Abbiamo trovato un posto in pieno centro ad Este dove ogni cosa è fatta in casa e il pesce sempre freschissimo

Pubblicato il 4 febbraio 2024

Abbiamo trovato un posto in pieno centro ad Este dove ogni cosa è fatta in casa e il pesce sempre freschissimo

Si dice sempre che dietro un grande uomo ci sia una grande donna e credo che mai come nel caso di Al Porti.co questa affermazione possa essere vera. La passione, la dedizione e l'attenzione ai particolari che distinguono Diego e Cristina hanno permesso loro di creare un piccolo gioiello nel cuore di Este, in cui sentirsi a casa proprio nel minuto stesso in cui si varca la soglia. È un giovedì sera e, nonostante ci troviamo in pieno centro, l'atmosfera è ancora calma e ovattata, un po' come a ricordare quelle festività natalizie che si sono appena concluse. 


Non appena entrati Al Porti.co, quello che mi sorprende è l'ambiente estremamente raffinato ma, al tempo stesso, informale e accogliente. Qui ad aver pensato l'arredo è stata Cristina, la compagna dello chef Diego, che ci tiene a raccontarmi tutte le piccole accortezze che ha riservato a questa sala che conta appena otto tavoli. Un ambiente intimo, quindi, che diventa ancora più piacevole se fai caso a quelle attenzioni che la padrona di casa ci ha riservato. Ne sono un esempio lo scrittoio, che fa parte dell'arredo da sempre e che nel suo essere così vissuto lascia immaginare storie affascinanti, ma anche lo specchio che troneggia in fondo alla sala e che è stato dipinto di azzurro Tiffany proprio da Cristina che lo ha salvato da fine certa. Massima cura nei dettagli, quindi, che si manifesta non soltanto nell'arredo della sala, ovviamente, ma anche e soprattutto nella composizione del menu.


E’ qui che entra in gioco Diego, orgoglioso papà di questo progetto, che ci tiene a raccontarmi la sua cucina, fatta di tanti elementi che, come i colori di una tavolozza, si diverte a miscelare tra loro per dar vita a quell'infinità di sfumature che rivelano i suoi piatti. La sua specialità è ovviamente il pesce, complici anche gli anni di esperienza fatti a Venezia e in Sardegna, ma non si dimenticano ovviamente gli ingredienti di stagione che vengono utilizzati per esaltare al meglio il pescato del giorno e altri piatti che, mi rivela in confidenza, vorrebbe anche togliere dal menù ma che sono diventati ormai quei cavalli di battaglia che i suoi ospiti continuano a chiedere e richiedere all'infinito.


Se prima Diego e Cristina avevano la mia curiosità, adesso hanno la mia massima attenzione. Mi lascio quindi guidare da loro per questa degustazione e iniziamo subito con i cicchetti dello chef. Attenzione però, perché qui non abbiamo il cicchetto alla veneziana ma una selezione di piccoli assaggi tratti dai piatti che potresti richiedere come portate principali. Arriva così questo coloratissimo piatto con una barchetta di frittura di pesce, un assaggio di baccalà mantecato alla maniera dello chef, accompagnato da due triangolini di polenta taragna e una ciotolina con una frittella di volpina, ricotta, limone e capperi, due cremini e delle olive all’ascolana. Tutto ciò che assaggerai è artigianale e, laddove viene acquistato esternamente, viene comunque prodotto da piccole realtà. E’ il caso delle olive ascolane, che arrivano da un’azienda abruzzese, ma anche dell’olio siciliano o calabrese, e di tanti altri ingredienti che rendono il Porti.co quel “porto di mare” che Diego tanto sognava. 


