Mi hanno detto “cicchettiamo e ceniamo all’aperto” e io ho scelto le barchesse del Mestrino

Pubblicato il 11 agosto 2021

Mi hanno detto “cicchettiamo e ceniamo all’aperto” e io ho scelto le barchesse del Mestrino

Ché a mangiare in una semplice terrazza sono bravi tutti

Mangiare in una barchessa nel Mestrino: «In una barch... Che?».

Ricordo la prima volta che prenotai una cena tra amici in cui dei locali di cui ti sto per parlare – per imparzialità, non dirò quale. Mi chiesero: «Immagino che lei voglia uno dei tavoli nella barchessa, data la bella stagione». Non avevo la benché minima idea di cosa fosse una barchessa: imbarazzo totale. Alla fine, dopo quella telefonata e dopo qualche altra cena in altre barchesse nel Mestrino, l’ho capito. Dice la Treccani: «tettoia che costituisce il fienile quando questo è separato dalla stalla», mentre Garzanti: «tettoia, generalmente chiusa ai lati estremi, annessa alla casa colonica per il deposito di fieno e cereali». 

Ora, io so che può darsi che l’unica ignorante tra me e te sia io. So anche che la tua vera domanda e il tuo vero interesse è: «Ok, ma che si mette nello stomaco? Si mangia bene e si spende poco?». Se mi conosci, ormai dovresti sapere che io parlo solo di posti di questo tipo. Ad ogni modo, lasciamelo dire, per godersi questi ultimi mesi di bella stagione e buone temperature, peraltro senza necessità di certificazione verde dato che la barchessa è all’aperto, quest’ultima è senza dubbio un luogo originale e diverso per trascorrere una bella serata. Insomma, una terrazza la trovi dappertutto, mentre una barchessa nel Mestrino è decisamente insolita. 

 

A Spinea per l’aperitivo che diventa presto cena 


Al Calice DiVino, inaugurato a inizio estate 2021, un aperitivo fa presto a diventare una cena, tra tramezzini belli cicciotti, taglieri di affettati e formaggi, polpette “appiattite” (eh, per capire cosa intendo, devi venirci: mica posso dirti tutto – un po’ di suspense e curiosità, suvvia!). I veri protagonisti sono i cicchetti veneziani artigianali, come baccalà mantecato, sarde in saor, seppioline. Da bere trovi lo spritz in tre varianti (Aperol, Campari, Select), vini accuratamente selezionati, qualche birra e, se vuoi alzare la gradazione alcolica, cinque diversi mojito. Tutto è servito nella spaziosa barchessa, in tavoli coperti da grandi ombrelloni tinta écru, tra dettagli botanici e leggera musica di sottofondo. A due passi dal locale, c’è pure un comodo parcheggio pubblico. 
Al Calice DiVino. Via 1º Maggio, 2 - Spinea (Ve). Tel: 3478395267

A Carpenedo nell’agriturismo del fatto in casa


C’è un agriturismo nella tranquilla campagna di Carpenedo, elegante e curato, con tavoli all'aperto nella zona che corrispondere alla vecchia barchessa. È la Cascina di Diego Scaramuzza, un cuoco contadino, figlio di agricoltori. Ha il suo orto, i suoi campi di cereali, i suoi polli, faraone, anitre, oche, che alleva e fa poi arrivare alla tua tavola in piatti tipicamente veneti di carne e, ovviamente, stagionali, come in ogni agriturismo che si rispetti. Questo è il vero Km 0. Persino la pasta è fresca e fatta in casa: o a mano o a macchina, o di semola o di farina zero. Unica eccezione è data dalle degustazione di formaggi, che non vengono prodotti da Diego ma da malghe del territorio, abbinati però alle confetture di stagione fatte nella Cascina e al miele di barena. 
La Cascina di Diego Scaramuzza. Via Pietro Berna, 5 - Carpenedo (Ve). Tel: 0415340790 / 3495191425 

