Angela e la storia d'amore con il suo ristorante di Cassano: "Cucinare era il mio sogno, qui sono rinata"

Pubblicato il 17 marzo 2024

Angela e la storia d'amore con il suo ristorante di Cassano: "Cucinare era il mio sogno, qui sono rinata"

Nel 2008, a 40 anni, un pirata della strada mi ha investito e da quell’incidente quasi mortale è iniziato tutto. I soldi dell’assicurazione per quel sinistro li ho investiti in questo ristorante. Sol di Pepe nasce ben 9 anni fa, dopo quella che poteva essere una tragedia. È paradossale, ma è così. La vita ti insegna che dalle situazioni più drammatiche possono sorgere nuove opportunità pronte a sconvolgerti i piani. Questo posto è la mia rinascita”.


Angela Cirillo, titolare e chef di Sol di Pepe, ristorante pizzeria a Cassano delle Murge, è una donna vulcanica che prende a morsi la vita e non ama fare troppi giri di parole. Angela si guarda attorno, scruta negli angoli del suo locale, fissando ogni singolo dettaglio, dal piatto al tovagliato, di cui vi è una cura indicibile. Angela non perde di vista nulla, indica ai suoi ragazzi cosa fare e saluta calorosamente gli ospiti, mentre mi racconta come è iniziata la sua storia d’amore con il suo Sol di Pepe, tempio dei sapori in questo borgo immerso nel verde, considerato la piccola Svizzera delle Puglie per la sua aria pulita. Angela si siede al tavolo dinanzi a me e scivola con le parole tra i ricordi di dolore e gioia, non tralasciando nulla di ciò che rappresenta questo posto, non tralasciando nulla dei suoi sogni, delle sue battaglie a denti strettissimi, delle sue cadute e delle sue rivincite.

Quando e come nasce Sol di Pepe?

“Sol di Pepe è frutto della mia passione per la cucina, è sempre stato il mio sogno. Fin da piccola mi piaceva cucinare per gli altri. Mi ricordo quando avevo 11 anni e i miei genitori mi portavano a raccogliere le olive: io odiavo farlo, tant’è che restavo in auto fino a che non avevano finito. Un bel giorno mia madre mi disse che dalla volta successiva, dato che non avevo alcuna intenzione di collaborare alla raccolta, sarei rimasta a casa a cucinare il pranzo per loro. Io accettai volentieri, anzi, a dirla tutta ne fui felicissima. Da quel giorno al rientro da lavoro i miei puntualmente trovavano dall’antipasto carinissimo, molto particolare, fino al dolce, tutto preparato da me. A quel punto capirono che avevo proprio talento. Cucinavo la pasta al forno, il ragù, ma con gli antipasti mi sfiziavo… i complimenti dei miei genitori non mancavano mai. Sono un’autodidatta, ma dedico da sempre molto tempo allo studio dell’arte culinaria, alla lettura dei libri dei grandi chef e alla ricerca delle spezie. Sol di Pepe è la mia rinascita. Ti spiego. Sono nata e vissuta a Toritto, io mi trovo a Cassano perché tempo fa sono venuta qui a lavorare da mio cugino che ha un panificio. Poi nel 2008, a 40 anni, ho avuto un incidente stradale mentre andavo a lavoro. Un pirata della strada mi ha investito e da quell’incidente quasi mortale è partito tutto. Sono viva per miracolo e all’epoca sono rimasta ferma per mesi, a causa delle fratture. I soldi dell’assicurazione per quel sinistro li ho investiti in questo ristorante. Sol di Pepe nasce così, ben 9 anni fa, dopo quella che poteva essere una tragedia. Poi ho deciso di chiamarlo così perché sono sempre stata incuriosita dalle varie tipologie di pepe, un po’ per amore un po’ per gioco”.

Come si è evoluto questo posto nel tempo?

“È cambiato moltissimo, abbiamo una bellissima clientela di un livello medio alto e puntiamo da sempre sulla qualità. La gente lo sa e viene da noi proprio per questo. L’altro giorno sono tornati a trovarci dei nostri clienti del Bord e ci hanno confidato che, pur avendo provato diversi ristoranti in Italia, raramente hanno trovato un posto in cui si mangia così bene e si fa attenzione alla qualità delle materie prime. Per me è la cosa essenziale. Poi seguiamo la stagionalità, ogni giorno vado a fare la spesa personalmente per preparare i piatti del giorno e inserirli nel menù”.

La clientela com’è cambiata dopo il Covid?

“Io non ho visto un gran mutamento. Ovviamente è stato un periodo molto difficile, noi abbiamo fatto asporto anche di sushi e pokè, a dimostrazione di come io segua molto le esigenze del mercato, cercando di dare ai clienti quello che vogliono. Sono una persona molto curiosa e mi piace sperimentare, sono camaleontica anche nel mio menù, mi piace cambiare continuamente piatti. C’è anche molto del territorio in questo ristorante… nei nostri piatti ci sono spesso funghi cardoncelli, rape, ceci neri, tutto ciò che cresce sulla nostra Murgia. Ho molti più clienti forestieri, che cassanesi, diciamo che è più apprezzato da chi vive nella provincia di Bari”.
 

Che rapporto hai con il tuo staff?

