novità a Milano
Pubblicato il 1 luglio 2026 alle 11:00
Milano la conosciamo, si rinnova continuamente, i locali aprono e le novità circolano. Nuovi format stanno già facendo tendenza grazie a spazi ibridi dove cucina, design, arte, musica ed esperienze convivono nello stesso ambiente. Dalle colazioni servite tutto il giorno ai listening bar con bocciofila, passando per sale giochi vintage, mostre temporanee e format curiosi nati dai social, la città punta sempre di più su proposte originali, immersive e itineranti, pensate soprattutto per una generazione che cerca luoghi da vivere.

Luogo ibrido e senza regole, in cui cibo, arte e design si incontrano, LUCEFERMA è il nuovo Mediterranean Bar che porta a Milano un format inedito. Il tempo qui, infatti, non è scandito da orari rigidi: non c’è un momento giusto per mangiare, non ci sono regole. Il progetto ideato da Daniele Milonia, designer e docente, esalta la colazione, una colazione continua da ordinare sempre, anche la sera. La proposta è varia, dolce e salata, calda e fredda, con una predilezione per i lievitati della tradizione, da mangiate insieme al cappuccino che viene servito solo in formato XL. Poi ci sono i classici mediterranei: cannoli, granita, brioche ripiene e fritte, insieme agli impasti identitari come la treccia al pistacchio con scorze di limone candito e cristalli di sale Maldon. Tra le proposte salate più interessanti, spicca il toast con shokupan (la tendenza del momento) farcito con pecorino, burro alla lavanda, asparagi e mandorle. E durante il fine settimana LUCEFERMA non propone il solito brunch, ma una colazione lunga, lenta e conviviale. La cucina, di ispirazione siciliana, è essenziale, con piatti semplici e ingredienti del Mediterraneo; anche nell’aperitivo si riflettono le stesse influenze: questa volta piccoli piatti da condividere, che diventano “degustazione del tramonto”, con una sequenza di preparazioni pensata per una cena leggera. Lo spazio accoglie anche mostre temporanee di artisti emergenti, con una programmazione che si rinnova ciclicamente: visitabile fino al 20 dicembre 2026 “Fermarsi per muoversi”, un progetto nato in collaborazione con Banquet Gallery, AnotherView, ARDA-KCWC e la supervisione artistica di TAS (The Art Society).
Via Amatore Sciesa 6, Milano; Tel: 3894266245.

Altro concept ibrido quello di UFO (Unconventional Form of Opportunity), uno spazio polifunzionale di circa 1.500 mq nella periferia sud di Milano (sotto Fondazione Prada). Il locale ospita eventi e realtà creative, è un bistrot con cucina e bocciofila: all’esterno, tra il verde del dehor, c’è un campo da bocce con sabbia sponsorizzato dall’Amaro Camatti, che ti riporta un po’ indietro nel tempo con un gioco antico che mette d’accordo tutti. Anche l’ambiente interno richiama atmosfere di altri tempi: i tavoli in cemento evocano uno stile industriale addolcito dalle sedie in legno e l’illuminazione dalle vibes anni Settanta. Poi ci sono i grossi oblò sulle pareti, molto moderni. La proposta gastronomica punta tutto su semplicità e accessibilità (anche nei prezzi), con piatti da condividere e ricette nostalgiche: gli spaghetti aglio, olio e peperoncini sono richiestissimi, già diventati il simbolo di questa cucina. La parte musicale è affidata a vinili e giradischi: perché UFO è anche listening bar.
Via Orobia 26, Milano; Tel: 0291249682

E a proposito di UFO… con un’accezione completamente diversa è nato Space Patty Burger, il nuovo fast food dove mangiare panini spaziali. Sulla scia del successo degli smash burger, il format è particolarissimo: i panini sono a forma di UFO, realizzati tramite una griglia speciale che pressa e sigilla i burger, rendendoli compatti (così si mangiano senza che nulla cada fuori). L’idea nasce con Riccardo Dose e Daniel D’Addetta, entrambi partiti da Internet, da YouTube e dai social, per raggiungere il mondo reale con un progetto concreto, frutto delle esperienze e dei viaggi fatti negli anni. Nel menù trovi sette proposte tutte diverse (dai 12,00 euro ai 17,00), a cui si aggiunge l’Astro Veg: l’unico vegetariano, con burger di quinoa e spinaci, lattuga e pomodoro. In programma, l’aggiunta dimuove proposte vegetariane e vegane.
P.za Ventiquattro Maggio, Milano.