A Malcontenta nella casa del XIX secolo, anche veg


Puoi scegliere la morbida polentina con sopressa di produzione propria, oppure gli gnocchi o le tagliatelle all’uovo fatte in casa con ragù d’anatra, oppure un menu fisso, che ha porzioni abbondanti e prezzi onesti. Questo lo puoi fare nell'agriturismo Corte del Brenta, un’abitazione risalente al XIX secolo la cui loggia corrisponde alla vecchia barchessa. I piatti sono prevalentemente di carne allevata in loco (bovini, suini con produzione di salumi), ma ci sono anche proposte vegetariane grazie alle coltivazioni di verdure e ortaggi, alle uova delle galline, alla soia, al grano, al mais e ai foraggi a rotazione della Corte: un luogo rustico, estremamente rilassante, che sa trasportarti nella buona cucina senza svuotarti il portafoglio. 
Agriturismo Corte del Brenta. Via Padana, 204 - Malcontenta (Ve). Tel: 041927582 / 3311521704

A Mestre nella grigliera che è l'Eden dei carnivori 


La barchessa con vista sull’ampio giardino, lontana dai rumori e dalla frenesia del centro città, è il suo angolo più richiesto. Oddio, forse “angolo” non è la parola più appropriata, data la vastità. Ad ogni modo, il locale è Baco Da Seta, ristorante veneto e internazionale e, soprattutto, grigliera. La specialità è infatti la carne alla brace: grigliate miste; tagliate di manzo al rosmarino oppure all'aceto balsamico oppure con gli asparagi; fiorentine, costate e altro ancora. Si potrebbe dire sia il giardino dell’Eden dei carnivori. L’edificio è storico, ma completamente restaurato: una perfetta unione tra lo stile rustico di una volta e l’eleganza dei tempi moderni. 
Baco Da Seta. Via Bellotto, 32 - Mestre (Ve). Tel: 3336620296

A Mirano in villa per alzare l’asticella 


Ok, è vero, qui alzo lievemente la fascia di prezzo, ma vedi di capirmi. Somma questi ingredienti: pochi passi dalla piazza di Mirano; villa settecentesca con ampio parco; bitterbar e raffinato ristorante di carne e di pesce, con attenzione all’abbinamento della giusta etichetta. Il risultato è Villa Tessier e la sua bella barchessa sotto il portico: un angolo riservato e suggestivo dove godersi un aperitivo o una cena (o un pranzo). Puoi scegliere tra un classico spritz Campari, Aperol, Select o Cynar oppure un aperitivo premium a base dei particolari bitter selezionati da Marco e Francesco. Io impazzisco per l’uovo morbido 65° con purè, parmigiano e tartufo nero estivo (qui si sta bene attenti alla stagionalità dei prodotti), nonché per i ravioli di parmigiana, pesto di basilico e pinoli tostati. In foto, filetto di manzo in crosta di pistacchi e salsa al marsala. 
Villa Tessier. Via Castellantico, 21 - Mirano (Ve). Tel: 0415701232

A Mirano per l'aperitivo di carattere

Se le enoteche di un certo livello sono il tuo chiodo fisso (perché bene male, anche no), non puoi non conoscere Crudo e Amarone. Le cifre del suo successo sono, infatti, prodotti e materie prime di altissimo livello. Nel giardino o nella storica barchessa puoi fare aperitivo con uno dei tanti vini alla mescita (dai un occhio alla lavagna), una bottiglia del territorio o – perché no? – una referenza extraterritoriale. Tra i bianchi, fermi e non, vanno alla grande Prosecco, Soave, Lugana, Incrocio Manzoni, Sauvignon, Ribolla Gialla e Traminer. Ma perché non lascirsi tentare dal nome del locale e ordinare un ottimo Amarone al calice? Oppure condividerne una bottiglia, scegliendo tra le cantine Aldegheri, Allegrini, Masi, Corte Giara e Villa Rinaldi. D’accompagnare a tanto bendidio, oltre ai pregiati taglieri, una selezione spropositata di cicchetti (ben 25 tipologie). Insomma, questo aperitivo è già diventato un apericena!
Crudo e Amarone. Via Bastia fuori, 2 - Mirano (Ve). Tel 0412376708

Foto interne dalle pagine Facebook dei rispettivi locali
Foto di copertina dalla pagina Facebook di Crudo e Amarone

  • MANGIARE ALL'APERTO
  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI
  • APERITIVI MEMORABILI

scritto da:

Giulia Cescon

Ho un superpotere: mi circondo di ritardatari cronici pur essendo sempre in anticipo. Amo il lunedì, non mi piace la birra e mi sveglio sempre dopo il primo squillo di sveglia. La normalità è sopravvalutata.

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