Una pioggia di stelle su Roma: il 2026 sarà un anno scintillante per bar e ristoranti
Pubblicato il 11 gennaio 2026
Cosa ci aspetta nell’anno che verrà a Roma? Una pioggia di stelle! Qualche indizio su "cosa succede in città", per rimanere sulle citazioni musicali, già c’è, fra social network, annunci stellari e rumors. La capitale, già da qualche anno, è oggetto di un trend di aperture stellari, frutto di una visione della città sempre più orientata al lusso, che da qualche anno sta portando nella capitale le più grandi insegne dell’hotellerie mondiale. E dove c’è un hotel, non mancano mai bar e ristoranti, che si vanno ad aggiungere al panorama cittadino e che sono destinati non solo ad accogliere gli ospiti dell'albergo, ma chiunque abbia voglia di un'esperienza scintillante. Ma non c'è solo l'alta ristorazione d'hotel nelle stelle della capitale, intese come predizioni. Non ci vuole un astronomo per scoprirle, ma basta un po' di occhio attento ai rumors. Vi riassumiamo tutto quello che abbiamo scoperto.

Qualche nome già è noto, uno su tutti: Carlo Cracco. L’insegna che porterà lo star chef in città è attesa già nei primi mesi dell’anno, in corrispondenza dell’apertura dell’Hotel Corinthia a piazza del Parlamento (le prenotazioni sono già state aperte per febbraio), nella ex sede della Banca d’Italia, progettata dall’architetto Marcello Piacentini nel 1914. Già annunciato anche il nome dello chef che farà le sue veci, Alessandro Buffolino, non un Cracco-boy, ma un rodato professionista della ristorazione d’hotel, che già si era fatto notare anche a Roma. Sappiamo già che l’hotel Corinthia proporrà tre diverse opzion in tema ristorazione: l’Ocra Bar, sarà il posto in cui bere un drink e assaggiare piatti leggeri; Viride, sarà il ristorante signature dell’hotel “by Cracco”; infine, Piazzetta, l’all day situato nel cortile interno, dove si mangeranno piatti tradizionali romani.
Un altro nome di chef già noto e atteso per i primi mesi dell’anno è quello di Fabio Fioravanti, uomo che ha legato il suo nome da qualche anno al gruppo Hyatt e che si propone come front-man della parte ristorazione della nuova insegna a marchio Thompson (il segmento lusso), che aprirà in quella che fino a qualche decennio fa era nota come Botteghe Oscure, la sede del partito comunista. Qui si passerà, ironicamente, dalle lotte di classe e di partito, alla classe ed eleganza di un hotel che sarà una delle nuove insegne del lusso romano, con un’importante focus sulla parte food&beverage. La vicedirezione dell'hotel, non a caso, è stata affidata a uno dei migliori sommelier d'Italia, Matteo Zappile, che ha abbandonato la giacca da uomo di sala, ma non la sua passione per il buon bere. Il cuore del progetto, ci hanno raccontato gli stessi protagonisti, sarà il ristorante guidato da Fioravanti, ma ci saranno anche un bar nella lounge al piano terra e, con la bella stagione, si aggiungerà una terrazza dalla vista mozzafiato, da cui toccare con un dito il Vittoriano, mentre si sorseggia champagne e si mangiano ostriche.
E ancora, non sappiamo i nomi che guideranno le insegne food&beverage, ma sappiamo che sono in arrivo anche il Rosewood in via Veneto (nell'ex palazzo della Banca nazionale del Lavoro), nella stessa via della Dolce Vita anche l'ex Majestic che diventerà un Baccarat Hotel. Se poi guardiamo al 2027, si possono aggiungere alla lista sia il Four Seasons, atteso a piazza San Silvestro nella cornice di Palazzo Marini, il Mandarin Oriental nel quartiere Pinciano e il Brach Hotel di Evok, gruppo francese che ha dato il mandato all’archistar Philippe Starck di creare un nuovo contenitore tutto vetro e acciaio, proprio di fronte a Porta del Popolo (piazzale Flaminio).

A proposito di vetro e acciaio, una altrettanto avveniristica struttura panoramica è in via di inaugurazione in cima al prestigioso Palazzo Marignoli, in piena via del Corso (dove oggi c’è un grande Apple Store e, alle spalle, Starbuck’s). La nuova struttura in cima al palazzo ottocentesco che domina piazza San Silvestro sta per ospitare l'inedito ristorante romano di Enrico Bartolini. Lo chef e imprenditore con 14 stelle Michelin all’attivo sta, infatti, per conquistare la capitale con un progetto milionario di ristorante e cocktail bar. Secondo i ben informati, Bartolini a Roma porterà uno dei migliori chef della sua scuderia, Juan Camilo Quintero, che già seguiva per conto dello chef milanese il Poggio Rosso nel Chianti.

