All-in tra Fasano e Torre Canne: 24 ore di tour alla scoperta dei locali

Pubblicato il 23 giugno 2022

All-in tra Fasano e Torre Canne: 24 ore di tour alla scoperta dei locali

Il turistello pugliese quando si reca a Fasano entra in una città pressoché inesplorata. Voglio dire, non ce ne voglia nessuno, ma circondata com’è da località turistiche tra le più note d'Italia - tanto sul mare quando nell’entroterra - Fasano ricopre il ruolo della cenerentola della comitiva. Si, probabilmente è la località meno suggestiva di tutta quella meravigliosa area geografica, ma il turistello pugliese, che va proprio in cerca di località snobbate dal mainstream, sa che non è proprio così e che anche Fasano ha il suo perché.

Ok, di poesia, filosofia e ideali il turistello pugliese ne ha in abbondanza, l'abbiamo capito. Ma difetta in pianificazione e organizzazione: infatti, una volta sbarcato alla stazione di Fasano, scopre che questa non si trova nel centro cittadino. La stazione di Fasano è uno di quegli scali simpaticissimi che distano trilioni d'anni luce dal più vicino conglomerato abitato.

“E ora come faccio ad arrivare nel centro-città? Questa gita non sembra partire col piede giusto!” si interroga, mentre vede spegnersi il suo cellulare (che ovviamente non ha messo in carica prima di uscire). Ma il nostro non sarebbe un turistello pugliese DOC se si lasciasse prendere dallo scoramento. Hakuna matata è il suo motto, un'espressione africana che in Puglia si potrebbe tradurre con “non buttare veleno".

A onor del vero, la stazione di Fasano è servita da un servizio navetta che raccoglie i turisti (quelli seri) e li porta in città, ma il turistello pugliese non è serio. Non salirà sulla navetta perché lui confida nella legge di Murphy all'ammersa la quale dice che: dal guasto viene l'aggiusto. Quindi entra nel bar di fronte alla stazione in cerca di un segno divino. Qualcuno benedica questi posti di frontiera che, come locande nel selvaggio west, sono la salvezza per gente in cerca di riparo, birra, e tizi leggendari coi quali parlare. Una volta entrato il nostro turistello ordina una peroni croccante (ghiacciata), si accomoda al tavolino e lascia che quel nettare ambrato gli scorra giù, lungo il gargarozzo, conscio che qualcosa accadrà e che in un modo o nell'altro arriverà a Fasano City.

Pentole e Provette a Fasano


E infatti è così: una macchina si accosta sull’uscio del bar. Dal finestrino sbuca un viso noto che, dopo averlo squadrato, lo invita a salire a bordo.  Si tratta di un amico del turistello, passato dal bar per puro caso.

Mentre gli scrocca il passaggio, il nostro eroe si rende conto che meglio di così non poteva andargli: infatti lo chauffeur misterioso altri non è che Luca Trabalzini uno degli chef più rinomati e apprezzati di Puglia. Giovane, appassionato, colto, ma soprattutto… toscano! Assieme alla sua dolce metà, Luca gestisce un ristorante gourmet a Fasano, uno di quei posticini in cui alla cura degli spazi corrisponde un menù da far invidia ai ristoranti stellati. Il posto si chiama Pentole & Provette e c’è una storia bellissima dietro questo nome che vi invito ad andare a recuperare. Poteva a questo punto il vostro turistello non fermarsi lì a pranzo? I piatti si sono rivelati una rassegna di leccornie e l'esperienza gastronomica  memorabile.

Pentole e Provette a Fasano


Finito di soddisfare la carne, il turistello cerca di accontentare lo spirito, quindi inizia a visitare le chiese della città. Lo colpisce in particolar modo quella del Purgatorio, visto che spesso gli vien facile paragonare le sue tribolazioni a quelle delle povere anime del Purgatorio!

