Il canto delle sirene (e i morsi della fame) ci hanno condotto a Bisceglie, città-perla sul mar Adriatico. Qui l’eco della storia, di marinai che partivano verso mondi lontani e di duchesse bellissime dalla dubbia morale, si avvertono ancora. Alla stessa maniera - e veniamo ai giorni d’oggi - c'è un locale che sta facendo la storia, un ristopub differente, dove si pratica il culto della qualità. Stiamo parlando di Contrabar.

È un bar “Altro” per la ricercatezza della materia prima, per lo studio territoriale dietro il menù, ma anche per le idee audaci dei titolari, Gianni e Francesco, ragazzoni sulla quarantina intrappolati nei corpi di due eterni bischeri, condizione da imputare a una sindrome di Peter Pan incurabile o, semplicemente, al fatto che svolgano il lavoro che amano. Si, deve essere cosi, basta osservarli per capirlo.
«Avevamo bisogno di una casa dove esprimere i nostri concetti e quella casa doveva essere nel centro storico di Bisceglie. Questa cittadina non solo merita posti di qualità, ne necessita» Svela Francesco, nel portarmi il primo piatto.


L’esordio è di quelli accomodanti, da solleticare il palato. 
Pensavate al solito tris di coppette contenenti tristezze di polistirolo? Niente affatto! 
3 Tapas coi contro...
Tre, come i desideri del genio della lampada. Francesco ci assicura che il condimento, variabile, segue il ritmo delle stagioni. In questo caso ci troviamo di fronte a: 
-ricotta, pomodoro semi dry, basilico
-lattuga, tonno rosso e semi di sedano
-stracciatella, acciuga e peperone crusco
Il Genio della Lampada, lì in cucina, ci ha accontentato. I Iatticini sono freschissimi, il tonno è una goduria, il crusco, beh col crusco fai subito breccia nel mio cuore. Ottimo inizio.

 


Vitello tonnato al sapore di Puglia 
Il classico dei classici. La storia del cibo all'ennesima potenza. Le nocciole e i capperi velano di sentori profumati il palato ma il colpo sleale è il vincotto. Parla di Puglia, di convivio, di famiglia. Il senso di questa pietanza è la famiglia. Mi avete riportato a casa di nonna, ragazzi! Ma non c’è tempo per fare i romantici, si staglia nell’ombra la prossima portata…
 


Tutti in piedi per sua maestà: la Burrata
con olio, origano, crusco, acciughe del Cantabrico. Non riesco ad annotare nulla, il latte che caccia la burrata ha la meglio su di me e su qualsiasi timido tentativo di adempiere al mio ruolo di cronista. Allora ci pensa Francesco ad occupare il silenzio: «Il menù non è eccessivamente grande ma assicuriamo che, sia colazione, pranzo, aperitivo o cena, al Contrabar si degustano cose buone.»
 


Apoteosi di Polpette
Arriva l’apice del mio climax enogastronomico. Un piatto di fumanti polpette, sguazzanti in un sugo che nun ve sto a dì. Soffici, morbide dentro e croccanti fuori, profumi e percezioni che volano. «Ammazza! Si tratta del best seller. No, non ce la faccio, continua tu Francè...»
«Con Contrabar, volevamo soddisfare la clientela esigente. Volevamo parlare di Puglia restituendo alla gente una sorta di laboratorio artigianale nel quale ritrovare, come succede nelle vecchie credenze, marmellate fatte in casa, liquori, elisir.»
 Per l’appunto veniamo a loro, ai protagonisti, i drink. Gianni me ne porta due, al tavolo.  Ci racconta che anche la drink list varia con le stagioni ma che alcuni sono irremovibili. Tutto ci parla di ricercatezza, equilibrio, studio della materia prima. Questo è ciò che rende altro bar il Contrabar.


Mi accorgo della veridicità delle sue parole sorseggiando il primo, quello che Gianni confidenzialmente chiama "giallo". Per dovere di cronaca riporterò il suo nome ufficiale: Atlantico. Rotondo, nettarino, c'è poca componente alcolica. Whiskey del Kentucky, vermouth martini ambrato, caffè, olio all’arancia, chocolate bitter, assenzio. Il caffè risalta alla fine, conferendo al cocktail note che vengono da lontano e ti portano lontano.


Ci facciamo più autoctoni, è la volta di quello “roscio” altresì indicato come Mediterraneo.
«È nato dalla volontà di far conoscere il Negroni anche al pubblico femminile. Si tratta sempre di fare cultura - ribadisce Gianni - noi, ancora oggi, studiamo mossi dalla sete di conoscenza.»
« Mo vediamo di soddisfare la mia...»
Vermouth, campari bitter e gin diluito in maniera controllata. I fiori di sambuco sono una scelta geniale. Un drink più simpatico, facile da bere, merito anche del karkadè (componente dell’ibisco).
 
 Un viaggio intorno al mondo, vecchi miei. Partendo da Bisceglie ho solcato i 7 mari! Ora però, dalla barca astrale devo decidermi a tornare sul bancone di Contrabar. Saluto quei geniacci di Francesco e Gianni. E li ringrazio: le rotte degli esploratori Pugliesi, con loro, sono in ottime mani!

  • RECENSIONE

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

IN QUESTO ARTICOLO
  • Contrabar

    Via Ottavio Tupputi 12, Bisceglie (BT)

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