Ristorazione 2026: social, intelligenza artificiale e nuovi gusti guidano i cambiamenti
Pubblicato il 23 gennaio 2026 alle 07:23
Nel 2026 la ristorazione italiana sarà chiamata a fare i conti con trasformazioni che riguardano il modo in cui i clienti scelgono dove mangiare e cosa ordinare. A incidere sono soprattutto i social media, l’uso crescente dell’intelligenza artificiale e una maggiore sperimentazione nei menù. È quanto emerge dallo studio sui food trend realizzato da NellyRodi insieme a TheFork, basato sull’analisi dei comportamenti dei consumatori e dei dati del mercato europeo.
Il fenomeno viene definito “FOODMO”, ovvero la paura di perdere il locale o il piatto del momento. Oggi il passaparola avviene soprattutto online e influenza in modo diretto le scelte di consumo. I dati mostrano che chi utilizza funzioni social sulle piattaforme di prenotazione tende a prenotare più spesso. La maggior parte degli utenti si affida ai consigli della propria cerchia di contatti, mentre una quota più ridotta segue influencer o combina entrambe le fonti.
Per i clienti, le ricerche in linguaggio naturale aiutano a orientarsi tra le molte proposte disponibili. Per i ristoratori, invece, l’IA viene utilizzata per attività come la costruzione dei menù, la gestione delle scorte, l’analisi dei flussi di clientela e il supporto alle decisioni sui prezzi. L’obiettivo è rendere più efficienti le operazioni quotidiane e semplificare alcuni processi.

Tra queste c’è il gelato gastronomico, che esce dall’ambito del dessert per comparire anche in versioni salate.
Cresce l’interesse per lo specialty coffee, con preparazioni alternative e abbinamenti con il cibo.
Continuano a diffondersi reinterpretazioni di comfort food di ispirazione tedesca e americana, insieme a forme di street food rivisitate. Un altro filone riguarda la ricerca sulle consistenze, con mousse, creme e salse dense sempre più presenti nei piatti.
Spazio anche a proposte legate al benessere, con ingredienti come fermentati, alghe, legumi e proteine vegetali.
Lo snacking evolutivo risponde invece alla richiesta di pasti più flessibili, attraverso porzioni ridotte e piatti da condividere.
Il microseasoning punta sull’uso di erbe, germogli ed essenze stagionali, mentre cresce l’attenzione verso una ristorazione attenta agli aspetti sociali e ambientali.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un settore in evoluzione, in cui tecnologia e abitudini digitali stanno cambiando il modo di vivere l’esperienza al ristorante.
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I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.