Chiariamo fin dal principio che lui non voleva entrare in suddetta chiesa, anche perché di lì a poco sarebbe iniziato un funerale, ma il sagrestano (o chi per lui) scambiandolo per un parente dell’estinto lo ha invitato ad entrare. Chiarito il qui pro quo, il turistello ringrazia il sagresta per il tour esclusivo e gli promette un futuro incontro, magari in un altro contesto. Uscito dal cul de sac del quasi-funerale, il turistello, che nel frattempo è stato raggiunto dai suoi amici Fasanesi, dà avvio ad un altro “giro di chiese" questa volta laiche: i cocktail bar! Ne prova un paio: il primo, il Faso café, gode della vista di piazza Caia, centro nevralgico della città, mentre il secondo, Corazòn | Mangiare Bere, è un locale fighissimo in cui fanno musica dal vivo, e si trova sotto gli splendidi portici di piazza Mercato Nuovo.

Corazòn a Fasano


Immancabile un tour tra i vicoli del centro storico e la presa visione di una accesissima partita a scacchi tra due attempati giovincelli. Ahhh si! Queste sono le experience, le situazioni inaspettate ma “veramente curiose" che il turistello pugliese brama.

“scusa, perché non vai a Torre Canne? - Gli propone un’amica indigena - “tra poco mio padre ci deve andare per comprare il pesce. Fatti lasciare là!”

“Beh… un giretto sul mare ci sta sempre” le risponde il turistello.

Amatissimi lettori, dovete sapere che Torre Canne è una frazione marittima a 11km da Fasano, località balneare rinomata per le sue terme nonché per il paesaggio naturale circostante, un’oasi protetta di rara bellezza.

A Torre Canne tutto parla di mare, ogni pietra, ogni oggetto, perfino ogni viso che si incontra riporta a galla quella che era la dura vita dei pescatori, le nostalgie dei marinai, le scorribande dei pirati che qui sono sbarcati nei secoli e che forse sono ancora qui, immersi nella nebbia del tempo.

La Baia a Torre Canne


Dopo aver ammirato l'imponente faro ottagonale, ormai s’è  fatta sera, ed il turistello ha fame, quindi cerca una stella cometa che possa indicargli il cammino da seguire. Ecco che si affida a delle strane creature, delle sculture in bronzo adagiate sulle chianche del lungomare. Si tratta di gargoyle raffiguranti mostri di mare che sembrano affiorare dal manto stradale. Quei mostriciattoli accompagnano il turistello fino al posto prestabilito dal destino, la Betlemme di ogni mangione, proprio li dove il panino di mare è nato: sto parlando de “la Baia - dal 1975” (l’articolo qui). Si, qui il panino di mare ha avuto i suoi natali, qui il dio Nettuno lo ha creato accidentalmente dopo essersi accorto che il polpo che gli faceva da maggiordomo, cotto alla brace, era una goduria. Cosi narra la leggenda.

Scherzi a parte, questa attività ha effettivamente una lunghissima storia alle spalle, ma ancora oggi tiene fede alle sue origini, preservando il panino col polpo alla brace (o con il pesce spada/ tonno) puro, pulito, così com'era 50 anni fa. Per il turistello tirare un mozzico a quel panino soffice con dentro tutto quel tesoro di mare è l'ennesima experience della giornata. Con una bella birrozza, sul lungomare, assaporando a pieni polmoni quell’atmosfera, gli sembra di tornare indietro nel tempo, anche lui fra pirati e marinai, protagonista di un romanzo epico.

“Oh cacchio! – un pensiero improvviso lo riporta alla realtà – E adesso come faccio a tornare alla stazione? Dista un botto da qui! – poi però, dopo aver nuovamente ammirato il mare, conclude: “ma si, hakuna matata, è inutile buttare veleno. Un modo si troverà!”


Foto di copertina di La Baia 
Foto nei testo di Mario Pennelli

  • ANDARE PER BORGHI

scritto da:

Mario Pennelli

Annata 1988. Cantastorie professionista, consulente enogastronomico per hobby, sommelier per volere del fato. Ha scritto tre libri che glorificano la sua Patria, la Puglia. Da allora è in tour permanente, come i Rolling Stones o Albano, per raccontarla, permettendo così ai forestieri di scoprirla e agli indigeni di ri-scoprirla.

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