#TURISTAPERCASA: una gita alla scoperta di Casarano

Pubblicato il 23 febbraio 2022

#TURISTAPERCASA: una gita alla scoperta di Casarano

Oggi il tour #TURISTAPERCASA di Destinazione Avventura (il nome nasce dall’idea che si può essere turisti anche “a casa” propria, raccontando il proprio territorio come farebbe un turista ma con consigli da insider) ci porta alla scoperta di una meta turistica ricca di storia, Casarano, il cui centro storico è uno dei più interessanti del territorio.

Le origini romane dal glorioso passato si percepiscono già dal nome, che deriverebbe da “Caesaranum”, cioè possesso di Cesare. Infatti, secondo la tradizione, questa porzione di territorio fu assegnata al centurione romano Caesar per meriti militari a seguito delle Guerre Civili.

Ulteriore conferma delle origini d’epoca romana si avrà poi in seguito, con il rinvenimento di due epigrafi recuperate durante alcuni lavori di restauro della Chiesa di Santa Maria della Croce in Casaranello, il vecchio nucleo abitativo del paese.

Un caffè che profuma di storia


Tutta questa storia per essere apprezzata al meglio ha bisogno di una sola cosa: un buon caffè. Quindi, prima di addentrarci nei meandri del centro storico, una buona colazione è d’obbligo. E dove se non a Le Parmente, lo storico bar del paese?
Qui la storia si intreccia con la tradizione culturale del luogo. Le Parmente, infatti, nate nel 1911, erano il punto di riferimento per tanti contadini che, dopo la vendemmia, vi portavano l’uva per farne del buon vino (testimoni gli antichi torchi situati nel locale di Taurisano).
Da sempre quindi luogo di incontro e condivisione, dove trascorrere momenti di quotidianità in un porto sicuro e accogliente. Ed è proprio qui che diamo il giusto sprint a questa giornata con un ottimo abbinamento caffè-cornetto. Ritornerò sicuramente per provare tutto il resto, dai gelati agli aperitivi!
Le Parmente - Via Danubio, 8 – Casarano - Tel. 0833.513866

Esplosione di Barocco

Iniziamo il nostro tour dal centro storico, splendidamente conservato, dove la scuola barocca padroneggia su tutti gli altri stili architettonici e incanta i visitatori. Proprio come il seicentesco Palazzo de Judicibus, uno dei simboli della città. Come non rimanere incantati davanti al maestoso portale barocco, sormontato da una loggia con due finestroni a forma di cuore?
Datato intorno al XVII secolo, il palazzo vanta all’interno uno splendido giardino all’italiana e un patio quadrangolare sul quale si affacciano deliziosi balconi barocchi, il tutto impreziosito dalla presenza di due palme secolari.
Conclusa la visita raggiungiamo la Chiesa Matrice, intitolata a Maria Santissima Annunziata, una delle principali opere d’architettura religiosa della città e uno fra i monumenti più importanti del barocco salentino. Costruita al posto della vecchia chiesa nel 1600, dopo qualche restauro conservativo, è stata riportata oggi al suo originario splendore mettendo in bella mostra i suoi 300 anni di storia.