Ed è proprio sul versante cocktail che Roma, dopo un anno di sostanziale stagnazione, sta per vedere una batteria di fuochi d’artificio che si apprestano a sfavillare. Si rincorrono le voci dell’imminente apertura di una nuova sede del Drink Kong in via dei Prefetti, all'interno di un hotel boutique. Il cocktail bar più famoso della città, il più alto in città nella classifica World’s 50 Best Bars (al 40° posto), si muove quindi alla conquista del centro storico, capitanato sempre dal suo inossidabile front-man, Patrick Pistolesi. Lo stesso bartender internazionale, interrogato sui suoi nuovi progetti, già ventila una successiva apertura in zona Parioli, sempre nel corso dell’anno.
Ha qualcosa a che fare con il Drink Kong anche la già annunciata apertura di Nucleo, che vede un vero e proprio squadrone di bartender pluripremiati a capo del progetto, due dei quali hanno affiancato Pistolesi nei primi anni del Drink Kong. Si tratta di Livio Morena e Davide Diaferia, che con Andrea Fofi e Daniele Gentili, stanno per aprire Nucleo, nuovo cocktail bar su via Ostiense, a due passi da Roma Tre. Manca pochissimo, forse già entro gennaio 2026 aprirà i battenti questo nuovo street bar, che si preannuncia come una delle aperture più attese dell’anno, almeno per gli appassionati di mixology, che avranno un nuovo punto di riferimento cittadino.
E ancora, tornando al mondo dell'hotellerie, abbiamo avuto modo di visitare in anteprima il Wagon Bar dell'Orient Express La Minerva. Un secret bar che farà da contraltare al lounge bar della lobby, con un'atmosfera più intima e un'architettura che fonde i decori originali (fra cui un pregevole soffitto affrescato, recuperato sotto strati di intonaco) con un design contemporaneo dai colori decisi e dalle linee nette.

Fra rumors e certezze, qualche altra novità la possiamo predire. Una è, appunto, già stata dichiarata: si tratta dell'apertura di una nuova insegna a marchio Vivi Bistrot negli ex spazi della pizzeria Da Michele davanti al Museo Explora (troviamo l'annuncio di questa apertura, che sembra imminente, nella sede stessa). Il bistrot green, che ha fatto della presenza negli spazi museali un core business, si prepara così ad aprire in un contesto nuovo, dove dovrà impegnarsi a costruire una proposta adatta a un pubblico composto da famiglie con bambini (Explora è una sorta di museo delle scienze, dedicato ai più piccoli). Sentendo l'ufficio stampa, preannuncia che potrebbe esserci qualcosa di ancora più grosso che bolle nella pentola di Vivi, ma non ci dice di più.
Spulciando i siti di settore, quelli specializzati in pizza annunciano l’arrivo in città di Maturazioni Pizzeria, progetto di Antonio Conza e Gabriella Esposito partito da San Giuseppe Vesuviano (Napoli) e già presente nelle migliori classifiche di settore. Lo confermano loro stessi sui social network (su cui sono fortissimi, con oltre 200mila follower) con un “next opening Roma 2026”. Apriranno nel quartiere Aurelio e porteranno tutti i loro signature, dalla cosiddetta “napoletana del Vesuvio”, la pizza secondo loro fra classica, ruoto e padellino, passando per la loro carta di fritti golosi, prevalentemente di ispirazione partenopea.
Infine, proprio negli ultimi giorni dell'anno una mail inaspettata ha rotto la monotonia degli auguri di Natale, annunciando la chiusura di Beppe e i suoi formaggi, ottimo indirizzo con bancone ai piedi del Ghetto. Un iniziale dispiacere nell'apprendere la notizia, con un sospiro di sollievo: Beppe Giovale e co. sono già al lavoro per riaprire in altra sede e dispensare ottimi formaggi, taglieri e vino ai loro clienti affezionati e non solo.
In copertina: Drink Kong (prima sede).
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C’è chi faceva le figurine dei calciatori, chi, come me, farebbe quelle degli chef, dei pasticceri e dei bartender. Così, da oltre 15 anni faccio la bargiornalista gastronomica e sono diventata l’amica a cui tutti chiedono “mi consigli un posto per…”