Esperienza, strategia e digitalizzazione: così cambia l’enoturismo in Italia

Pubblicato il 18 luglio 2021 alle 06:34

Esperienza, strategia e digitalizzazione: così cambia l’enoturismo in Italia

I dati sull’enoturismo ipotizzano una ripresa concreta entro i due anni dalla fine della pandemia

Nel 17° Rapporto sul Turismo del Vino si sono tirate le somme di questo lungo periodo di pandemia che ha comportato perdite significative nel settore dell’enoturismo. Per ripartire da dove il settore si è fermato, urge un cambiamento di rotta che guardi al futuro, attraverso il miglioramento dei servizi e la digitalizzazione dei territori.

Il crollo dell’enoturismo e il suo rilancio

Le stime del rapporto ipotizzano che ci vorranno due anni dalla fine della pandemia per ritornare ai livelli pre-covid, quando il settore contava un giro di affari di 2,65 miliardi e un flusso turistico di 15 milioni di persone. Come sostiene il presidente della Uiv Ernesto Abbona, infatti: “Il turismo del vino non è un turismo minore, rappresenta un’improntate motivazione di viaggi”. Ma cosa è destinato a cambiare rispetto al 2019? Innanzitutto l’enoturismo in cantina sta già lasciando il passo ad attività esperienziali all’aperto, in vigna. Poi i numeri; non più grandi gruppi, ma poche persone appassionate e attente alla natura e rispettose dell’ambiente. Infine la digitalizzazione dei territori, un must nel ventunesimo secolo, nonostante molte realtà siano prettamente rurali.

Come realizzare il cambiamento

Secondo l’opinione del presidente di Città del Vino Floriano Zambon, è necessario un rilancio dell’enoturismo attingendo ai fondi del Recovery Plan, per voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo per il settore. Ciò implica idee, passione e strategia che guardino al futuro per riportare l’enoturismo in auge come prima della pandemia. Anche il Nord Italia sta investendo sull’accoglienza in cantina e il format “Cantine Aperte”, un brand nato per stimolare proprio l’accoglienza, è riuscito a intercettare il trend assecondando il cliente sotto il profilo esperienziale.

Alla base del cambiamento rimangono il dialogo con le istituzioni e l’ideazione di strategie all’avanguardia che consentano all’enoturismo di diventare a tutti gli effetti un’attività d’impresa.

Foto di copertina da Unspalsh

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scritto da:

Annalisa Toniolo

Abitudinaria e noiosa, a tratti eccentrica e briosa: bipolare, forse. Quella dell’aperitivo delle 18.30 spaccate nel solito posto, ma anche quella che, nel cenare due volte nello stesso locale, ci vede un’occasione sprecata. A dieta, sempre, ma solo dal lunedì al venerdì.

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