Pescheria, un salottino di mare in centro a Castelfranco

Pubblicato il: 11 agosto 2020

Pescheria, un salottino di mare in centro a Castelfranco

Affacciata sul Musonello, presso lo storico angolo di città e di vita in cui un tempo trovava posto il mercato del pesce, in pieno centro, Pescheria è l’ultimo regalo fatto da un anfitrione come Simone Baggio alla sua Castelfranco Veneto. Un locale temporaneo (chiuderà a fine ottobre) e divertente, un salottino a cielo aperto alle porte di Piazza Giorgione, una realtà fusion che promuove un modo particolarmente “easy” ed “estivo” di vivere il territorio.
Mai come in questa anomala estate 2020, abbiamo tutti bisogno di leggerezza. Tanto meglio se possiamo averla bevendo e mangiando in uno dei plateatici più caratteristici di tutta la Marca.

Se il principale, blasonato locale di Simone Baggio (uno degli unici 4 Educatori al Saké ufficiali presenti in Italia), L’Alchimista – Bistrot e Mescole, racconta – nomen omen – una vera e propria alchimia tra Italia, Giappone e New York City, Pescheria invece rappresenta un’invitante e frizzante fusion tra mondo italiano e spagnolo. Si ascolta musica, si chiacchiera, si fa amicizia, si beve drink freschi e tropicali, si mangia pesce crudo servito a mo’ di tapas. Modalità iberiche con qualità e standard made in Italy, insomma. Un luogo per scanzonati apericena sotto le stelle, naturalmente nel rispetto dei distanziamenti richiesti fra i vari tavolini e divanetti.
 

Prima del Covid, prima della quarantena, prima che al termine del lockdwon il Comune di Castelfranco Veneto (al pari di tanti altri) offrisse l’uso dei plateatici pubblici per nuovi spazi aperti destinati alla ristorazione… Prima di tutto questo, Pescheria frullava già nella vulcanica mente di Simone Baggio. Ma come ogni premium cocktail ed ogni specialità fusion che si rispetti, c’è voluto un po’ per trovare la giusta chiave di volta, e riuscire a concretizzarlo.

Quest’estate, facendo di necessità di virtù Pescheria è finalmente diventato realtà: oltre al supporto del Comune, Simone si è avvalso e si avvale quotidianamente del prezioso contributo di bartender e collaboratori del calibro di Alejandro Vercelli, Franceso Radati, Eduardo Torres, Jessica Favrin, nonché, in cucina, di Rossella Vanzetto e Jacopo Marzaroli.

Inoltre, questo temporary bistrot, se così possiamo chiamarlo, riporta a nuova vita non soltanto un angolo di Castelfranco centro dimenticato troppo in fretta (dopo la chiusura del mercato ittico 30 anni fa e del bar Zerboni 15 anni fa), ma anche un’ampia serie di oggetti unici provienti dai vecchi, storici locali di Simone Baggio (come la mitica Cantina di Villarazzo): da un’enorme anfora-fontana in vetroresina a tutti i tavolini, passando per innumerevoli ammenicoli e dettagli che ricreano un’atmosfera sia leggera che affascinante. A ciò aggiungi le palme che perimetrano il plateatico, e il gioco è fatto. Anzi, il menu è servito.

Trattandosi di un locale a cielo aperto, dove quindi la frescura deriva dalla clemenza del clima serale e dal contributo silente del Musonello che scorre qui sotto, tutti i drink proposti fanno la loro barte in termini di refrigerio, basandosi quindi esclusivamente su frutta e infusi freschi, a base di spezie e di erbe. Un esempio? Il “Tropical Passion”, una mescola dissentate e avvolgente preparata con sciroppo di mango, passion fruit, succo di lime e barbon whiskey “Wild Turkey”.

La parte food trova invece solido e freschissimo supporto da parte della pescheria Giorgione di Castelfranco, il cui titolare era stato fra li ultimi a lavorare al mercato del pesce, fino alla succitata chiusura. Con una partnership tanto prestigiosa, Pescheria riesce ad offrire croccanti fritturine di mare come gustose tapas a base di scampi, ostriche, gamberi rossi e insomma, chi più ne ha più ne metta.
Denominatore comune, ma questo l’hai già capito, il pesce fresco, il pesce buono.
Condito con leggerezza, musica e allegria.


 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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