Assaggiamo quindi per prima cosa il baccalà mantecato e credimi, non esagero se ti dico che si tratta del mantecato più buono che io abbia mangiato in vita mia. A rendere davvero unica questa preparazione è il fatto che il baccalà sia perfettamente cremoso, delicato e godurioso, ma in mezzo trovi qualche pezzettino di patata che accompagna il boccone e lo rende meno monotono rispetto a quello che ti saresti aspettato. C'è tuttavia una freschezza di fondo in questo baccalà ed è data dall'erba cipollina che arriva come ultimo sapore ma che riesce davvero a fare la differenza. Diego mi racconta che questa idea gli è venuta perché lui da piccolo non piaceva proprio il mantecato e quindi, preparato così, diventa meno aggressivo rispetto alla ricetta tipica veneziana. Ma si sa che il baccalà chiama polenta ed ecco perché assaggio subito la polenta taragna che ben contrasta con la dolcezza del baccalà, grazie al suo sapore leggermente amaro e alla sua cottura: abbiamo, infatti, una polenta in doppia cottura che rimane croccante all'esterno ma tenera all'interno.


Mi chiedo quali sorprese potrà ancora rivelarmi questo aperitivo di Diego e la risposta arriva con la frittellina di volpina, ricotta, limone e capperi: qui, abbiamo il piatto fresco per eccellenza che ricorda le esperienze fatte nelle località marittime che ha visitato Diego. Ne mangeresti davvero un'infinità perché questa croccantezza che ti esplode in bocca é lo scrigno che raccoglie la delicatezza della ricotta e del limone. Già che siamo in tema di fritto, passiamo all'oliva taggiasca. Questa è la prova che certe cose vanno fatte solo ed esclusivamente da chi sa farle. L'oliva è infatti decisa, leggermente aggressiva con il suo sapore di pepe ma che mantiene anche quel gusto di carne macinata graffiante al palato, ma che ti ricorda quella ricetta che prepareresti in casa. La frittura mista, dal canto suo, non delude le aspettative: si sente che il pesce è freschissimo e il calamaro (che da sempre per me è il vero principe di questo piatto) è saporito e carnoso, esattamente come dovrebbe essere. La frittura è stata fatta con un olio che rimane leggerissimo nonostante l'alta temperatura e che non ti lascia quel retrogusto di unto al palato ma che, al contrario, ti invoglia a mangiarne ancora. 


Dopo questo benvenuto nello chef, passiamo ad una capasanta scottata con polvere di pancetta, cavolfiore in tre colori e cipolla caramellata. Se sei un osservatore attento, ti sarai accorto dei coralli che sono stati fatti con le conchiglie della cappasanta. Non preoccuparti, ovviamente tutto è perfettamente edibile. A questo punto mi viene la curiosità di chiedere a Diego come nascono i suoi piatti che, più che delle preparazioni, sembrano delle piccole opere d'arte. Diego mi risponde candidamente che “Le robe migliori mi vengono quando non penso... Ci provo e poi va bene”. Vorrei anche io provarci e riuscirci come Diego. Questo piatto è pura alchimia e qui capisco cosa intende Diego quando mi dice che a lui piacciono i contrasti. Diego mi consiglia di assaggiare questo piatto, dapprima gustandone i singoli elementi e solo successivamente facendo un unico boccone che includa tutte le parti. La capasanta da sola ha un retrogusto di affumicato, è stata appena appena scottata e rimane deliziosa. Il cavolfiore con la cipolla caramellata rivela appieno il concetto di contrasto perché abbiamo una verdura che è rimasta ben croccante, mentre la parte caramellata della cipolla è dolce, ma regala spinta al piatto. 


Una menzione d'onore va al pane, anche questo ho preparato in casa da Diego. Ci viene servito un pane semi integrale preparato con lievito madre, una focaccia a lunga lievitazione e dei paninetti con semi di finocchio. Diego mi racconta che la voglia di impastare gli è venuta durante il periodo del lockdown, un po’ come è successo a tutti, solo che poi lui non ha smesso. Per questo motivo possiamo gustarci questo pane preparato con farina Molino degli Euganei, servito tiepido e delizioso.


