Ormai si sa, la cucina indiana è una delle più creative e gustose. Il suo ampio e sapiente uso delle spezie la rende una delle più colorate e salutari, proprio perché questi importanti ingredienti sono capaci di rafforzare il nostro organismo, con gusto. Inoltre, il loro uso, permette anche di abbassare i quantitativi di sale utilizzati. Non c’è bisogno di aggiungere gusto al gusto!
Il ristorante indiano Dawat racconta questo e tanto altro.

La sua cucina, curata e attenta ai minimi particolari, rappresenta l’India in ogni sua parte, con un focus sulle regioni del nord, patria del suo titolare, Ash. Oltre alle ricette del passato, tradizionali, si propongono piatti frutto della contaminazione con la cucina tibetana e birmana. 
Le atmosfere, i colori, i gusti ed i sapori ti portano a compiere un’esperienza che profuma di viaggio, di avventura, di scoperta. 

Fra un sorriso e l’altro: il sapersi adattare accogliendo la novità 

Il nuovo dpcm del 3 novembre che pone Milano, con tutta la Lombardia, in zona rossa, impedisce al Dawat di effettuare pranzi e cene all’interno del ristorante per combattere la situazione epidemiologica. Ash non si lascia abbattere e annuncia il suo impegno a garantire pranzo e cena in modalità asporto e delivery. 

Nonostante il difficile periodo, si cerca di combattere con un sorriso, che non manca mai, tipico dell’accoglienza indiana che qui si fa palpabile. 

Spazio all’asporto e al delivery 

Il ristorante indiano Dawat, situato in una zona centrale di Milano, ha sempre garantito sia l’asporto che il delivery ma ora lo propone con una spinta maggiore. 

Oltre ad affidarsi ad alcuni servizi di delivery, Dawat mette a disposizione e promuove il servizio di asporto. Secondo il nuovo dpcm, infatti, muniti di autocertificazione, si può ancora passare al locale a ritirare il proprio pasto in tutta sicurezza, ordinato preventivamente, via telefono.
Il servizio asporto e delivery è garantito tutti i giorni della settimana a cena e a pranzo dal mercoledì alla domenica. 

Sull’intero ordine del servizio d’asporto, per venire incontro agli ospiti che non possono godere degli ambienti del ristorante fino alla fine dell’emergenza, il Dawat applica uno sconto del 20% sul cibo e il 30% su ogni bottiglia di vino ordinata. 

Il menu: un’esplosione di gusto e colore 

La cucina del Dawat è un insieme di esperienza, tradizione e sapiente attenzione alla qualità degli ingredienti, ai minimi dettagli.
La cucina indiana è fatta di tempi lunghi, di preprazione rigorosamente home made uniche e introvabili altrove. 
Basti pensare all’utilizzo del forno tandoori.  Tale forno d’argilla è tipico indiano ed è difficile da trovare al di fuori dell’India. Anche lì non è presente nelle case, perché di difficile gestione e molto costoso ma è una prerogativa dei ristoranti.

Con il forno tandoori si realizzano i famosi Chicken tandoori o anche l’agnello al forno o ancora i gamberoni o i bocconcini di filetto. 

Piccante ma non troppo

Il menu è ampio e diversificato e comprende piatti a base di carne, pesce, verdure e riso, cucinati sia al forno che in umido. Si passa dai piatti tradizionali a quelli rivisitati in chiave moderna. 

L'obiettivo? Far sì che la cucina indiana risulti gustosa anche ad un palato italiano, non sempre abituato alle tante spezie ed al grado di piccantezza di alcuni piatti indiani. Si passa dai piatti di di curry dall’irresistibile gusto speziato come il delicato Chicken Tikka Masala, il riso
Pulao
a gustosissimi antipasti come i samosa o il papad.

Piatti dal gusto corposo realizzati tramite lunghe marinature di carne e pesce ed il successivo passaggio in miscele di panna, yogurt e spezie.

Anche il pane del Dawat è speciale. Chiunque sia stato in India o abbia avuto l'occasione di assaggiare la sua cucina, ricorderà il Naan, il pane tipico. Qui è preparato rigorosamente a mano quotidianamente e cotto al momento (disponibile anche in versione senza glutine, da ordinare almeno il giorno prima) ed è realizzato con impasto al latte, ripieno di formaggio o all’aglio. Il naan è disponibile anche nella versione integrale, il Paratha, o il Kishmish Naan cotto nel forno tandoori con aromi e uva sultanina.
Come chiudere il pasto? Ovviamente in dolcezza! Oltre ai classici senza tempo (il Kali Burfi - tortino di cocco e cioccolato -, o il Phirni - budino di riso, mandorle, uvetta e zafferano), da quest'anno si possono assaggiare i Ras Malai: piccoli dolcetti di ricotta con latte e pistacchio.

Una cucina attenta al benessere, che rafforza le difese immunitarie

In questo periodo difficile di lotta alla diffusione del Coronavirus diventa sempre più importante rafforzare il proprio corpo e le proprie difese immunitarie. Grazie all’ampio uso delle spezie, ricche di proprietà tra cui le antiossidanti, la cucina indiana è una delle più sane oltre ad essere davvero gustosa. Oltre al largo uso delle spezie, la cucina indiana è ricca di piatti naturalmente vegetariani e vegani, che rappresentano la maggior parte delle voci in menu.  

Dietro ogni piatto proposto c’è uno studio attento. L’idea è quella di riadattare il gusto indiano ad un palato italiano non sempre abituato ai gusti forti indiani senza tralasciare i dettami della tradizione. 
Inoltre, la cucina indiana presenta naturalmente molte ricette senza glutine. Questo lo rende una meta ideale anche per i celiaci. Oltre a questo, nel menu, affianco ad ogni piatto vi è una sigla che permette di comprendere le caratteristiche del piatto ed  il grado di piccantezza. 

  • RECENSIONE
  • ETNICO
IN QUESTO ARTICOLO
  • Dawat

    Corso Sempione 88, Milano (MI)

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