Grazie a Cédric Grolet, la frutta realistica ha spopolato in Francia già da tempo: creazioni di pasticceria iper-realistiche che riproducono la frutta vera nell’estetica e nel gusto. Anche a Milano ultimamente non si parla d’altro, grazie alle piccole opere di Petito e Zorzi e di pasticceria Ziva. Arachide, cesto di lamponi, baccello di vaniglia, limone, fico, banana, mango, pesca, fragola, biscotto della foruna e lici: questa la vetrina di Petito e Zorzi, che ti colpisce appena entri nel locale. I frutti sono colorati, grandi, molto morbidi al taglio e piuttosto dolci; non tutti possono essere consumati subito (l’arachide ad esempio, dev’essere tirata fuori frigo diversi minuti prima di essere mangiata). Vista la fama di queste belle creazioni, fuori dal locale si crea sempre un po’ di coda: per la colazione è consigliabile arrivare presto. Anche da Ziva le idee fruttate occupano gran parte della vetrina al bancone: esteticamente diverse ma sempre buonissime (qui ci sono anche la pera e il cacao). Ma la vera novità è Marlà, che ha introdotto da pochissimo la frutta realistica tra le sue proposte. Mango, pesca, lampone, pistacchio, arachide, baccello di vaniglia, cabossa e fico: impeccabili all'estetica, buonissimi all'interno.
Via delle Erbe 1A, Milano; Tel: 3483867027
Via Federico Faruffini 2, Milano; Tel: 0299266436
C.so Lodi 15, Milano; Tel: 0236536410

Pizza in sala giochi? Non esiste solo nei vecchi film americani: la trovi anche a Milano, da Pantera Playroom, la sala aperta di fronte alla pizzeria al taglio nel quartiere Barona più famosa del momento. Si tratta di una sala giochi Anni Novanta, con videogiochi arcade vintage che ti portano subito indietro nel tempo. Così togli lo sguardo dal telefono e torni a giocare veramente. Ad aggiungere tocchi nostalgici all’atmosfera, i banchi di scuola con le sedie dove mangi la pizza, bevi birra (che puoi ordinare, oltre al caffè, direttamente nella Playroom) e chiacchieri con le altre persone. E serve proprio la pizza per giocare: per ogni quadrato ricevi un gettone, con un gettone giochi una partita.
Via Franco Tosi 2, Milano.

Esiste un posto a Milano dove mangi cous cous a tutte le ore del giorno (anche a colazione) mentre guardi le esposizioni di artisti emergenti. Si chiama SUQSU (da Suq, i mercati vivaci del nord Africa, e Kseksu, cous cous in berbero): un ristorante specializzato nella preparazione del cous cous cotto a vapore come da tradizione, che puoi comporre tu come preferisci. Disponibile anche in versione dolce, arricchito con frutta fresca e secca, datteri e note floreali, da mangiare la mattina (il locale apre alle 10.00). Ispirandosi ai Suq tradizionali, vengono esposte le opere di artisti e designer contemporanei non convenzionali: lo spazio è concepito come un luogo inclusivo e tutti possono acquistare i pezzi in mostra. Sono 72 le nicchie espositive dedicate, con opere legate al mondo del tessile, della ceramica, della pittura e dei profumi.
Via Ascanio Sforza 55, Milano; Tel: 3895074866

È stato da poco inaugurato un progetto itinerante che porta in città i protagonisti della scena flamenca contemporanea. Las Palomas - Tablao Flamenco è un’idea di Eleonora Preziosi, una reinterpretazione del formato tradizionale del tablao spagnolo, trasformato in un’esperienza immersiva da vivere in location e contesti milanesi sempre diversi. Un elemento accomuna tutti gli spazi: l’intimità. Perché la distanza tra artisti e pubblico si annulla e lo spettacolo diventa esperienza condivisa. Altro elemento distintivo del format, la natura improvvisata delle performance: musicisti e ballerini si incontrano direttamente sul parlo, rendendo uniche e fluide anche le esibizioni.
@laspalomas_tablao
Fotografie interne reperite dalle pagine social ufficiali dei rispettivi locali.
scritto da:
Milanese dalla nascita, amo ballare, viaggiare e mangiare. Mi piace la poesia, il cinema e il buon vino (soprattutto se bevuto in compagnia). Odio la convenzionalità e la monotonia mi annoia. Di giorno scopro il mondo, di notte dormo poco e scrivo tanto.