“Ri.Trovi” e “Biri”: due identità profondamente collegate tra loro, ma al tempo stesso diverse, già nel nome. Se “Biri” nasce dall’unione delle prime lettere di “birreria” e “ristorante”, allora in “Ri.Trovi”, ristorante e cocktail bar ospitato all’interno del palazzo storico della Stanga, troviamo “ristorante” e “ritrovarsi”, intesi nel senso nostalgico del termine.

Non appena si mette piede in questo locale, infatti, pare di essere catapultati nel passato, nel pieno degli anni Cinquanta, quando Ferdinando Stimamiglio fondò l’hotel Biri. Una tappa quasi obbligatoria per molti cittadini e viaggiatori dell’epoca, che giungevano fin qui per cenare al ristorante dell’albergo, magari godendosi la musica dell’orchestra, o per guardare un bel film in uno dei primi cinema mai aperti all’ombra del Santo.


L’allure del passato si riflette e si respira ancora nel ristorante e cocktail bar gestito dai nipoti di Ferdinando: Ado, Massimiliano e Ferdinando. Un progetto che ha preso forma in pandemia: Ri.Trovi si è fatto bello durante la parentesi del Covid e i lavori all’interno del locale sono terminati nel 2023.

Un tuffo nel passato

Ri.Trovi non dimentica la sua storia, che rivive negli alti soffitti, nelle ampie vetrate e nei colori caldi dalle tonalità pastello: l’estetica degli arredi è d’altri tempi, rivisitata in chiave moderna. Un esempio è proprio il pavimento alla palladiana, un tempo diffusissimo negli esercizi commerciali e oggi sempre più raro, che qui viene riproposto in chiave “divertente”. Il ristorante conta una settantina di coperti e dispone anche di una “wine room”, destinata a eventi privati, una cornice dove degustare vini d’eccellenza e prelibatezze gastronomiche.

Nel piatto

Capitolo menù: a cena Ri.Trovi offre un menù stagionale, che viene rinnovato una volta ogni tre mesi. Per ciascuna voce le proposte sono cinque, al massimo sei. La cucina è legata fortemente alla tradizione veneta, che viene proposta sempre con un guizzo creativo. Nella versione autunnale spiccano, ad esempio, la sella di cervo arrotolata nello speck con finferli, crema di sedano rapa e fondo al cioccolato fondente oppure la coscia d’anatra confit, con zucca al forno, semi tostati e chutney di arancia e pomodoro.

Gli aggiornamenti

La vera novità in casa Stimamiglio, tuttavia, è l’apertura del ristorante a pranzo, dalle 12 alle 15, dal lunedì al venerdì. L’obiettivo è quello di attirare i lavoratori della zona, offrendo loro un luogo in cui trascorrere la loro pausa pranzo. Qui troveranno sia un menù à la carte, sia una selezione di piatti unici e bilanciati, che combinano carboidrati, proteine e verdure. Ri.Trovi non è solo per i turisti o i frequentatori del Biri, ma anche e soprattutto per i padovani che cercano una buona cucina del territorio, a prezzi in linea con quelli di un classico business lunch.



Sempre sul fronte delle novità, rispetto alla nostra ultima visita, ha aperto le sue porte anche la terrazza, riservata a feste ed eventi privati. Una location d’eccezione, con vista sulla città, che pochi altri locali a Padova possono vantare: l’ideale per fare un figurone con i propri invitati.

Nel bicchiere

A differenza di molti altri locali, Ri.Trovi affianca al ristorante il cocktail bar. Aperto dalle 18 in poi, offre un valido punto fermo sia al momento dell’aperitivo, sia per il dopo cena. Se il menù è corto e selezionato, anche la drinklist non è da meno: ecco aperitivi, cocktail classici, mocktail e soft drink, da gustare dietro il bancone o da sorseggiare in uno dei tavoli. E, naturalmente, i cocktail signature. Qual è il consiglio in questo caso? Senza dubbio il “Fresh in Biri”, a base di gin Tanqueray 10, St-Germain (un liquore francese a base di fiori di sambuco, ndr), menta, cetriolo, succo di lime, sciroppo di zucchero e spumante.

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