“Veneziani gran signori, padovani gran dottori…” ma perché?

Pubblicato il 18 gennaio 2021

“Veneziani gran signori, padovani gran dottori…” ma perché?

E' la versione ridotta di una filastrocca lunga e molto identitaria.

Sicuramente conosci il detto “Veneziani gran signori, padovani gran dottori, veronesi tutti matti e vicentini magna gatti”. E' la versione ridotta di una filastrocca lunga, che include anche altre città del nord come Brescia e Bergamo. Nella versione integrale suonerebbe più o meno così (poi ogni città con il suo dialetto cambia la pronuncia di alcune parole ovviamente).

“Veneziani, gran Signori; Padovani, gran dotori; Visentini, magna gati; Veronesi... tuti mati; Udinesi, castelani co i cognòmj de Furlani; Trevisani, pan e tripe; Rovigòti, baco e pipe; i Cremaschi fa coioni; i Bresàn, tàia cantoni; ghe n é ncora de pì tristi… Bergamaschi brusacristi! E Belun? Póre Belun, te se proprio de nisun!”

Veneziani gran signori


Venezia, ai tempi della repubblica Serenissima, era una delle potenze commerciali più grandi del Mondo. La sua aristocrazia, e il mecenatismo che si viveva in città, hanno reso in tutto il mondo l'idea dello splendore estetico, economico, culturale.

Padovani gran dotori


Una delle più antiche università europee è proprio quella di Padova, che, negli anni, sfornò una serie di menti eccelse, anche la prima donna laureata al mondo, Elena Lucrezia Cornaro, studiò a Padova.

Vicentini magna gati


È probabile che questa nomea descriva la povertà diffusa in territorio vicentino, quando trovare da mangiare non era sicuramente una passeggiata, fanno parte di questo elenco di "prede non convenzionali" anche i piccioni torresani, ancora oggi consumati nelle trattorie della città.

Veronesi tuti mati


Sembrerebbe che il detto si riferisca all’aria frizzantina che soffia spesso dal Monte Baldo, non a caso un tipo originale o stravagante è definito "uno spirito montebaldino". Un’altra versione fa risalire il detto alla presenza di due grandi manicomi, uno a San Giacomo e uno a Marzana.

Trevisani pan e tripe


A differenza di oggi, ai tempi della Serenissima Treviso non era considerato un territorio ricco, il piatto pane e trippa, è uno dei più poveri che si possano portare al desco. 

Rovigoti bacco e pipe


Rovigo è famosa per essere patria di famosi bevitori e fumatori, ancora oggi la grappa è uno dei prodotti tipici della provincia.

E Belun? Póre Belun, te se proprio de nisun!


Eh, beh, Belluno, da sempre luogo difficile da raggiungere, freddo e nevoso, per cui il detto sta ad indicare il fatto che fosse un pochino “fuori dal giro”. Anche qui oggi le cose son cambiate radicalmente: basti pensare che a due passi da Belluno c'è Cortina, la perla chic delle Dolomiti.

Foto di DEZALB da Pixabay 
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Foto di copertina TeeFarm da Pixabay 

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