Marco Frascoli e la sua idea di bacaro: un porto sicuro per tutti

Pubblicato il 10 febbraio 2022

Marco Frascoli e la sua idea di bacaro: un porto sicuro per tutti

Marco Frascoli ha il sorriso gentile di chi ha avuto a che fare con i clienti tutta la vita, ma anche la scaltrezza e la capacità di saper subito andare al punto delle questioni perché diciamocelo, nella vita come in cucina, è sempre il succo la parte centrale di ogni cosa.

Nato a Ferrara, una vita passata nel mondo della ristorazione veneziana e oggi qui, a Padova, con un locale tributo a Venezia. Che viaggio incredibile, ce lo racconti?


(Ride) Sì hai detto bene, nasco a Ferrara ma è Venezia che non solo mi cresce ma che mi regala un sacco di soddisfazioni grazie ai locali che ho avuto modo di gestire ma anche – e forse soprattutto – alla cucina della tradizione lagunare che come puoi ben vedere, ho scelto come punto di partenza anche qui a Padova. Perché Padova ti chiederai? Beh, avevo moltissimi clienti padovani quando ero ancora un ristoratore della laguna, i padovani amano molto questo modo di mangiare, di stuzzicare; la possibilità di fare un pasto insomma, senza avere l’impressione di farlo realmente. Ecco, con tutto ciò che ho imparato a Venezia, ho scelto poi di aprire qui, a Padova, perché ho sempre creduto – e continuo a farlo – che Padova sia una città incredibile, che però mancava di un posto così come il mio, con una cucina di pesce semplice, autentica e anche a buon prezzo.

Insomma, un bacaro che però è anche un’osteria o un’osteria che è anche un bacaro?


Eh, difficile questa. Nel senso, qui noi siamo un bacaro a tutti gli effetti, ma nella visione del padovano siamo sicuramente quanto più vicino possa esistere all’osteria di paese. La differenza sostanziale qui, credo sia sicuramente la scelta di un menù tipicamente lagunare (ma non solo sia chiaro) dalla fattura semplice, dai piatti abbondanti e dalla tradizione rispettata. Il tutto poi, offerto ad un prezzo onesto ma anche alla portata di tutti perché l’idea di questo locale è proprio questa: arrivare a tutti.

E ci sei riuscito? 


Guarda, credo proprio di sì, anzi credo che questa sia la mia soddisfazione più grande ad oggi. L’avere gli studenti a pranzo in pausa dalle lezioni, un miscuglio eterogeneo di giovani e meno giovani ad aperitivo e anche il gruppo di persone più impostate a cena che vogliono concedersi perché no, qualche portata “più importante” è per me il segno che questo locale così come l’ho pensato, è apprezzato anche dai miei clienti. Cosa c’è di meglio di questo?

E cosa credi sia il punto di forza del tuo locale?


Io credo sia l’essere autentici in tutto ciò che facciamo: dal cibo al servizio, dal conto all’arredamento del locale. Tutto è voluto così come lo vedi, teniamo moltissimo al rispetto della tradizione che nei nostri piatti è la prima regola fondamentale, premiamo sempre la qualità del prodotto e investiamo di più in un servizio semplice e informale riuscendo così ad ottenere un conto finale che piace sempre a tutti, ma che non deve lesinare sulla qualità. E il risultato è qualcosa di unico, dove il cliente non solo è contento perché mangia bene e spende il giusto, ma è felice perché si sente a suo agio come fosse a casa. Dopotutto, siamo pur sempre un bacaro no? 

E il tuo piatto preferito? Esiste?


Eccome se esiste, è la frittura di Paranza che facciamo qui: perfetta sempre, per un pasto completo ma anche un aperitivo. È incredibile.

E il futuro? Come lo aspetti?


Lo aspetto molto, questo futuro. Un futuro dove speriamo si potrà tornare tutti a sorridere e gioire dei momenti della vita, assieme. Sai, la gioia più grande quando ho aperto l’avevo al momento dell’aperitivo perché qui si creava una così grande massa di persone, di giovani, di gente felice che era incredibile. Ecco, il futuro lo attendo per tornare così, tutti assieme, a farmi finire i cicchetti nel giro di un’ora! Nel frattempo però mi sono attrezzato eh, come vedi ho messo delle piccole mensoline anche fuori così da permettere a tutti di avere il proprio spazio!


Foto di Chiara Rigato per 2night

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scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

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