A Milano nasce "Fresche e Ribelli": in dono il ricettario vegetariano

Pubblicato il 19 dicembre 2020 alle 12:12

A Milano nasce "Fresche e Ribelli": in dono il ricettario vegetariano

Il gruppo aperto e informale, impegnato in educazione alimentare ed ecologia della nutrizione, propone un ricettario vegetariano stagionale da scaricare gratuitamente e da donare

A Milano nasce Fresche e Ribelli, un gruppo informale aperto “di liberi cittadini solidali ed ecologisti” che mettono in condivisione saperi e pratiche sul cibo e la sostenibilità ambientale.

Da appena una settimana ha pubblicato online un ricettario, scaricabile gratuitamente, all’interno del quale si possono trovare “quasi” 100 ricette vegetariane in un’edizione autunno/inverno che ne preannuncia una nuova primavera/estate alla quale potranno partecipare tutti gli appassionati di cucina inviando le proprie ricette al gruppo.

L’obiettivo del ricettario, nato in tempi di pandemia, è quello di promuovere un'alimentazione sana e genuina, sensibilizzare sulla connessione dieta/cambiamenti climatici e sostenere concretamente chi non può accedere a cibo fresco e nutriente a Milano.

Il progetto Fresche e ribelli

Il progetto nasce in autunno su impulso di Marta M., educatrice sociale impegnata con i rifugiati. Dopo un anno di incertezze dovute alla pandemia nel quale ha riflettuto a lungo sulla situazione, ha deciso di mettere insieme alcuni spunti di riflessione sorti grazie alla condivisione con alcuni amici e dare il via al gruppo “informale”.

“Abbiamo tutti in comune una grande sensibilità alle tematiche ambientali, al problema del cambiamento climatico oltre ad una consapevolezza del fatto che quello che stiamo vivendo è strettamente connesso al sistema economico dominante. Siamo tutti, chi più chi meno, orientati verso una dieta basata su un consumo vegetale. Tutti vediamo la scelta vegetariana come un piccolo atto di resistenza: l’unico ambito su cui ognuno di noi ha davvero un controllo vero e proprio. Da qui l’idea di comunicare alle persone il nostro pensiero sensibilizzando, in modo pratico, sulle tematiche a noi più care. Il messaggio che vogliamo dare è che ognuno di noi può cambiare quotidianamente l’impatto che ha sull’ambiente attraverso scelte, anche alimentari, più consapevoli.”

Le zucche: un gruppo aperto

Continua: “Ci definiamo “zucche” ma il nome cambierà così come si modificherà il progetto stesso che seguirà la naturale stagionalità degli ingredienti. Essendo un gruppo aperto volevamo anche un nome dinamico. Le zucche “originarie” che hanno avuto l’idea e hanno dato il via al gruppo sono: Davide, insegnante di storia e filosofia e attivista ambientale, Gilberto, insegnante di scienze e biologo nutrizionista ed io, antropologa ed educatrice sociale”.

Da qui e dall’unione delle diverse esperienze è nata l’idea di creare un gruppo ed un ricettario contenente quasi 100 ricette vegetariane con ingredienti di stagione (autunno/inverno) per promuovere un’alimentazione sana, vegetariana gustosa. Continua“Sembrerà una banalità ma non lo è - continua Marta - Ancora oggi, quando annuncio di essere vegetariana molti mi chiedono di cosa mi nutro! L’idea, ancora purtroppo troppo diffusa, è che le verdure non appaghino e, quindi, che eliminare carne e pesce sia una privazione troppo importante. Abbiamo così deciso di veicolare il nostro messaggio attraverso la pubblicazione di un ricettario contenente ricette  semplici, basate su verdure di stagione, tendenzialmente a km 0 per mostrare che le verdure possono essere davvero gustose. Basta ampliare i propri orizzonti e mettere in pratica la propria creatività”.

Il progetto ha anche un importante aspetto benefico che si traduce in due attività: la Colletta Fondo Freschi ed il Dono Natalizio del ricettario a famiglie in difficoltà.

