Davvero? E che cosa ti hanno insegnato tutte queste esperienze?
D: Sicuramente lavorare in uno stellato, come il ristorante di Gualtiero Marchesi a Brescia, dove ho fatto un periodo di stage, mi ha insegnato che in cucina ci vogliono regole, disciplina e metodo. Lì per lì non avevo capito la portata reale di quegli insegnamenti, ma ora lo so… Poi ho imparato numerose tecniche di lavorazione e mi sono portato a casa anche qualche ricetta che ogni tanto mi piace inserire nel nostro menu. Dall’esperienza in proprio nel mondo del catering, invece, ho imparato a gestire e organizzare le attività e a coordinare il team, fondamentali per qualsiasi chef al timone di una cucina e oggi importantissimi per guidare la cucina di Bastian.
A fronte di tutte queste esperienze, come si è evoluta la tua idea di cucina e che cosa ha portato di nuovo al Bastian?
D: La mia idea di cucina è chiara. Sostanza e riconoscibilità: sono questi i pilastri su cui si basa il lavoro mio e della squadra. I piatti a menu sono pensati affinché tutti gli ingredienti siano riconoscibili già alla vista. Utilizziamo tecniche di preparazione innovative, come l’uovo pochè che serviamo con la tartare, e cerchiamo di fondere tradizione e novità senza stravolgere le pietanze. Il tiramisù, ad esempio, che è anche il mio dolce preferito, viene preparato con lo “sbattutino”, ovvero la crema allo zabaione, come da ricetta originale, ma poi, al posto della classica crema mettiamo il gelato al mascarpone di nostra produzione. Più che “leggera”, la mia cucina la definirei “equilibrata”, perché ti fa stare bene anche dopo aver mangiato, senza quella sensazione di pesantezza che ti prende frequentemente dopo aver cenato fuori.