"Mangiare bene non basta: bisogna divertirsi": parola di chef Gigi Bonadonna

Pubblicato il 23 settembre 2022

"Mangiare bene non basta: bisogna divertirsi": parola di chef Gigi Bonadonna

The Stellar ha conquistato il grande pubblico con la cucina creativa e nel segno della condivisione

Portare l’esperienza del cibo nel terzo millennio: è la missione di The Stellar, il locale al pianotera di quello che fu il Granaio dei Medici e oggi ospita l’Innovation Center di Nana Bianca e Fondazione CR Firenze. The Stellar è un vero viaggio nel gusto tra cocktail bar, bistrot e ristorante. Un punto di riferimento nell’Oltrarno fiorentino. Allo shaker l’alchimista Nicola Spaggiari, alla guida della brigata di cucina Gigi Bonadonna. E proprio allo chef chiediamo quale cucina propone.
“Non basta mangiare bene: io sono dell’idea che bisogna divertirsi. Trovare nello stesso piatto contrasti di sapore: dolcezza e acidità. Scoprire ricette e prodotti del territorio in una chiave moderna”. 

Il locale sta andando fortissimo. Qual è il segreto del vostro successo?
“Credo che la condivisione sia fondamentale. Condividiamo i progetti con tantissimi partner e operatori, crediamo nel networking. Chi entra per la prima volta da The Stellar resta colpito dal posto e dalla sua filosofia. In genere nel mondo della cucina ci sono sempre le primedonne, qui invece alla base di tutto c’è la condivisione sia del quotidiano che delle belle serate, delle esperienze, del cibo. A Firenze ci sono tantissimi ristoranti dove si sta bene. Io sono partito dall’idea di un locale dove posso fare la mia serata dall’inizio alla fine: un bell’aperitivo, una bella cena, buona musica nella corte interna e magari altre due bevute prima di tornare a casa”.
Qual è la reazione di chi arriva a The Stellar e vive la serata come l’hai appena descritta?
“La risposta l’ho trovata nelle facce di tutti coloro che sono entrati: un effetto wow”.
Come descriveresti The Stellar a chi non vi conosce?
“Come un carburatore di idee, una centralina di idee. La nostra è un’experience reale. Abbiamo sposato la filosofia di Nana Bianca fino in fondo e stiamo imparando ad avere una visione diversa della ristorazione”.
Quali sono i vostri prossimi obiettivi?
"All'inizio volevamo riempire il locale, ora vogliamo trovare il modo che The Stellar sia sempre pieno a qualsiasi ora e che soprattutto sia in grado di venire incontro alle esigenze di una clientela a dir poco eterogenea. Da noi vengono dai ventenni per l'aperitivo agli over 80 a cena al ristorante. Poi il menu: non voglio stoppare la creatività. Tanti piatti sono nati per un prodotto che avevo disponibile o per il consiglio di un fornitore. Li ho proposti, sono piaciuti e poi sono entrati in menu. Penso che sia importante non essere rigidi ma sempre aperti al cambiamento".
Di certo dietro i risultati di The Stellar c'è una grande squadra immagino..
"Io sono in cucina, Alessandro Fresoli è il food&beverage manager, poi c'è Nicola Spaggiari che si occupa della mixology. Una perfetta suddivisione dei compiti. Credo che ci siamo trovati al posto giusto nel momento giusto e con le persone giuste e ritengo che la visione di Nana Bianca ci abbia aiutato e sostenuto nel proporre il nostro modello di ristorazione" conclude Bonadonna.

L'ora dell'aperitivo è uno dei momenti clou da The Stellar sia al bancone interno che nella corte dove la sera non mancano eventi e iniziative musicali e culturali. La parte mixology è affidata a Nicola Spaggiari, da molti definito l’alchimista per la sua passione nello sperimentare sempre.
Parlaci della tua mixology Nicola.
“Mi concentro molto sulla botanica. Punto su ingredienti freschi: piante, erbe e persino verdure che il cliente ritrova poi nel bicchiere, nel suo cocktail. Ammetto che mi piace sperimentare e questa filosofia la porto dietro il bancone. Qualche volta sbaglio ma quando centro l’obiettivo la differenza si vede”, conclude il barista.

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