La “colletta fondo freschi” ed il “regalo pensato”

In vista del Natale le Zucche hanno messo a punto una colletta sulla piattaforma buonacausa.org (l’unica che non prende alcuna commissione). “Tutto quello che raccoglieremo - racconta Marta - lo doneremo a Mutuo Soccorso Milano, Recup, Rob de Matt e Cascinet. Tutte queste associazioni sono attive, con progetti diversi, per il sostegno nell’accesso al cibo di chi è in condizioni di marginalità. Inoltre, al di là della pandemia, si occupano di temi a noi cari coinvolgendo le comunità locali perché fanno rete. Questa per noi è la vera forza. Ognuno può condividere il progetto inviando questo pdf agli amici e aiutandoci, così, a diffondere il nostro messaggio ovunque.”

Grazie all’iniziativa e alle donazioni, le zucche porteranno cibo fresco e genuino a chi ne ha più bisogno a Milano. 

Il regalo pensato

Le zucche danno anche la possibilità di effettuare una donazione per Natale. Dopo aver donato qualsiasi importo al Fondo freschi, mandando una mail al gruppo, le zucche si impegneranno ad inviare gli auguri ad una persona o a una famiglia con la raccolta di ricette Fresche e ribelli oltre al racconto di storie belle dei progetti ai quali si ha donato.
Basterà mandare una mail con il tuo contatto, i contatti dei tuoi amici/parenti/amori/amanti a: frescheribelli@gmail.com. In poche ore le zucche si impegnano ad inviare il tuo regalo con un messaggio speciale.

Quasi 100 ricette  

Il ricettario Fresche e Ribelli contiene quasi 100 ricette vegetariane, facili, buone ed economiche per combattere il cambiamento climatico con le verdure di stagione. Come detto, vuole essere non solo uno strumento pratico per utilizzare al meglio le verdure in cucina ma anche un primo passo del progetto solidale di educazione alimentare ed ecologia della nutrizione proposto dalle Zucche.

La pubblicazione è gratis “perché la cucina genuina deve essere un sapere condiviso alla portata di tutti perché l'idea di una transizione consapevole verso modelli alimentari più sostenibili è una necessità da diffondere con urgenza.”

Nel ricettario si trovano non solo le quasi 100 ricette con frutta e verdura di stagione ma anche alcuni importanti testi sui temi del cambiamento climatico e dell’alimentazione scritti da diverse prospettive: quella di Gilberto P., uno dei fondatori, insegnante di scienze e biologo nutrizionista e quella di Davide S., attivista di XR, Extintion Rebellion, movimento socio-politico nonviolento che chiede ai governi di tutto il mondo di effettuare azioni volte al combattimento dei cambiamenti climatici, allo stop della perdita di biodiversità e a minimizzareil rischio di estinzione umana a causa del collasso ecologico e sociale.

Inoltre, alla fine del ricettario è presente il racconto di Marta “Siamo quello che mangiamo” nel quale presenta la sua esperienza personale e la sua scelta alimentare.

Le ricette dell’edizione autunno/inverno

Gustose ricette con verdure di stagione, dalla "A" di aglio alla "Z" di zucca. Racconta Marta: "Per ogni famiglia di alimenti c'è un piccolo contributo scritto da uno di noi e rivisto dal nostro biologo nutrizionista.”

Fra le ricette per l'edizione autunno inverno quelle con l'aglio come la zuppa d'aglio cipolla zenzero, con la barbabietola come il pesto di barbabietola o le chips di barbabietola carote e patate al forno. Quelle con la bietola come gli gnocchi di pane e bietole, quelle con i broccoli come il gatò di patate broccoli. Poi le crocchette di broccolo romanesco e besciamella, il flan di carciofi e caprino. Poi spazio alle carote, ai cavolini di bruxell, al cavolfiore, al cavolo cappuccio, al cavolo nero, alla cicoria, alle cime di rapa, alle cipolle, ai finocchi, ai funghi e via dicendo. Poi la ricetta del dado vegetale autoprodotto dagli scarti, della besciamella senza latte, della pasta sfoglia, della pasta fillo e della pasta per la pizza oltre alla ricetta della pasta all'uovo.

