“L’imprenditoria nel mondo del vino non è per donne”: la rivincita di Laura e della sua viticoltura eroica

Pubblicato il 21 giugno 2022

“L’imprenditoria nel mondo del vino non è per donne”: la rivincita di Laura e della sua viticoltura eroica

Valdobbiadene, patrimonio dell’Unesco, territorio incantevole dove già si sta facendo bene, ma si può fare ancora meglio. Negli ultimi anni le cose si stanno muovendo e si stanno evolvendo, abbracciando un cambiamento necessario per far esprimere l’enorme potenziale delle colline del prosecco. Un territorio che si sta aprendo all’innovazione, sicuramente portata dal cambio generazionale. Laura Pietrovecchio è l’emblema di questa innovazione, non solo perché molto giovane alla guida di un’intera azienda, ma sopratutto perché donna all’interno di un ambiente dove, fino a pochi anni fa, era inimmaginabile vedere una ragazza che ci mettesse un solo piede all’interno. La gestione, ma anche il semplice lavoro in cantina erano strettamente legati alla figura maschile, anche nella sua famiglia, passata da Elio Pietrovecchio, al papà di Laura, e a lei infine.


Spente le candeline del suo venticinquesimo compleanno Laura decide di dedicarsi unicamente alla sua vocazione, il vino, il suo vino, prodotto, con lei, da quattro generazioni. Dire che è stata in grado di stravolgere l’attività è dire poco; dal suo ingresso in azienda ha portato innovazione su tutti i fronti, in primis sul prodotto. Fino al 2018 la produzione principale era concentrata sul vino col fondo, il vero prodotto identitario di Valdobbiadene, che è rimasto un caposaldo della sua linea, ma ammodernato nell’etichetta, pensata interamente da Laura, che desiderava un logo forte, che si contraddistinguesse: dei grappoli, chiaramente, le chiavi, l’antico stemma dei Pietrovecchio, e un leone al centro, che richiama la mamma, una donna forte come lei, cuore della famiglia. Comincia anche a pensare ad ampliare la linea di produzione con prosecco Brut ed Extra Dry, seguendo personalmente il processo di spumantizzazione (perché, come se non fosse sufficientemente impegnata, è attualmente laureanda in Enologia e Viticoltura a Padova).


Quattro bottiglie (per ora, è sempre un work in progress); col fondo, Extra Dry, Brut ed Extra Brut, tutto DOCG. E adesso? Con le idee ben chiare, persegue due grandi obbiettivi: portare più persone in cantina ad assaggiare il suo vino, e portare più vino fuori dalla cantina per essere assaggiato, sopratutto all’estero. Senza alcun bisogno di rappresentanti, è lei in prima linea nella vendita, sia per clienti locali, che stranieri; attraverso il sito che ha creato e la minuziosa ricerca di importatori il prosecco Pietrovecchio arriva dall’Est Europa a Tokyo. Mica male. Una grande spinta a uscire dagli schemi è arrivata, racconta, con la pandemia; col settore della ristorazione in crisi era necessario rimboccarsi le maniche e trovare un’altra via.


Dopo aver lanciato con successo l’e-commerce, visto che di tempo per pensare, durante il lockdown, ce n’era parecchio, si ingegna per organizzare i primi aperitivi in cantina ancora in zona gialla, dove la voglia di una boccata d’aria era tanta e la sua realtà si prestava alla perfezione. Forse non ve l’ho ancora raccontato, ma Cantina Pietrovecchio è immersa nelle colline dell’Unesco dove si produce il DOCG, una zona dove è talmente complesso e faticoso lavoro, a causa della forte pendenza, che viene chiamata viticoltura eroica. Due tavolini di recupero in legno dalla vecchia cantina, una buona bottiglia, e il gioco è fatto. Non basta, ovviamente, perché “con un panorama pazzesco, perché non avere anche una cantina pazzesca?”. Visto il successo degli aperitivi in vigna nel weekend, e la mancanza di una sala degustazione vera e propria, Laura parte per la tangente con le sue idee e progetti, fino a concretizzarle quest’anno col rinnovo della struttura. Nella casa che un tempo apparteneva al nonno, accanto all’attuale zona di vinificazione, ha realizzato non solo la sala degustazione, ma anche un ufficio, al piano superiore due suite e una terrazza panoramica. Il gioiello della corona, in ogni caso, rimane la sala degustazione, molto moderna ma con richiami alla storicità della cantina con dettagli in legno e pareti in Biancone di Valdo, la pietra tipica di Valdobbiadene.


Come racconta Laura, desiderava un qualcosa di mozzafiato, e, per stare al passo coi tempi, possiamo dire anche molto instagrammabile: oltre alla gestione, la vinificazione, il lavoro in campo e la vendita, è anche la social media manager di se stessa: ha individuato il trend vincente e cavalca l’onda, credendo fermamente che il futuro della pubblicità stia lì. Come darle torto? Se le chiedi “ma come fai a fare tutto?” ti risponde sorridendo che le idee le vengono in maniera naturale, spinta dal fortissimo desiderio di rendere grande un progetto che ha sposato per vocazione. Perché la passione, quella vera, che viene dal cuore, si vede, e paga, sempre.

Cantina Pietrovecchio
Cal dell'Acqua 2, Santo Stefano TV
Tel. 3387475337


Foto di copertina e nel testo dalla pagina Instagram @cantinapietrovecchio_wines
 

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scritto da:

Beatrice Modugno

Trevigiana di nascita, studentessa a Padova, pugliese di famiglia. Quando non sono ai fornelli, mi trovi seduta al ristorante. Mangio ovunque e lo racconto a tutti: possiamo parlare di cibo anche per tre o quattro ore di fila.

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