Non si può fare Pasqua senza pastiera! Neanche a Roma

Pubblicato il 23 marzo 2026

Non si può fare Pasqua senza pastiera! Neanche a Roma

L’origine è napoletana, ma ormai la pastiera ha spopolato anche nella capitale. Dalle pasticcerie ai forni, più o meno tradizionali nella ricetta e nell’estetica, le pastiere sono un must che non può mancare sulle tavole della Pasqua

Non è davvero primavera finché non arriva lei: la pastiera. Ormai una tradizione che ha sconfinato dalla Campania, verso il resto d’Italia e il Lazio è al confine, quindi... Anche Roma non è esente da questa pastiera-mania. Profumo di fiori d’arancio, grano morbido e ricotta che racconta una dolce tradizione… ma con un twist sempre più contemporaneo: reinterpretata, alleggerita, gourmet o fedelissima alla ricetta napoletana, è il dolce del momento, che non può mancare sulle tavole di Pasqua.
Ma come si riconosce una pastiera davvero ben fatta? Ci sono piccoli segnali che fanno la differenza. A partire dalle strisce: la tradizione vuole che siano 7, a formare la classica griglia a rombi in superficie. Il colore deve tendere all’ambrato, uniforme e mai pallido, mentre il profumo di fiori d’arancio deve essere deciso ma elegante, senza risultare invadente.
Al taglio, la fetta deve restare compatta, cremosa ma non liquida, con il grano ben visibile e morbido e una ricotta liscia, avvolgente (la diatriba fra chi lascia il grano intero, chi lo setaccia e chi lo frulla è oggetto di lunghe discussioni accademiche). Anche la frolla ha il suo ruolo: deve essere friabile, ma abbastanza strutturata da sostenere il ripieno senza cedere. E poi c’è un segreto che molti dimenticano: la pastiera non si mangia appena fatta. Ha bisogno di riposare almeno 24 ore, per raggiungere quell’equilibrio perfetto di profumi e consistenze. Ma attenzione alla conservazione: va acquistata solo pochi giorni prima della Pasqua per non perdere la sua fragranza. È un gioco di pianificazione e, anzi, il consiglio è sempre di prenotarla. Vi diciamo noi dove! Siamo andati per le strade della Capitale a caccia delle migliori: dalle pasticcerie storiche ai nuovi indirizzi da segnare in agenda. E ci abbiamo messo anche la pastiera del pluripremiato pizzaiolo… napoletano naturalmente!

Un napoletano a Roma

Quando parliamo di pastiera tradizionale non si può non partire da un indirizzo immancabile per i napoletani nostalgici. Siamo a poca distanza dalla metro Furio Camillo e Pasticceria Fortunato è un’enclave partenopea, l’indirizzo per i classici della tradizione campana, pastiera inclusa. Appena finiscono di friggere le zeppole di San Giuseppe iniziano con la produzione pasquale e naturalmente la Pastiera fa parte dei loro best seller. Ricetta di famiglia, grano ben visibile, gusto inconfondibile. Fortunato è una garanzia, le pastiere sono sempre in linea (si può anche chiedere una fetta da mangiare al momento, per una colazione dei campioni), ma solo per chi prenota un posto in prima fila è garantito.
Pasticceria Fortunato, via Tuscolana 301, Tel. 06 7842914

Gli sfidanti dalla provincia di Salerno

 “Se non è zuppa, è pane bagnato”, diceva la mia maestra alle elementari. In effetti nel quadrante dell’Appio Latino la battaglia fra Fortunato e Savarese è a colpi di dolcezze partenopee. Anche loro campani, provincia di Salerno in questo caso, sono un’istituzione del quartiere e si trovano a due passi dalla metro Colli Albani. Riconosciuta pasticceria storica nel 2023, Savarese è un’altra certezza che punta tutto sulla filologia della ricetta e sull’opulenza del risultato: grano, fiori d’arancio, ricotta in abbondanza e chi più ne ha più ne metta di bontà.
Pasticceria Savarese, via Genzano 64, Tel. 06 7810713