La scelta vegetariana: il racconto di Marta

Continua: “Sono cresciuta in una famiglia in cui le verdure erano solo un contorno triste. Per mia nonna, che ha vissuto in pieno la Seconda Guerra Mondiale mangiare carne era segno di benessere e l'ossobuco il trionfo della felicità oltre che della sua milanesità. Per i miei genitori, figli del boom economico, la carne costituiva necessariamente l'elemento principe della dieta. In Italia il consumo di carne è aumentato del 200% dagli anni ‘60 in poi. La prima volta che mi sono avvicinata all'alimentazione vegetariana è stata più che altro per necessità. Ero in Erasmus in Inghilterra nella frizzante Brighton. La borsa di studio copriva a malapena il costo dell'affitto. Una dieta vegetariana mi era sembrata un modo salutare per fare economia anche perché la carne che mi sarei potuta permettere con i miei risparmi sarebbe stata sicuramente di dubbia qualità. Attorno a me avevo comunque un ambiente fertile a sostegno di questa scelta: Brighton è una cittadina aperta e tollerante riconosciuta come hub della cultura vegetariana tanto da avere più ristoranti vegetali pro capite di Londra. Mangiare a base di verdure si è rivelata quindi un'esperienza esplosiva in termini di nuovi sapori e colori. Ho familiarizzato con nuovi modi di utilizzare le verdure.”

Il passaparola

Il progetto, lanciato pochi giorni fa, ha già raggiunto tante persone tramite il passaparola. “Questo è molto bello perché vuol dire che sta funzionando e che qualcosa colpisce. È proprio quello che volevamo. Ci piaceva l’idea di spiegare e donare direttamente il progetto alle persone e non di comunicarlo tramite una sponsorizzazione sui social. Volevamo che il progetto fosse un seme nel vento da donare raccontandolo. Questo perché ci teniamo e perché vogliamo trasmettere il nostro pensiero, oltre che fornire indicazioni pratiche per la realizzazione dei piatti. Non sarebbe servita a nulla una sponsorizzazione sui social. Nella comunicazione cercavamo il rapporto, la vicinanza. Quindi ne siamo già molto felici. ”

Conclude Davide S., attivista di XR, Extintion Rebellion: “Oramai è troppo tardi nonostante già a fine '800 avessimo ipotizzato che le emissioni di gas serra avrebbero potuto alterare il clima e ne avessimo avuto la certezza negli anni '50 del secolo scorso. Noi esseri umani abbiamo scelto di non evitare il disastro ecologico e climatico. Questa pandemia era stata prevista almeno un decennio fa in quanto probabile risultato della devastazione degli ecosistemi e della biodiversità e la pandemia è solo uno dei sintomi seppur per noi il più facilmente visibile del collasso dell'ecosistema ed è solo l'inizio. Ora noi tutti dobbiamo porci il problema di come vogliamo affrontare il futuro che già pervade il nostro presente tanto imprevedibile quanto certamente catastrofico. Come comportarci? La mia personale risposta é ribellione. Dobbiamo ribellarci anche a noi stessi. Decidere cosa mangiare è il primo passo.” E conclude: “L'industria alimentare produce il 25% delle emissioni di gas serra a livello globale di cui il 14% è legata all' allevamento di bestiame per fare un paragone il settore dei trasporti si aggira intorno al 13%. Secondo Greenpeace la zootecnia europea emette l’equivalente di 502 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Includendo le emissioni indirette di gas a effetto serra, che derivano dalla produzione di mangimi, dalla deforestazione e da altri cambiamenti nell’uso del suolo, le emissioni annuali totali attribuibili alla zootecnia europea sono equivalenti a 704 milioni di tonnellate di CO2, più delle emissioni annuali di tutte le auto e furgoni circolanti nell’Ue nel 2018. Le economie che producono il 43% delle emissioni globali legate alla produzione di carne e latticini sono quelle delle regioni dove abita solo il 15% della popolazione mondiale. Secondo l’UNEP ogni anno viene sprecato circa il 25% delle calorie prodotte su scala globale. Si tratta di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Lo spreco alimentare è responsabile dell’8% delle emissioni di gas serra.”

Scarica il pdf gratuito qui
Dona ora qui e scrivi alle Zucche se vuoi donarlo alle persone a te care. 
Per info e collaborazioni scrivi a: a frescheribelli@gmail.com

Photo Credits: foto fornite
 

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scritto da:

Irene De Luca

Agenda, taccuino, registratore e macchina fotografica. Attenta alle nuove tendenze ma pur sempre “old school inside", vago alla ricerca di ispirazioni, di colori, di profumi nuovi per raccontare una Milano che poi tanto grigia non è.

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