Dove mangiare la pizza montanara a Napoli

Pubblicato il: 25 gennaio 2016

Dove mangiare la pizza montanara a Napoli

La pizza montanara, mi ricorda inevitabilmente la mia infanzia, quando ero piccola, il sabato sera era sempre una festa, con la nonna che friggeva  quelle piccole, buonissime, pizzette montanare condite poi con sugo e parmigiano. Certo, difficile trovare qualcuno che possa eguagliare la mia nonna, ma a Napoli ci sono davvero tantissime pizzerie che preparano delle ottime montanare, provale e dimmi che ne pensi!

Starita


La montanara di Starita è probabilmente una delle più famose di Napoli, fritta e poi cotta al forno, soffice, saporita, ricca di fiordilatte, e se proprio hai deciso, come me, di abbandonare per sempre la dieta, puoi pensare di ordinare in questa pizzeria, anche gli angioletti fritti, prima quelli salati, piccole delizie di pasta fritta condite con rucola e pomodori, e a fine pasto quelli dolci, cosparsi di abbondante cioccolata.

Salvo Francesco&Salvatore


Da Salvo Francesco & Salvatore si può scegliere tra due varianti della montanara, la classica, con  sugo di pomodoro del piennolo, caciocavallo e basilico, e la deliziosa montanara alla genovese, con genovese di cipolla ramata di Montoro, scaglie di ragusano DOP e  pepe nero. Ma sempre in tema di fritture, se siete in questo locale, non lasciatevi sfuggire la squisita frittatina e l’insuperabile crocchè.

Imperatore


Questa famosissima rosticceria, situata in zona Colli Aminei, sforna ogni giorno tante prelibatezze, ma una menzione speciale merita senza dubbio la sua soffice pizzetta montanara, sia fritta che al forno, e se passi di qui non puoi perdere l’insuperabile frittatina di maccheroni.
Rosticceria Imperatore (Viale Colli Aminei 66/B, Napoli, tel. 0817435629)

Foto di copertina dalla pagina facebook di Starita
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scritto da:

Chiara Cimini

"Il tesserino da giornalista pubblicista, i film nei cinema semivuoti, i cibi molto conditi, gli anni ’80, la birra belga, i pittori dell’ottocento, le serie tv, i viaggi e la voglia di scrivere per vivere e vivere per scrivere."

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