i mesi di lockdown o in quelli successivi, caratterizzati comunque dalle restrizioni portate dalla pandemia, che hanno reso difficile instaurare un contatto diretto con la comunità del condominio e del quartiere.
Le difficoltà hanno tuttavia reso ancora più evidente il desiderio di trovare alternative per esprimere, attraverso l'arte, un senso di vicinanza e di identità collettiva.

Viadellafucina16 è uno dei pochi progetti che è stato capace di conciliare istanze di rigenerazione sociale con una proposta artistica di alta qualità: oggetto di studio in contesti nazionali e internazionali, il progetto ha dimostrato di produrre vantaggi, materiali e immateriali, per lo stabile che lo ospita.

Lo spazio-museo nel condominio 

Un arazzo ricamato con le storie degli abitanti del palazzo, un tappeto dove ci si può sedere per ascoltare storie, pregare o mangiare, una finestra immaginaria sul passato, un percorso visivo nella vita quotidiana del quartiere, un dispositivo per misurare l’energia positiva e un bassorilievo composto dai fregi dei palazzi torinesi: con la mostra Gentilivicini,  viadellafucina16 Condominio – Museo presenta le opere degli artisti che hanno preso parte al programma di residenza 2020 dedicato a giovani artisti italiani e realizzato con il sostegno di MiBACT e SIAE, nell’ambito dell’iniziativa Per chi crea.

Raccontano gli organizzatori: “Pensare una mostra chiusa al pubblico esterno, ma fruibile soltanto da chi abita gli stessi spazi espositivi, è un gesto simbolico che vuole testimoniare quanto l’arte possa creare vicinanza, identità e offrire rifugio nei momenti di maggiore incertezza – sottolinea Brice Coniglio, artista e ideatore del progetto viadellafucina16 Condominio-Museo. gentilivicini è un progetto espositivo innovativo, non a caso il primo a cura di una gallina, che si inserisce in un format artistico come quello del condominio – museo, a sua volta unico e innovativo a livello internazionale”.

La mostra e il progetto

Tramite open call internazionale, la cui prima edizione ha ricevuto oltre 400 candidature da tutto il mondo, gli artisti sono stati invitati a trascorrere periodi di residenza nello stabile, durante i quali realizzare interventi e opere negli spazi comuni al fine di attivare il dialogo tra le diverse comunità che lo abitano e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, oggi in stato di trentennale degrado e abbandono.
I progetti vincitori sono stati selezionati dagli stessi abitanti del condominio (circa 200 persone di ogni nazionalità distribuiti in 53 appartamenti) con la mediazione di un board di curatori e addetti ai lavori, sulla base della capacità di coinvolgere la comunità, di interpretarne i desideri, di attivare nuove forme di socialità attraverso percorsi di co-creazione e cura degli spazi.

I primi successi 

Solo negli ultimi mesi, più di 70 inquilini di condomìni italiani ed esteri hanno contattato l’associazione Kaninchen-Haus con l’intento di adottare il format condominio-museo nel proprio stabile.

La situazione paradossale

Viadellafucina16 Condominio – Museo, si trova tuttavia a fronteggiare una situazione paradossale. Da un lato il crescente interesse di istituzioni, artisti internazionali, enti pubblici e investitori privati che consentirebbe a quella che finora è stata una spericolata sperimentazione di trasformarsi in una vera istituzione e di contribuire concretamente alla rinascita dello stabile. Dall'altro le tante difficoltà, soprattutto di ordine burocratico e di mediazione che l'associazione e i suoi volontari hanno incontrato in questi anni e che richiederanno, dopo questa esposizione, una pausa di riflessione e una sospensionedelle attività per ripensare al futuro del progetto.

Gli artisti coinvolti

Gli artisti coinvolti per Gentilivicini sono: Raffaele Cirianni (Torino, 1994), Daniele Costa (Castefranco Veneto, 1992), Genuardi/Ruta (Antonella Genuardi, Sciacca, 1986 e Leonardo Ruta, Ragusa, 1990), Simona Anna Gentile (Taranto, 1993), Diego Miguel Mirabella (Enna, 1988) e Matteo Vettorello (Venezia, 1986). Le loro opere mettono in discussione i tradizionali canoni della "produzione artistica" per essere al servizio di una committenza collettiva ed eterogenea, nel nome di sentimenti come gentilezza e vicinanza, capaci di mettere in dialogo percorsi e poetiche diverse.
 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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