Diciamo chiaramente che già così potremmo ritenerci soddisfatti, ma ci tengo a provare almeno un primo. Per questo motivo ordino quello che è il cavallo di battaglia della cucina di Al Porti.co, ovvero lo spaghetto alla busara. C'è un motivo se evito sempre di ordinare questo piatto ed è che mi fanno sempre trovare gli scampi chiusi e io non riesco ad aprirli. Diego mi rassicura dicendo che invece lui, proprio al contrario, preferisce servire gli scampi aperti in maniera tale da non mettere a disagio le persone che si trovano al tavolo.

Forse anche per questo motivo che riesco a gustarmi appieno questo piatto. La salsa di basilico, che vedi come gel, si sente appena ma ti soddisfa: qui a farla da padrone è la bisque preparata con il crostaceo che enfatizza un piatto che di per sé sarebbe già perfetto così ma che rivela il meglio grazie anche alla scelta della pasta di Gragnano che raccoglie così bene il sugo. Questo è proprio uno di quei piatti che non può uscire dal menu di Al Porti.co e capisco il perché.


Salto il secondo, ma non posso dire di no ad una bella selezione di formaggi. Abbiamo qui un pecorino romano e un toma piemontese, serviti con chutney di arancia calabrese e aceto di mele, peperoncino e zenzero. Non mi viene difficile credere che alcuni clienti di Diego chiedano di potersi portare a casa un barattolino di questo specialissimo chutney per poterlo mangiare anche con le fette biscottate o un pezzetto di pane. Io che amo i sapori forti, posso dirti che l'ho mangiato letteralmente a cucchiaiate. Sarebbe riduttivo definirlo appena una crema di accompagnamento, perché qui abbiamo un vero e proprio fuoco d'artificio che ti esplode al palato. Si sente dapprima la parte pizzicante del peperoncino e dello zenzero e arriva soltanto alla fine, quel sapore dolciastro delle arance di Calabria. 


Diego e Cristina vogliono proprio coccolarmi e mi portano la loro selezione di biscotti, anche questi tutti preparati in casa. Abbiamo un piatto con crema Chantilly, in cui intingere zaeti, biscotti alla zucca e il Gioiello degli Euganei, uno speciale biscotto inventato da Diego che definirei Il filo conduttore tra le portate salate e il dolce. Si tratta infatti di un biscotto preparato con farina del Molino degli Euganei, proprio come il pane, e impastato con un Cabernet Merlot che lo rende quasi più simile a un tarallo che a un biscotto. Una vera sorpresa che schizza in cima alla classifica dei miei biscotti preferiti.


Chiudiamo con il dolce. Un sorbetto con bergamotto, gin e origano cubano, servito su pasta kataifi con cannella e cioccolato bianco e guarnito da un croccante al sesamo. In questo caso, che te lo dico a fare, il sorbetto è freschissimo ed estivo, contrasta con il croccante della pasta kataifi e il retrogusto dolciastro del cioccolato che, a sua volta, si scontra con l'amaro del croccante al sesamo.

Non posso non raccomandarti una gita ad Este per conoscere Diego e Cristina, insieme a Manuel e tutto il loro meraviglioso staff, che ti faranno sentire coccolato e accolto nella loro grande famiglia dalla prima all'ultima portata.

Al Porti.Co Restaurant & Wine
Via S. Rocco, 14 - Este (PD)
Telefono: 04291762739
 

  • CENA BLOGGER
  • RECENSIONE
  • RISTORANTE DI PESCE

scritto da:

Elisa Bologna

Da piccola dicevo di voler diventare giornalista, così tutti avrebbero dovuto ascoltarmi. Crescendo, mi sono resa conto che l’amore per la buona tavola e per il vino avrebbe avuto la meglio su tutto: per 2Night scrivo per bisogno e mangio per passione.

IN QUESTO ARTICOLO
POTREBBE INTERESSARTI:

​Ecco quali sono le migliori birre dell’anno 2024 premiate a Rimini

Nell’ambito del concorso brassicolo più longevo e atteso in Italia organizzato da Unionbirra.

LEGGI.
×