Benvenuti alla Taverna del Ghetto, il regno del quinto quarto e della cucina giudaico-romanesca

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La vera storia della ristorazione romana
Ci troviamo di fronte ad un tempio della cucina romana, la prima taverna storica ad avere aperto al Ghetto di Roma più di 40 anni fa e ancora oggi gestita dalla stessa famiglia di generazione in generazione. Qui si è costruita prima e conservata poi la vera tradizione della Roma di un tempo, le ricette antiche dei nostri nonni e la cultura gastronomica giudaico-romanesca che è stata la fondamenta della cucina tradizionale romana.

Il regno del Quinto Quarto
Tutto iniziò da qui, dal Portico d’Ottavia secoli fa, quando le donne delle famiglie ebree del Ghetto a cui erano riservati gli scarti della macellazione, dovettero arrangiarsi e inventare dal nulla ricette e piatti che poi si trasformarono in leggenda. Qui è nato il mito del Quinto Quarto a Roma e la Taverna custodisce ancora oggi questa antica cultura con cura, amore e soprattutto tanta passione. Pajata, coratella, cervella fritte, animelle, coda e molto altro. I piatti che hanno fatto la storia di Roma ci sono tutti e vanno rigorosamente assaggiati uno per uno.

Ci pensa Nonna Italia
E’ lei la vera regina della cucina romana, Nonna Italia, simbolo vivente di tradizione e buoni sapori. Ancora oggi la troviamo in cucina a preparare ogni mattina la pasta fatta in casa, i carciofi per la frittura. E’ lei a scegliere la carne e le verdure, ed è sempre lei a preparare i fantastici dolci della tradizione, come la strepitosa crostata di ricotta e visciole. Insieme a lei i suoi nipoti, eredi naturali di un tesoro di tradizioni unico e preziosissimo.

Il carciofo alla giudia
Simbolo internazionale della cucina giudaico romanesca, il carciofo alla giudia è il piatto che, quando è stagione, bisogna obbligatoriamente ordinare qui alla Taverna del Ghetto. Preparato solo col vero carciofo romanesco dop, fritto due volte come vuole la tradizione, morbido e tenero all’interno, croccante fuori, impossibile non innamorarsene.

Le altre specialità
Oltre al carciofo, ovviamente, sono tante le specialità della tradizione giudaico-romanesca da assaggiare alla Taverna del Ghetto. La mitica Concia di zucchine, il tortino di indivia e aliciotti, tutti i fritti, con baccalà e fiori di zucca da urlo. E poi c’è la pasta fatta in casa di Nonna Italia, le tagliatelle al ragù di stracotto, una sinfonia di sapori e storia in un solo piatto. A proposito di baccalà, ecco un altro piatto da ordinare per forza: il Baccalà alla vecchia storia, una delle cose più buone assaggiate in questi ultimi anni a Roma.

Non è un ristorante turistico
Anche se forse all’apparenza potrebbe sembrarlo, vista anche la zona, il Portico D’Ottavia, dove decine di migliaia di turisti ogni giorno passeggiano e si fermano a mangiare, la Taverna del Ghetto tutto è fuorchè un ristorante acchiappa-turisti. Al contrario, qui le parole d’ordine sono tre: tradizione, qualità e stagionalità. Ogni piatto è frutto di amore per la cucina e passione per la tradizione e per le materie prime della migliore qualità.

Ideale per ogni occasione
La Taverna del Ghetto è il posto giusto per un pranzo di lavoro, per una cena in famiglia o tra amici, per festeggiare un evento speciale.

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