Dietro un grande uomo si nasconde una grande terra: il Pugliettone di Eustachio Sapone

Pubblicato il 1 dicembre 2020

Dietro un grande uomo si nasconde una grande terra: il Pugliettone di Eustachio Sapone

Dietro ogni grande uomo si nasconde una grande terra, piu o meno il motto diceva così. Sicuramente si tratta di una verità quando parliamo del maestro pasticcere Eustachio Sapone, il "gigante dolce" di Puglia, regione della quale non solo è perdutamente innamorato ma che continua ad esplorare lasciandosi ispirare da ogni tratturo, da ogni gravina, da ogni scorcio di mare. La ricerca infatti è la sola cosa in grado di accrescere il senso del gusto e la creatività di un pasticcere visionario come lui. Quest'anno, infatti, cosa avrà inventato il nostro Eustachio? Il Pugliettone ® : un pregiatissimo dolce da forno, un meraviglioso cantico dei cantici della nostra terra, infatti al suo interno contiene il meglio dei prodotti che la caratterizzano, da Nord a Sud, prodotti che morso dopo morso andranno a dipingerla su mappa, una mappa che si percorrerà sulle strade del palato, dal Gargano fino al capo di Leuca, 450 km più a Sud.

Confezionato in una particolare ceramica artistica di Grottaglie ad opera del maestro Fasano, tra i più noti ed apprezzati ceramisti d'italia, il Pugliettone è un prodotto unico, esaltato dal particolare metodo di cottura in terracotta e dalla farcitura fatta unicamente di ingredienti del territorio regionale: fichi dottati del Salento, limoni del Gargano, essenze aromatiche della Murgia barese, bucce d'arancia del tarantino e glassa alle mandorle di Toritto. Pronti a fare una carezza alla terra di Puglia? Pronti a lasciarvi coccolare dai suoi sapori e dai suoi odori? Pronti ad esplorarla per intero restando comodamente seduti a tavola? Bene, il Pugliettone del maestro Eustachio Sapone è pronto a realizzare i vostri desideri multisensoriali.

L'abbiamo raggiunto nella sua Acquaviva delle Fonti per farci raccontare dalla sua viva voce qualche informazione in più o qualche dietro le quinte simpatico.


Caro Eustachio, innanzitutto grazie per averci accolti in pasticceria, ovvero nella tua vera casa (come sostiene tua moglie). Qual è il progetto dietro il Pugliettone?
Unirci tutti. Soprattutto in questo periodo è fondamentale l'unione... è l'unica cosa bella che ci lascia in eredità il Covid. Il gioco di squadra, il supporto e la solidarietà sono fondamentali. Quindi ho contattato i migliori piccoli produttori di nicchia, dalle montagne del foggiano fino alla fine del tacco, alla ricerca di quegli ingredienti che non solo fossero propedeutici al risultato finale del mio pugliettone ma che anche rappresentassero una sorta di carta d'identità della nostra terra.

Il meglio del meglio è qui insomma.
Con una coerenza logica e una resa sul palato. Non potevo fare un guazzabuglio di tante cose buone. Dovevo estrapolare il meglio dai territori,  si, ma ogni prodotto doveva legarsi bene a quello successivo come a dire: voi che state sul gargano non siete così diversi da chi sta sulla murgia, o nel profondo del Salento. Scopo era quello di creare un dolce identitario per tutta la regione.

Facciamo un po' di storia... quando hai avuto questa dolce illuminazione, quando hai capito che volevi fare il pasticcere da grande? 
Gran parte del merito è di mia moglie! Siamo sposati dal 2005, questo posto l'abbiamo aperto nel 2006...


Si tratta insomma di un'altra Love Story...
Del frutto di una love story. Io credevo poco nelle mie possibilità, non ci fosse stata mia moglie ad incitarmi non so dove sarei ora. E' stata formidabile nel credere in me più del sottoscritto.

Veniamo al tuo cursus honorum.
Ho frequentato un importantissimo stage formativo e poi ho svolto tante esperienze sul campo. Fu fondamentale sostare in una pasticceria di Triggiano, cittadina nell'immediato hinterland barese, perché ciò mi ha permesso di cimentarmi subito nella realtà pugliese, di studiare il cliente, i suoi gusti, il suo palato, i suoi sogni. E di capire, di conseguenza, come regalargli il famoso ''effetto wow''. Non riuscire a provocarlo, per me, equivale a un fallimento.

Bella filosofia.
Parliamoci chiaro, il dolce è un extra all'interno del pranzo, così come nella vita biologica di un uomo. Un lusso, un di più. Quindi, se decidi di concedertelo e questo dolce non ti regala l'effetto wow... che te lo concedi a fare?


Un aneddoto simpatico
Durante uno dei miei giri promozionali, finii in un paesino piccolissimo, ad un incrocio 4 vecchietti mi chiesero cosa trasportassi nel furgone. Era agosto, quindi quando dissi loro che avevo con me dei panettoni, mi presero per pazzo. Panettoni a ferragosto? Mi chiesero. E che mangiamo poi, l'anguria a natale?  Poi ne aprii uno e iniziai a distribuirlo a quei passanti increduli. Dissero che non avevano mai mangiato un dolce così buono. Ancora oggi, da quel paesino mi mandano un sacco di richieste. Vogliono tutti il mio panettone e lo vogliono tutto l'anno. Sono convinto che resteranno ancor più colpiti dal Pugliettone, l'ultimo nato in casa Sapone, e come tale il mio preferito.

  • SWEET HOUR

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

IN QUESTO ARTICOLO
POTREBBE INTERESSARTI:

​Ma cosa cercano gli italiani nella pizza?

Alla domanda delle domande risponde l’indagine Doxa per Eataly.

LEGGI.
×