La rivincita del km0 nel 2021: l'Italia riparte dall'enoturismo

Pubblicato il 6 settembre 2021 alle 07:04

La rivincita del km0 nel 2021: l'Italia riparte dall'enoturismo

Coldiretti e Unwto sono d’accordo, la motivazione enogastronomica ha influenzato gli italiani – e non solo – nella scelta delle vacanze

Enogastronomia fattore di scelta delle vacanze

Con 316 specialità a indicazione geografica riconosciuta, 415 vini dog e docg, più di 5000 prodotti tradizionali regionali censiti e la leadership nel biologico, l’Italia ha fatto gola a 6 italiani su 10 nell’estate 2021. Per il 22% di essi, infatti, il fattore cibo è stato determinante nella decisione del luogo di villeggiatura. Ad andare per la maggiore sono stati i piccoli borghi, dove nasce, come conferma Coldiretti, il 92% delle produzioni tipiche nazionali. L’acquisto di tali prodotti è l’occasione per assaggiarli e, al contempo, conoscere la storia e le tradizioni del loro luogo d’origine. Il 78% dei turisti, appunto, ha preferito consumare specialità del posto e a km0, investendo un terzo della spesa in prodotti tipici.

Riscoperta del territorio con la pandemia

Le restrizioni dovute alla pandemia hanno in qualche modo contribuito alla riscoperta del territorio italiano da parte degli italiani stessi. “Una scelta inevitabile che, da una parte, ci ha fatto scoprire un nuovo modo di viaggiare, dall’altra, ha consolidato un fenomeno in crescita già pre-pandemia”, afferma Alessandra Priante, direttrice Europa della Unwto – United Nations World Tourism Organization. Un altro punto a favore dell’enoturismo è il fenomeno della destagionalizzazione e della delocalizzazione. Il fatto di andare nei centri rurali, per assaggiare i prodotti di fattorie, malghe e frantoi, ha portato un flusso di visitatori inferiore nelle mete turistiche per eccellenza, attenuando il rischio di assembramenti.

Valorizzazione del km0 grazie al turismo enogastronomico

La vacanza enogastronomica, quindi, non è più di nicchia, ma costituisce il futuro del turismo, in Italia e all’estero. Affinché il fenomeno continui questo periodo di ascesa, tuttavia, è fondamentale il contributo della ristorazione, che deve impegnarsi a spingere il mercato della cucina regionale e a km 0. Tra le regioni italiane che spiccano per sovranismo alimentare – ovvero dove i carrelli sono pieni di prodotti locali – ci sono la Sardegna, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. Altrove, invece, il carrello della spesa è interregionale, ma pur sempre Made in Italy.

L’Italia ha un patrimonio enogastronomico che va promosso e tutelato – come accaduto per i Sigilli di Campagna Amica, i 418 cibi antichi salvati dai coltivatori italiani. L’enogastronomia, in quest’ottica, sembra la chiave per unire il turismo delle città d’arte e le aree rurali e valorizzare appieno il patrimonio italiano.

Foto di copertina "Montepulciano" di Łukasz Czechowicz da Unsplash  Łukasz Czechowicz

  • NOTIZIE

scritto da:

Annalisa Toniolo

Abitudinaria e noiosa, a tratti eccentrica e briosa: bipolare, forse. Quella dell’aperitivo delle 18.30 spaccate nel solito posto, ma anche quella che, nel cenare due volte nello stesso locale, ci vede un’occasione sprecata. A dieta, sempre, ma solo dal lunedì al venerdì.

POTREBBE INTERESSARTI:

Come sarà la vendemmia? Poca ma buona e con un mercato in forte ripresa

26 milioni gli ettolitri già vendemmiati in Italia e i dati sono incoraggianti. La qualità, soprattutto, è ottima.

LEGGI.
×