La pastiera del pizzaiolo… napoletano

E chi l’ha detto che la pastiera la possano fare solo i pasticceri? Anche i pizzaioli, specialmente se hanno un reparto bakery ben sviluppato come nel caso di Diego Vitagliano, possono battersela ad armi pari. Ha da poco aperto la sua pizzeria 10 Diego Vitagliano in quel di Roma, in via Chiana, Diego Vitagliano in città sforna solo pizze, ma su ordinazione è possibile farsi recapitare nel punto vendita un’ottima pastiera made in Napoli, realizzata in maniera artigianale, con gli ingredienti classici che comprendono il grano non setacciato, la ricotta di pecora, la pasta frolla classica al burro. Non ci sono canditi all'interno e nessun aroma artificiale, ma solo qualche goccia di Neroli, un olio essenziale molto pregiato che si estrae dalla zagara, il fiore dell’arancio amaro, dalla fragranza floreale, dolce e avvolgente. Per chi volesse fare prima un assaggio, nel periodo che precede la Pasqua la Pastiera è anche presente nella carta dei dessert.
10 Diego Vitagliano Pizzeria, via Chiana 80, Tel. 06 72276443

La versione rivisitata (ma non troppo)

Giorgia Proia è una pasticcera che fa cose dolcissime, utilizzando ingredienti di altissima qualità. Da Casa Manfredi troviamo la sua pastiera, leggermente rivisitata nella ricetta, ma comunque aderente all’originale: non una versione “estremista - napoletana”, ma una ricetta che alla ricotta unisce la crema pasticcera, per un risultato finale più delicato, leggero e cremoso. Provare per credere.
Casa Manfredi, Viale Aventino, 91/93, Tel. 06 97605892 

La pastiera vegana è possibile

Sembrerà impossibile, visto che praticamente solo i fiori d’arancio e il grano sono veg nella Pastiera, eppure da Julietta Pastry & Lab sono riusciti a creare la pastiera vegana. È un prodotto artigianale realizzato solo con ingredienti naturali (senza additivi e miglioratori), a partire dalla pasta frolla, preparata con farina di alta qualità e con ricotta di mandorle, grano bio, canditi, olio essenziale di Neroli e crema pasticcera vegetale (€ 30 per la versione da 4/5 persone, € 50 per quella da 6/8 persone). Sorprendente!
Julietta Pastry & Lab, via Francesco Negri 25, 06 69280419

Anche il fornaio si difende

E non poteva mancare la pastiera del fornaio storico romano (sta là dal 1980), ma bisogna dire che Leandro è molto di più. Panificio, pizzeria, caffetteria, pasticceria convivono in un bel locale in quel del quartiere Ostiense, a poca distanza dalla Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Qui la pastiera è alta, abbondante, invitante, avvolgente: da Leandro la pastiera è tradizionalmente romana, ma non si lascia parlare dietro.
Il Fornaio Leandro, Via Gabriello Chiabrera 15, 06 5417866

La pastiera pariolina

Frolla classica ripiena di crema di ricotta, grano cotto, cubetti di arancia candita, bacche di vaniglia e acqua di fiori d’arancio naturale: da Gruè, pasticceria alle pendici dei Parioli, le cose se non sono fatte in maniera perfetta non si fanno. Marta Boccanera e Felice Venanzi, coppia sul lavoro e nella vita, sono gli autori di questa pastiera classica, con la sola deviazione chic dell’uso abbondante di vaniglia. Il risultato è un dolce profumato ed esteticamente ineccepibile (il prezzo parte da 35 euro per la pastiera piccola da 4-6 persone).
Gruè, Viale Regina Margherita 95, 06 8412220

La versione concettuale (solo nell’estetica)

 Che Walter Musco, patron dell’omonima pasticceria in zona Tor Marancia, sia una persona creativa è fuor di dubbio. Ma anche che abbia la capacità di interpretare i dolci in maniera rigorosa, nella scelta della materia prima e nella qualità del prodotto. La sua pastiera è la conseguenza di queste due skill: bizzarra nell’estetica (le strisce sono dei tondi e non in forma di griglia), ma eccellente nel sapore. Nel periodo che precede la Pasqua, inoltre, vale la pena passare per la sua pasticceria per ammirare le sue uova di Pasqua artistiche, che ogni anno sono oggetto di un vero e proprio vernissage, con uno stile dettato ogni anno da una diversa corrente artistica.
Pasticceria Walter Musco Bompiani, Largo Benedetto Bompiani 8, Tel. 06 5124103

Foto del post FB: Pasticceria Fortunato. 

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scritto da:

Alessandra Tibollo

C’è chi faceva le figurine dei calciatori, chi, come me, farebbe quelle degli chef, dei pasticceri e dei bartender. Così, da oltre 15 anni faccio la bargiornalista gastronomica e sono diventata l’amica a cui tutti chiedono “mi consigli un posto per…”

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