​Daqua porta Treviso a rileggere la propria identità d’acqua

Pubblicato il 26 maggio 2026

​Daqua porta Treviso a rileggere la propria identità d’acqua

Dal 29 al 31 maggio Daqua torna a Treviso come festival dedicato alla risorsa che definisce la città più di qualsiasi monumento: l’acqua, mostrandola come infrastruttura culturale, ambientale e quotidiana. L’evento nasce per rendere visibile ciò che spesso resta sullo sfondo, come fontane, canali, rive che legano la città al suo sistema idrico.

Il punto di forza del festival è la sua impostazione diffusa. Non c’è un unico luogo centrale: Daqua si muove tra Pescheria, Sile, giardini, librerie, musei, spazi culturali e aree verdi. La Pescheria diventa uno spazio immersivo con proiezioni e installazioni, mentre altri luoghi ospitano attività che mescolano arte, sport, musica e divulgazione. L’unicità sta proprio nella capacità di usare la città come piattaforma narrativa, che comunica attraverso la rete idrica.

Il programma è ampio: tour guidati delle fontane con performance teatrali, cinema all’aperto con dialogo con i registi, live painting, concerti indie folk e musica italiana, yoga all’aperto, attività per bambini, biciclettate, dragon boat sul Sile, laboratori pittorici con aperitivo, incontri e presentazioni di libri. Una rete di associazioni, da Legambiente Treviso a Canottieri Sile, contribuisce con attività che mantengono il festival ancorato alla dimensione civica.

Ci sono poi aperitivi legati ai laboratori, momenti conviviali nei locali aderenti e soprattutto l’iniziativa “free tap water”, che coinvolge bar e ristoranti nel garantire acqua pubblica gratuita. 

Daqua si distingue perché non costruisce un evento “sull’acqua”, ma un evento “con l’acqua”: la risorsa diventa linguaggio, tema culturale, pratica quotidiana. La call for artists e le proiezioni delle opere selezionate aggiungono un livello di ricerca che completa il quadro, insieme alla collaborazione con musei e librerie.

Per ulteriori info e iscrizioni vedi il sito ufficiale

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scritto da:

Damiano Fantuz

Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta

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