La Leggenda del castello incompiuto

Come ogni località storica italiana, tutti i vicoli e le stradine si ricongiungono in una piazza e, in questo caso, in Piazza Garibaldi, dove si erge maestoso il Palazzo d’Aquino, meglio noto come “Il Castello”, in quanto fu realizzato sulle vestigia di un antico maniero.
Questo elegante palazzo, progettato dall’architetto Germano De Santis, oggi di proprietà della famiglia De Lorenzis, è caratterizzato da un monumentale portale d’ingresso e da una lunga fila di 52 mensole, ognuna raffigurante una maschera apotropaica. Queste, avrebbero dovuto sorreggere la balconata di un’enorme sala, che però non è mai stata realizzata, così come il lato destro del palazzo. Perché? Vi chiederete.
Come ogni castello che si rispetti c’è una storia misteriosa pronta per essere raccontata.
La leggenda vuole che i volti delle mensole siano quelli di diavoli dispettosi che distrussero in una notte il vecchio castello per erigerne uno nuovo. Il sopraggiungere dell’alba però impedì loro di portare a termine la costruzione, così non riuscendo nell’intento, per ripicca, lanciarono una maledizione contro l’edifico impedendone nei secoli successivi l’ultimazione definitiva.
La verità è che la famiglia D’Aquino, sul finire del Settecento, ritornò a Napoli, sua città di origine, abbandonando così Casarano e il palazzo appena costruito.
Fu l’attuale proprietà a provvedere ai lavori di restauro e decorazione, soprattutto dei piani alti del palazzo. Deliziosa, inoltre, la piccola chiesetta dedicata a Sant’Anna che è possibile ammirare all’interno.

I fratelli dallo spirito mediterraneo


Storia, leggende… dopo tutti questi racconti c’è lo stomaco che brontola, quindi è arrivato il momento di una piccola pausa pranzo da Valente Ristorante del Salento, locale a conduzione familiare, nato dalla passione dei fratelli Valente che si dividono tra cucina e sala.
In un antico palazzo del 1700, vista e palato vengono sapientemente ammaliati dalle mani dello chef e della sua cucina mediterranea in continua evoluzione. Infatti, il menù cambia settimanalmente in base alla stagionalità della materia prima e al pescato del giorno.
Da provare assolutamente la degustazione di antipasti e i “minchiareddhri” fatti in casa al sugo di polpo e croccante di frisa.
Un luogo dove ritornare con l’arrivo della bella stagione, per godere dell’atmosfera del cortile esterno.
Valente – Ristorante del Salento – Piazzetta D’Elia, 4 – Casarano – Tel. 0833.502268

Adiacente al ristorante troviamo il cinquecentesco Palazzo D’Elia con la sua imponente facciata in pietra leccese e il portale con lo stemma della famiglia. L’interno ospita una deliziosa cappella gentilizia e un frantoio ipogeo.
Passeggiando arriviamo in Piazza San Giovanni, dove al centro svetta l’Obelisco di San Giovanni Elemosiniere, patrono di Casarano, che secondo la tradizione avrebbe liberato la città dalla carestia. La colonna, in pietra leccese, è alta quindici metri ed è stata eretta nel 1850 dallo scultore casaranese Michele Rizzo.
Poco distante, possiamo ammirare anche la Torre dell’Orologio ed il sedile del cinquecento.
La prima, costruita in carparo nel 1970 (come indica lo stemma cittadino sul medaglione in pietra), serviva, grazie alle due campane poste sull’apice, a scandire il susseguirsi delle ore; il secondo era la sede del decurionato, in cui i portavoce del popolo si incontravano per discutere delle problematiche della città.

Momento dulce


Certo che dopo pranzo un dolcetto con i fiocchi casca proprio a pennello. So già dove andare. Ovviamente dalla Pasticceria Dulce di Enrico Casarano, campione del mondo di pasticceria nel 2016 e campione italiano di cioccolateria nel 2017.
Locale elegante e raffinato, prodotti e packaging curati nei minimi dettagli, pasticcini e cioccolatini da capogiro. Ok, il posto è giusto!
Per me una mousse al pistacchio e cioccolato bianco e sono una donna felice.
Ps. Tornerò per i gelati (rigorosamente artigianali, cono compreso)!
Pasticceria Dulce di Enrico Casarano – Via G. Carducci, 22 – Casarano – Tel. 347.2173778

L’influenza bizantina

Adesso facciamo un salto indietro nel tempo e andiamo a visitare l’elegante Chiesetta di Santa Maria della Croce, anche conosciuta come Chiesa di Casaranello, dal nome dell’antico nucleo abitato della città.
Considerata come il più importante monumento pugliese dell’epoca bizantina ed alto-medievale, questa Chiesa paleocristiana custodisce al suo interno affreschi e mosaici risalenti addirittura al V secolo d.C., che rivestono la cupola, la volta a botte e l’abside.
Un patrimonio artistico di inestimabile valore e bellezza!

