All'uscita di scuola, facevo il liceo classico nella centralissima via Giulia, spezzavo spesso la fame monstre tipica dei 16/18 anni con un supplì fumante, un pezzo di pizza ripiena o con un bel panino alla porchetta. Ai tempi non potevo certo permettermi uno dei tanti ristoranti di pesce della capitale, fatto sta che, oggi come 20 e passa anni fa, il cosiddetto “street food” resta un must nella mia vita.

Una volta ci si accostava al baracchino o alla bottega di turno con un iniziale timore. Timore per le condizioni igieniche, per il servizio o per la totale assenza di ricettario e descrizione del prdotto. Oggi, dopo lo sdoganamento avvenuto grazie a chef stellati e programmi tv, il “cibo di strada” è diventato parte integrante di ogni buon foodie che si rispetti.

Pizza bianca ripiena

Un must assoluto a Roma: riempire un bel pezzo di pizza bianca ben oliata e ancora bollente, con tutto il meglio della salumeria, dei formaggi o della produzione di sottoli, sembra essere uno degli sport prediletti dai lavoratori in pausa pranzo o dai malati cronici di fame atavica.
Eredi del mitico Zozzone del Governo Vecchio, i ragazzi che hanno aperto la gastronomia sono dei maestri nel farcire una pizza bianca sufficientemente alta, salata ed oliata in superficie. I miei favori cadono su stracchino e mortadella oppure bresaola, rughetta, peperoncino, parmigiano e limone.

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