​Il Caffè che unisce: Fabrizia e Giancarlo raccontano i Crociferi

Pubblicato il 5 luglio 2016

​Il Caffè che unisce: Fabrizia e Giancarlo raccontano i Crociferi

Incontro Fabrizia e Giancarlo in un caldo pomeriggio d’estate. Per fortuna, il meraviglioso chiostro dei Crociferi è attraversato da una sottile brezza che arriva dalla laguna. Ci sediamo ad uno dei tavolini in un’atmosfera tranquilla e fuori dal tempo. E in effetti questo complesso architettonico risale addirittura, nel suo nucleo centrale, al 1100. Per Gastameco, la società che gestisce questi spazi (foresteria, campus e caffè) oltre ad un'altra struttura a Bologna, Fabrizia si occupa degli eventi e della comunicazione, Giancarlo di food & beverage e formazione. Entriamo subito nel vivo della conversazione, mentre cerco di carpire qualche dettaglio più personale sulla loro esperienza veneziana…

Cosa si nasconde dietro questo grande progetto?

Fabrizia: Dietro a tutto c’è We_ una realtà che si propone di sviluppare progetti innovativi nell’ambito degli studentati e degli ostelli. Entro la fine del 2019 sono previste nuove aperture nelle principali città italiane. In questa prospettiva, il Caffè ai Crociferi è uno spazio vivo e versatile aperto alla città. In questa location unica vogliamo offrire qualcosa che si differenzi dagli altri locali attraverso eventi sempre nuovi, ma anche grazie a una proposta gastronomica molto curata.\n

Sfogliando il vostro menu di cose interessanti ce ne sono parecchie…

Giancarlo: Tutto quello che offriamo in realtà nasconde un’accurata ricerca. Collaboriamo infatti con Slow Food per valorizzare presidi ed eccellenze del nostro territorio e promuovere piccoli produttori locali. In generale vogliamo mantenere standard qualitativi alti su prodotti e ingredienti, ma anche sui vini (scelti in collaborazione con la Banca del Vino). Privilegiamo i migliori prodotti della zona: il cibo diventa un modo per raccontare il territorio.

Gli spazi dei Crociferi sembrano fatti apposta per scoprire, condividere, unire…

Fabrizia: È uno dei nostri obiettivi: mescolare veneziani, studenti e persone di passaggio che magari restano a Venezia per poco tempo. Il Caffè ai Crociferi vuole essere un crocevia tra realtà diverse, vogliamo essere un punto di riferimento per chi abita qui e un luogo in cui chi viene da fuori possa respirare un’aria nuova.\n\nGiancarlo: E allo stesso tempo scoprire le eccellenze enogastronomiche del territorio, ma anche condividere esperienze con i residenti, per questo ci piace proporre un ambiente dinamico ricco di appuntamenti diversi.

Organizzate sempre nuovi eventi infatti.

Fabrizia: Esatto. Abbiamo aperto questo locale a metà febbraio e da subito abbiamo proposto eventi a cadenza settimanale. Concerti Live di generi diversi, dj set e aperitivi il mercoledì fino ad arrivare alla proposta estiva del cinema all’aperto nel chiostro due domeniche al mese, tutti a ingresso libero…

Avete colto nel segno, i veneziani sono orfani del cinema all’aperto…

Fabrizia: Sappiamo che il cinema all’aperto era molto importante in città [da qualche anno il Comune ha deciso di non rinnovare questo, per molti veneziani imperdibile, appuntamento estivo in Campo San Polo, e infatti siamo contenti che abbia avuto un grande riscontro. Ci fa piacere rispondere a un’esigenza della città e colmare un piccolo-grande vuoto.[photo]59789635c9f56b4ad6514142[/photo]

Venezia fa sempre storia a sé, com’è lavorare qui?

Giancarlo: Una volta realizzato che le tempistiche sono diverse, dalle forniture ai collegamenti, ti accorgi che questa città può darti veramente tanto. Certo, ti mette in competizione e offre sempre nuove sfide, quindi è ancora più importante avvalersi di una squadra ben affiatata.\n\nFabrizia: Credo che l’importante sia capire le dinamiche di base del luogo in cui ci si trova, cosa manca e cosa chiede la città. Venezia è una città a sé. Qui ci sono splendide opportunità di contaminazioni tra veneziani e turisti, un valore aggiunto da entrambi i lati.

E com’è non vivere più Venezia solo come visitatori?

Fabrizia: Inizi a notare subito che Venezia cambia durante l’anno con l’alta e la bassa stagione, dai periodi invernali più tranquilli alla concitazione dei mesi estivi. La notte comunque, c’è sempre una calma incredibile.\n\nGiancarlo: Un po’ alla volta scopri posti incantevoli, proprio come questo - mentre indica il chiostro che ci circonda -, dove non è ancora arrivata la massa. Allo stesso tempo ci sono sempre nuovi bàcari nascosti da provare…

Cosa vi piace di Venezia?

Giancarlo: Posso dirti una cosa che non mi piace: la pizza - sorride -. No, in realtà mi piace tantissimo l’atmosfera alla mattina presto, sulle sei, quando vado a correre per calli e campielli. Il mattino ha l’oro in bocca si dice. È proprio vero: i colori della città quando si sveglia sono meravigliosi. Poi però un po’ mi manca l’auto, soprattutto per i pochi collegamenti con la città per chi viene da fuori.\n\nFabrizia: Mi piace moltissimo uscire dagli itinerari più conosciuti, perdermi a Venezia. È una bellissima sensazione, come scoprire la città a pelo d’acqua.

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  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Giacomo Pistolato

Cinefilo e gattofilo, mi piace scrivere e osservare. Vivo e scelgo Venezia, quasi tutti i giorni. Non amo le contraddizioni. O forse si.

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