Curiosità: il 25 novembre 2016 è stato emesso un francobollo ordinario dedicato alla chiesa, appartenente alla serie tematica “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il bue e la campana

Spostiamoci fuori dalla città, su una collina, a 160 metri di altezza, c’è un altro luogo iconico di questo borgo storico, la Chiesa della Madonna della Campana, costruita nel XVII secolo come ex voto di un marinaio a cui la proprio la Madonna salvò la vita.
Il nome, “Madonna della Campana”, deriverebbe dalla particolare forma dell’altura sulla quale sorge il santuario che, secondo la tradizione, avrebbe garantito riparo e protezione alle antiche popolazioni di Casarano costantemente minacciate dalle incursioni turche. 
Anche in questo caso le leggende non mancano. Si racconta che un bue, rimasto solo sul colle dopo il consueto pascolo, cominciò a scavare con le corna in un punto ben preciso. Il mandriano, accortosi della sua assenza, tornò a recuperarlo ma invano, infatti l’animale continuava imperterrito a scavare e, ad ogni colpo, si sentiva risuonare il rintocco di una campana.
Il mattino seguente, alla luce del sole, lo spettacolo fu sconvolgente: il bue aveva scavato una fossa a forma di croce e al suo interno fu trovato un monolite affrescato con un’icona mariana, ribattezzata poi come Madonna della Campana.

Cena Su Casteddhru 


La giornata volge al termine e per chiuderla in bellezza, quale luogo migliore se non la Trattoria Su Casteddhru, affacciata proprio sulla piazza principale?
Location storica e suggestiva e un menù ampissimo, capace di unire tradizione e cultura, conquistano cuore e palato, raccontando la storia del nostro Salento.
Per me stasera un’ottima pizza cotta nel forno a legna e fatta lievitare 48/72 ore, una nuvola di leggerezza. Punto di forza, gli ingredienti selezionati e spesso a km 0, per dare la possibilità ai clienti di scoprire i veri sapori della nostra terra.
Trattoria Su Casteddhru – Piazza Giuseppe Garibaldi – Casarano – Tel. 0833.217915

Li furnieddhi 

C’è un’altra cosa che non potete assolutamente perdere. Nelle campagne intorno a Casarano, come in molte zone della campagna salentina, potrete ammirare “li furnieddhi”, tipiche costruzioni di architettura rurale che servivano come depositi per gli attrezzi agricoli e, in caso di pioggia, come rifugio per i contadini.

Il bicchiere della staffa


Non si può andare a letto senza aver fatto un salto, nel cuore del centro storico, da 1000 misture, il regno della mixology di Alessio Conte. Questo delizioso locale prende il nome dal libro “1000 Misture” del 1936, caposaldo della miscelazione italiana di Elvezio Grassi. Atmosfere anni ’60, bancone ricavato da un vecchio banco da erborista e musica jazz di sottofondo: wow! La nuova drink list, basata sui personaggi dei Looney Tunes, è un’esperienza tutta da vivere. Affiderò la scelta ai miei personaggi preferiti, quindi per iniziare un fresco “Bugs Bunny”, liquore alla carota e rabarbaro homemade, Campari, ginger beer, e per finire un “Willy il coyote”, drink bomba con gin, select aperitivo, ferrochina e amaro Nardini.
1000 Misture - Via F. A. Astore, 9 - Casarano – Tel. 3428134359


Immagine di copertina a cura di Antonella
Immagini interne tratte dalle pagine Fb dei rispettivi locali 

 

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scritto da:

Samantha Centonze

Appassionata di viaggi, sommelier e affamata di avventura. Coniuga la passione per i viaggi e per la scrittura su destinazioneavventura.it, progetto di comunicazione che promuove itinerari creativi e location imperdibili in giro per il mondo.

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