Ci sono volte in cui il lavoro senza che tu te ne accorga inizia a mescolarsi con il piacere e questo solitamente avviene quando si ha la possibilità di entrare a contatto con delle realtà, delle storie, dei volti e dei modi di vivere che non solo hanno il potere di affascinarti ma che quasi ispirano, riuscendo dove tutti hanno fallito: ricordandoci insomma che senza “rompere le regole”, di tanto in tanto, si resta fermi. 

Con immenso piacere abbiamo fatto due chiacchiere con Claudio Franzolin che, assieme ad altri due soci (Anthony, Marco e Giorgia, anche dette le menti e le braccia del progetto fin dall’inizio) continuano a fare della loro passione, un lavoro incredibile. Insomma, siamo andati a farci raccontare dai ragazzi di Crak come è nato tutto!

Allora Claudio, se sei d’accordo partirei dall'inizio ripercorrendo brevemente i - in realtà tantissimi - momenti che hanno caratterizzato la vostra storia, che ne dici! 


Beh assolutamente sì, o quantomeno ci proviamo perché sai, non è mica facile eh, ce ne sono stati talmente tanti e tutti fondamentali che spero di non dimenticarmi nulla. Comunque, questa è facile: il birrificio inizia la sua storia nel 2015 anche se non tanto Crak ma il duo Anthony e Marco nasce prima “solo” come una etichetta, si produceva infatti per conto terzi per poi diventare Crak a tutti gli effetti appunto nel 2015, con la nascita della birreria vera e propria. Continuando con alcune altre date importanti sicuramente dobbiamo menzionare il 2017, anno in cui apriamo la nostra pazzesca TapRoom allargata e ristrutturata nel 2020, un anno tanto difficile per tutti quanto fondamentale per il nostro gruppo in quanto ristrutturiamo la TapRoom sì, apriamo Casana ovvero il nostro secondo locale e come non bastasse diventiamo anche - e forse soprattutto - un Birrificio Indipendente. 

Non voglio farla troppo lunga anche se veramente la nostra storia è colma di attimi che si sono rivelati magari non subito ma successivamente fondamentali per la nostra storia e la nostra crescita ma questi diciamo che sono i grandi capisaldi di cosa è stato e cosa oggi rappresenta Crak. Nel mezzo? Nel mezzo un gruppo di lavoro che è sempre via via cresciuto fortificandosi - oggi tra una cosa e l’altra siamo circa una quarantina tutti molto giovani - ma anche tanti piccoli momenti importanti: il viaggio in Yakima Valley del 2017 che ci ha permesso di essere il primo birrificio italiano che seleziona personalmente i luppoli durante il raccolto, il passaggio alla lattina del 2018, il premio vinto come “migliore birrificio” in quello stesso anno - poi rivinto anche nel 2023 - o il Woodscrak ripetutosi per diversi edizioni che ha rappresentato per noi una vetrina incredibile. Insomma, potremmo parlarne per giorni. 

Una crescita quasi esponenziale, giorno dopo giorno, dove mi sembra difficile indicare un momento in cui vi siete guardati e vi siete detti “ecco, ce l’abbiamo fatta” perché tutto è arrivato in maniera graduale e come dici tu “tutto è servito”, no? 


Sì diciamo che è stato tutto utile tutto fondamentale, al contrario di ciò che si dice solitamente. Siamo partiti con un’idea, con un desiderio e con una visione e quello che è successo successivamente è molto semplicemente il rimanere fedeli a noi stessi, quanto più ci è stato possibile. Sono tante le cose che hanno accresciuto la nostra popolarità ma anche la nostra filosofia e non credo di essere in grado di indicarne una su tutte, ma ecco sì, il mostrarsi fedeli alla propria idea, il non scendere a compromessi e poi la nostra Guerrilla - che è la birra simbolo, la più chiesta, la più venduta - beh, forse hanno fatto un pezzo di “storia”. Della nostra. 

Una storia che urla “Guerrilla” e che parte con un nome che è molto più di un semplice nome, ovvero Crak. Come lo avete scelto? 


Tutto si collega a quanto ti dicevo prima ovvero al rappresentare e al rappresentarsi in una maniera lineare, sincera e fedele a ciò che non solo sei o vuoi essere, ma anche a ciò che vuoi trasmettere di te. Crak nasce, di fatto, anche nel suo stesso nome come una rottura con il passato, una volontà di lavorare la terra, scegliere il luppolo, distribuire, passare un messaggio, stare, vivere, vendere in maniera completamente diversa da quanto fatto sin qui. Crak è una rottura con ciò che è stato, il desiderio di rimettere al centro la terra ma anche l’uomo, il prodotto, la socialità e beh, Guerrilla - la nostra birra simbolo - ne è il prolungamento automatico, concreto. Un nome che non è frutto di marketing, ma che è semplicemente ciò che siamo. 

Non solo birra però, ma anche cibo e molto altro nei vostri locali! 


Assolutamente sì, ricordo sempre con ammirazione che il nostro non è un “solo” Birrificio Indipendente, ma è un Birrificio Agricolo Completamente Indipendente. Infatti non solo ci produciamo da soli la quasi totalità del nostro orzo ma oggi grazie alla proprietà rilevata lo scorso anno “Tenuta Bembo” che diventerà una sorta di B&B - ma di questo magari ne riparleremo più avanti - possiamo contare anche sul nostro orto, con il quale produciamo molti dei prodotti che ci servono per riempire le nostre “Briciole” e anche per produrre il nuovo arrivato in casa Crak: il Prosecco! Una sorta di filosofia di economia circolare che stiamo piano piano cercando di far diventare realtà a tutti gli effetti. 

Crak Brewery - Crak Taproom
Via Pontarola, 9 - Campodarsego (PD) 
Tel. 0497423095

Crak Casana 
Via Santi Fabiano e Sebastiano, 13 - Padova 
Tel. 0497423095

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