7 enoteche in cui bere buon vino e fermarsi a cena in Veneto

Pubblicato il: 18 marzo 2017

7 enoteche in cui bere buon vino e fermarsi a cena in Veneto

C'è chi li chiama wine bar, io preferisco "enoteche" e le prediligo con cucina. Per quanto spesso il mio rancio si consumi a suon di cicchetti, soprattutto durante i lunghi aperitivi del fine settimana, ogni tanto il pigro orso che è in me mi spinge a cogliere due piccioni con una fava. Aperitivo e cena tutto in uno, spostandosi dal bancone al tavolo senza bisogno di fare carta-sasso-forbice con le amiche per decidere dove spostarsi. 
Può essere una salvezza, soprattutto se siete in numero pari e avete dimenticato ogni tipo di conta infantile. Amblimblone...

Calici e lasagna

La Vineria all'Amarone è un porto franco per quanto rigurda le degustazioni di vini locali. L'atmosfera cordiale e sociale piace sia ai veneziani che ai turisti, pronti a cogliere l'occasione di provare 5 calici di amarone nel tentativo di riconoscerne le diverse sfumature. Per permettersi un secondo giro di calici, oltre ai cicchetti, anche di pesce crudo, si ordinano piatti ispirati ai classici della cucina italiana come la pasta al pesto e le lasagne al ragù.

Bollicine e crudo

Il Voy è una new entry mestina che mancava: 200 etichette pregiate - non mancano le blasonat Maison di Champagne - e una predilizione assoluta per il pesce crudo. Per provare la cucina del Voy non c'è modo migliore che ordinare il Plateau Royal ma se non sei un tipo da pesce crudo puoi puntare sul pesce cotto come il piatto di acciughe del Cantabrico con burri salati aromatizzati dalla Francia.

Drink & Food

Lo Shiraz di Treviso è il classico locale che non scontenta nessuno, perchè è un perfetto mix di proposte tradizionali e moderne senza note stonate. Oltre alla cantina ben fornita, anche l'american bar ha il suo bel perchè. Mettici che la location è quella di un piccola chiesetta del 1300 e che la cucina propone anche una panineria di qualità. Il club sandwich è servito con il burger di Chianina, per dire.

Tradizione e sostanza

Dimenticati di tutto ciò che è modaiolo e assapora l'atmosfera genuina e tipicamente veneta - veneta come la intendono i nostri nonni - della Trattoria Enoteca Schiavon (Falzè, TV). Moltissime le etichette esposte nelle pareti della sala e tradizionale la cucina: trippa, mix di affettati, risotti alle verdure di stagione e chicche come il mantecato di orata con olive taggiasche. Forse ti stupirà sapere che la cucina è pronta a esaudire espressamente le richieste di vegetariani e vegani: chapeau!

Vino e chiacchiere

L'atmosfera dell'Enoteca Cortes di Padova è decisamente friendly e vagamente bohemienne. Dischi alle pareti e cucina di una volta creano un mood che fa sentire a proprio chiunque vi metta piede. I posti a sedere non sono più di quaranta, i piatti cambiano settimanalmente e i calici sono sinceri, per dirla alla veneta. Frequentatissima in orario aperitivo, attorno al bancone può crrarsi una vera e propria folla.

Baccalà e brindisi

L'Enoteca dei Tadi, in pieno centro storico a Padova, è il posto giusto per abbuffarsi di baccalà: alla vicentina; in purezzza; condito con polenta e in umido. 
Se poi vuoi continuare sulla via della perdizione ordina le sarde in saor e chiudi con una sbrisolona e una pazientina. La scelta dei vini soddisferà chi se ne eintende e sorprenderà chi non distingue un Nero d'Avola da un Amaroe (orrore!).

Specialità e segreti

Il suo nome parla da sè, l'Enoteca Segreta di Verona è un posticino speciale dove gustare un calice esclusivo e fermarsi per una cena romanticamente godereccia. Formaggi, salumi e piatti veneti spesso rivisitati vengono serviti a lume di candela in un salotto elegante e chic al punto giusto. Per una serata speciale, chiedi del "tavolo segreto", passo e chiudo.

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Immagine di copertina dalla Pagina Facebook di Enoteca Segreta.

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scritto da:

Martina Tallon

Amo mangiare ma sono sempre a dieta, non riesco mai a stare ferma anche se alla guida sono un pericolo, adoro andare per locali però sono un po' tirchia. Le contraddizioni sono il mio pane quotidiano: mai prendersi troppo sul serio.

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