intervista metropole venezia gloria beggiato

Pubblicato il 3 giugno 2026

intervista metropole venezia gloria beggiato

Succede (e, per fortuna, succede ancora) di provare un po’ di emozione quando si entra per la prima volta in uno dei luoghi più spettacolari della tradizione veneziana. Non sempre è facile parlare di ospitalità in questa città ma, per fortuna, c'è ancora chi si batte perché Venezia possa essere un luogo di ritrovo non solo per i turisti che si trovano qui di passaggio ma anche (e soprattutto!) per i veneziani che vogliono vivere la loro città ogni giorno. Intervistare Gloria Beggiato mi ha permesso di conoscere meglio la storia di Metropole: potrei dirvi che si tratta dell'unico hotel 5 Stelle a conduzione familiare rimasto a Venezia ma, in realtà, Metropole è molto di più: ecco perché è giusto che a raccontarlo siano le parole della stessa Gloria.

Buon pomeriggio, Gloria! Ti prego, raccontami come se io non sapessi nulla: cosa è Metropole?

È un luogo in cui si respira Venezia. La voglia di fare qualcosa di diverso in questa città probabilmente viene dalla mia infanzia: ho viaggiato moltissimo e ricordo ancora quando mia mamma mi ha portato ad un concerto punk a Camden Town. So che oggi non sembra niente di che ma negli anni ’70 era tutto in divenire e respirare quell’aria rivoluzionaria mi ha certamente segnato.

Ci troviamo in effetti in un luogo che è rivoluzionario, a modo suo...

Ciò che rende unico Metropole è probabilmente l'attenzione alla storia e all'artigianato. Se guardi la nostra Spa, ad esempio, ti accorgerai che abbiamo realizzato tutto con la foglia d'oro, mentre le lampade che puoi ammirare qui in ingresso sono tutte realizzate da Fortuny. Io per prima sono un'appassionata di artigianato e quando viaggio cerco di portare qui degli oggetti che posso mostrare ai nostri ospiti. Abbiamo una immensa raccolta di opere antiche, tra cui anche dei ventagli storici, e adesso questi cimeli attirano l'attenzione non soltanto degli ospiti dell'hotel, ma anche di visitatori esterni che vengono qui apposta per ammirarli.

Verrebbe da chiedersi, allora, dov'è la contemporaneità...

Nella vita che scorre nei nostri eventi e nella nostra continua ricerca che ci permette di organizzare mostre ed eventi durante tutto l'anno. Ad un certo punto, infatti, la mia passione personale per l'arte e la pittura è diventata il filo conduttore di Metropole. Sono cresciuta a Londra e ho ammirato tantissimo questo paese in cui convivevano il punk e la monarchia: se ci pensi, potrebbe sembrare un paradosso, invece è un ambiente così vivo e stimolante! La mia idea è quella di non mettere le opere d'arte appese alle pareti ma creare delle mostre in cui l'ambiente stesso possa prendere vita e diventare stimolante per gli ospiti. Bada bene: quando parlo di ospiti parlo di amanti dell'arte, storici, artisti che si ritrovano qui per connettersi tra di loro...non è affascinante?

Molto! Ma perché ha deciso di tornare a Venezia dopo aver vissuto a Londra?

Perché, in realtà, Venezia è molto contemporanea ma deve essere protetta. È una città in cui tutto è al massimo del suo splendore: il clima è gradevole, non c'è ovviamente il traffico delle auto, non c'è così tanto inquinamento, senza contare che a Londra, dopo la Brexit, gli artisti fanno molta difficoltà a muoversi e adesso il mondo dell’arte gravita attorno a Venezia. Il mio modo stesso di fare l'albergatrice è un modo per offrire bellezza e protezione, per essere io per prima degna di vivere in questa città. Penso che Venezia sia troppo meravigliosa, in tutto e per tutto, per essere lasciata e mi fa male vedere che non viene rispettata da chi non ha consapevolezza del luogo in cui si trova.

Quale sarà la prossima sfida?

Mi piacerebbe portare i veneziani qui dentro. Noi albergatori dobbiamo tenere le porte aperte e collaborare in modo da dimostrare che si possono restituire gli spazi agli abitanti. Il mio modo di vedere la vita contemporanea consiste nell'organizzare le serate evento aperte a tutti con musica e DJ. Mi sono accorta, infatti, che molti hanno il timore di entrare, ma quando ci sono delle inaugurazioni quest'ansia viene superata. È bello quando vengono a trovarci amici veneziani, persone di passaggio che iniziano a parlare con gli ospiti dell'hotel e tutti si trovano magicamente amici. Attenzione, però, perché io organizzo eventi ma non voglio diventare una gallerista, perché vendere non è il mio scopo: voglio solo dare spazio a cose meravigliose. Mi definisco anch'io un po’ artigiana nella mia voglia di condividere questo luogo e costruire delle storie da raccontare. Ecco, forse è proprio in questo mio intessere racconti e relazioni che mi sento molto vicina agli artisti che ho conosciuto e anche nel rapporto con il mio staff cerco di trasmettere la stessa passione. La mia idea è che tutto ciò che non è “Wow” non va bene, bisogna sempre pensare che si può fare di più, ecco perché per me è essenziale esserci, diventare la regia di questo luogo e portare avanti ciò in cui credo. La qualità rimane alta solo se si continua a migliorare.
 
 

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