Sara si racconta tra la passione per la cucina e il suo giardino zen

Pubblicato il 4 novembre 2021 alle 07:00

Sara si racconta tra la passione per la cucina e il suo giardino zen

Sara: poche parole e occhi che raccontano la passione e la gioia di gestire passo passo il suo locale, il suo intento di far conoscere una realtà culinaria spesso – incredibile a dirsi – ancora sconosciuta anche qui, in pieno centro di Padova. Sara, poche parole sì ma chiedile quanto tempo sia necessario per realizzare in casa tutti i ravioli di Mitica e la sentirai scoppiare in una incredibile e sonora risalta; non prima di averti sussurrato “è, beh, molto tempo, veramente molto tempo”.

 
Sara, partiamo proprio da qui, dalla scelta di realizzare molte preparazioni in casa. Come mai?

Credo molto nella formula all you can eat, perché negli anni è riuscita ad avvicinare la clientela italiana ad un mondo molto differente da quello a cui era abituato. Senza un prezzo competitivo come quello dell’all you can eat, forse oggi non sarebbe lo stesso, forse molti non avrebbero avuto l’occasione o la possibilità di assaggiare i piatti della nostra cultura asiatica, ma non solo. Certo, negli anni questa formula che prima aveva premiato, è diventata via via sinonimo di scarsa qualità, in favore di una quantità che doveva solo riempire la pancia a poco prezzo. Nonostante questo, credo ancora molto in questo, tanto che ho scelto di proporlo anche qui da Mitica, con una attenzione maggiore però su tutto ciò che mi è possibile controllare: in primis le sfoglie. Iniziamo presto, finiamo tardi, ma il risultato è appagante. In casa cerchiamo di fare tutte le sfoglie (ad esempio quelle degli involtini) e anche i ravioli; e poi amiamo fare anche le sale, per offrire al cliente un percorso diverso dal solito. Facciamo la salsa di soia, quella agrodolce e anche quella agropiccante; praticamente le più utilizzate.

Insomma, possiamo dirlo: Mitica è molto più  di un “sushi all you can eat”; no?

(Ride) Beh diciamo di sì dai. Mitica vuole fortemente essere il punto d’incontro tra diverse cucine che spesso si scambiamo però moltissimi ingredienti o che mescolano sapori che ne richiamano altri. E’ una cucina veramente interessante quella asiatica e non solo – qui proponiamo oltre che il sushi anche degli accenni di cucina coreana e cinese – e mi piace che spesso le persone arrivino con molta curiosità, ed escano con gli occhi felici. Significa che siamo sulla giusta strada. Poi diciamocelo, quando ordinano lo spicy cavolfiore, tutti impazziscono perché fa parte dei dry pot, che sono serviti al tavolo in un pentolino che sotto di sé ha ancora il fuoco che mano a mano poi va a spegnersi. E’ una preparazione ovviamente che noi già abbiamo ultimato nella sua cottura, ma che da la sensazione al cliente di cucinare quasi. Solitamente me lo ordinano sempre una seconda volta, anche perché è buonissimo e croccante.

Qualche altro piatto che la clientela ama?

Beh diciamo che il Pai Thai, che è un piatto Thailandese a base di pasta di riso saltato con frutti di mare mette sempre d’accordo tutti. Ovviamente vanno moltissimo i ravioli, gli shaomai (che sono dei ravioli ripieni di gamberi, maiale e verdure al vapore) o i gyoza sia al vapore che alla piastra. Soprattutto durante l’inverno è molto amata la zuppa di miso mentre non conoscono stagione le melanzane alla szechuan. Strano a dirsi, ma anche un piatto coreano molto tradizionale come il Kimchi (verdure fermentate con spezie) va alla grande!

Possiamo però dire che è un menù con qualche pizzico d’Italia vero?

Oh sì, quando possiamo mescoliamo sempre gli ingredienti: ci piace molto! Il risultato sono ad esempio i mozza roll con prosciutto cotto, mozzarella e verdure (che vanno alla grande), i gunkan con pistacchio e con tartufo o quelli con la zucca fermentata. E poi ovviamente abbiamo il tiramisù nella sezione dolci: che buono!

Ma cosa si deve bere con questa cucina? Ce lo spieghi che io sono sempre indecisa..

Allora noi abbiamo quattro differenti birre giapponesi e una birra cinese; diciamo però che sono tutte e quattro molto simili perché sono delle bionde classiche, molto leggere e frizzanti che ben si sposano pressoché con tutti i piatti del menù. Sono perfette perché non sovrastano nessun sapore, ma lo accompagnano esaltandolo. Se invece vuoi qualcosa di ancor più tradizionale allora devi andare sui sakè, noi qui ne abbiamo due uno da bere caldo (solitamente prima o dopo il pasto) e uno da bere freddo che è un po’ diciamo la nostra versione del vino, solo che è realizzata su base di riso.

E la promozione #miticahome? E’ ancora attiva?

Certamente, con 30€ è possibile ancora ordinare ben 5 piatti dal nostro menù e godersi un mini all you can eat sul divano di casa!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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