“Un bellissimo rapporto. Se sto male io stanno male tutti. Non mi posso permettere di avere un raffreddore o la febbre, perché altrimenti va giù l’umore dei miei ragazzi. Li carico di energia. Al momento siamo sei in settimana e una decina il sabato. Siamo una bella squadra e i clienti sono molto soddisfatti della nostra gentilezza e professionalità. Dico sempre ai miei ragazzi di stare attenti ai clienti, ai loro gusti. Sono molto esigente con il mio staff, anche se li lascio molto liberi. Per me sono come dei miei figli. Sono felice se un ragazzo lascia Sol di Pepe per andare a lavorare da qualche altra parte, per fare nuove esperienze. Credo sia giusto, l’importante è avvisarmi prima, in modo tale da non lasciarmi in difficoltà. Devono aprire la mente, perché io per prima detesto restare ferma”.

Quanto conta una recensione oggi?

“Tanto. Anche se io non rispondo quasi mai, sia a quelle positive che a quelle negative. È giusto ci siano anche delle critiche costruttive, ma non di certo delle cattiverie dette solo per ferire. La cosa più destabilizzante è che comunque la prima cosa che fa il cliente oggi è andare a leggere le recensioni che ha quel ristorante, mentre prima ci si informava tramite passaparola e l’esperienza di chi aveva mangiato in quel locale. Una recensione negativa finisce per cambiare le sorti di un ristorante, è svilente”.

C’è stato un momento in cui ti sei sentita più fragile in questi 9 anni?

“Sì, durante il Covid. Vedevo che molti miei colleghi chiudevano… per un momento mi sono buttata giù, poi ho pensato che era proprio quello il momento di rimboccarsi le maniche e così è stato. Ho lavorato tantissimo e molti colleghi ancora mi chiedono come abbia fatto a resistere in una piccola realtà come Cassano, soprattutto in quel periodo. Sono molto determinata e ambiziosa, non mi fermo mai e sono in continuo mutamento. Ed è per questo che adesso sto aprendo un centro benessere con piscina e B&B qui, a due chilometri da Cassano. So che è una follia, ma voglio fare questo investimento, ci credo troppo in questo progetto. Ci sto lavorando da ottobre e a brevissimo apriremo. I miei figli mi aiutano e supportano molto anche nella gestione di questa nuova avventura. Poi loro sanno che a me piace molto imparare, sperimentare, cambiare. Pensa che io sono una parrucchiera, non sono nata nel mondo della ristorazione. Nel 1988 ho aperto un salone di bellezza che andava benissimo, poi quando mi sono sposata il mio ex marito ha deciso di andare in Germania a lavorare e così abbiamo lasciato l’Italia. Siamo stati lì 6 anni, lui ha fatto dei corsi d’aggiornamento d’idraulica. Poi quando siamo tornati in Puglia, mi ha detto che se avessi voluto avrei potuto tornare a fare la parrucchiera, andando casa per casa con il borsone pieno di spazzole e phon. Mi sono rifiutata categoricamente… non mi aveva permesso di farlo quando volevo e ormai non mi interessava più, oltre al fatto che non avrei mai accettato quella concessione, né sarei mai stata disposta a lavorare in nero. Non sono mai più tornata a fare la parrucchiera e non ho mai più ripreso le forbici in mano. Chissà, ora nel centro benessere potrei aprire anche un salone e tornare a fare i capelli, vedremo”.

Cosa c’è, invece, nel futuro di Sol di Pepe?

“Non lascerò mai questo posto, è la mia creatura, il mio bambino. Se dovessi andare via da qui mi dispiacerebbe molto, perché è un pezzo di cuore. L’ho costruito mattone per mattone e rappresenta la mia intraprendenza. È il mio riscatto nei confronti di tutte quelle persone che hanno dubitato di me, nei confronti di quei colleghi che credevano avrei chiuso dopo qualche mese perché, a loro dire, Sol di Pepe era troppo avanti per Cassano. Invece non è così, il segreto del successo di un ristorante è nella qualità che offri agli ospiti. La gente non è scema. Il cliente vuole essere coccolato e in quel caso è disposto anche a spendere, a prescindere dal fatto che il locale si trovi a Milano, Roma o Cassano. Questo ristorante è il mio orgoglio e ogni giorno mi dà grandi gioie. Non ti nascondo che ho paura del salto nel vuoto che farò con il centro benessere, ma devo farcela. Mi spinge la passione, amo il settore dell’hospitality in ogni sua sfumatura, coccolare la gente, vederla soddisfatta di come ha passato il suo tempo. Voglio che le persone siano felici nel mio ristorante, così come in quella che sarà la mia spa. Voglio svegliarmi la mattina e sapere che i miei ospiti sono stati bene e non vedono l’ora di tornare a trovarci”.



Sol di Pepe - Via IV Novembre, 9/11 – Cassano delle Murge – Tel: 3889997625

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Giuliana Vendola

Murgiana classe ’94. Laureata in Scienze Filosofiche, bioetica, etica ed antropologia, scrivo per Il Quotidiano Italiano. Presto sempre attenzione ai miei luoghi, ai loro odori e sapori, al loro irrompente domandare. Quando ero bambina mia madre mi propose un corso di nuoto, io le mostrai le mie sgangherate poesie. Lei capì che ci avrebbe pensato la scrittura ad aumentare la mia capacità polmonare.

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