Una piccola guida per mangiare le crêpes a Torino
Pubblicato il 22 febbraio 2026
Le crêpes nascono in Bretagna, nel nord-ovest della Francia, come cibo semplice e quotidiano. In origine erano preparate con farina di grano saraceno, più povera ma resistente, e cotte su grandi piastre roventi. Da piatto popolare diventano col tempo simbolo della cucina francese, dividendosi in galettes salate (di grano saraceno) e crêpes dolci (di farina di grano tenero). Con la diffusione dei bistrot e della cucina francese nel mondo, le crêpes sono uscite dalle cucine di casa e hanno conquistato le città europee, Torino compresa, diventando uno street food raffinato, versatile e conviviale. Oggi sono amate per la loro semplicità e per la capacità di adattarsi a ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena informale. Dolci o salate, da mangiare seduti o passeggiando, le crêpes sono molto più di uno street food: sono un rituale che profuma di burro, bistrot e pomeriggi lenti. A Torino la Francia si assapora anche così, tra locali dall’anima europea e indirizzi diventati punti di riferimento per una pausa golosa. Ecco dove fermarsi per una crêpe fatta come si deve.

Adonis è una crêperie dall’anima decisamente francese, ispirata alla tradizione bretone più autentica. Qui le galette di grano saraceno sono le vere protagoniste: rustiche, saporite e naturalmente senza glutine, farcite con ingredienti ben equilibrati e mai banali, tra formaggi, uova, salumi e verdure. Accanto al salato, non manca il lato più goloso: crêpes dolci sottili e profumate, preparate al momento, da quelle classiche a versioni più creative, ideali sia come dessert che per una pausa pomeridiana. L’atmosfera è informale, calda, perfetta per un pranzo veloce ma curato o una cena senza troppe cerimonie. Un indirizzo che funziona perché resta fedele alla semplicità della cucina francese, puntando tutto su materie prime, tecnica e comfort food fatto bene.
Via Belfiore 48, Torino

Si trova in pieno centro a Torino questo locale accogliente e raccolto, dove l’atmosfera è intima e lo spirito è quello di un vero bistrot parigino. Da Chez Camille le crêpe e la galette richiamano un momento di calma golosa: si entra, ci si siede e ci si prende il tempo di gustare, scegliendo da un menu che propone i grandi classici insieme a tante proposte originali e irresistibili in un contesto che richiama dichiaratamente la tradizione francese. Il tutto accompagnato da un ottimo sidro francese o da vini selezionati.
Via Bogino 4, Torino
In questo locale che si trova nel quartiere Cit Turin, le crêpes incontrano la creatività, diventando vere e proprie opere di gusto e colore. Bariolé propone un approccio decisamente moderno, con farciture originali e abbinamenti mai scontati, andando oltre la classica base francese. Gli accostamenti creativi e gli ingredienti di stagione si intrecciano con i prodotti locali, dando vita a crêpes ricche e originali. Si può scegliere tra tre diversi tipi di impasto ed è consigliabile prenotare perché il locale è sempre pieno, molto amato grazie al suo ambiente accogliente e vivace, che presenta dettagli d’arredo capaci di riflettere il suo spirito variopinto.
Via Gropello 6, Torino
Locale storico del Quadrilatero Romano, dall’anima europea e informale, La Bicyclette è un luogo capace di fondere crêperie francese, cocktail bar e pub informale in un mix perfetto per l’aperitivo, la cena o una serata tra amici. La lunga storia del locale si respira ancora nell’arredamento, tra biciclette appese al soffitto e decorazioni che raccontano di pedalate e di storie torinesi e francesi. Il menu delle crêpes è vastissimo, con decine di proposte dolci e salate, che si possono accompagnare con birre belghe, vini, sidri e cocktail ben miscelati. L’ambiente è rilassato, il pubblico trasversale, l’offerta pensata sia per chi si ferma sia per chi è di passaggio.
In copertina: Chez Camille.
scritto da:
Laureata in filosofia, racconta da anni Torino partendo dai suoi tavoli: ristoranti e locali dove cucina, vino e miscelazione diventano linguaggio. Frequenta cucine, sale e banconi con curiosità e spirito critico, osserva chi li anima e chi li attraversa, poi mette tutto nero su bianco.