Essere trash a Milano è bello: 6 locali dove sfogarsi senza ritegno

Pubblicato il: 1 luglio 2019

Essere trash a Milano è bello: 6 locali dove sfogarsi senza ritegno

Tutti noi abbiamo un lato trash, ne sono fermamente convinta. Io lo nascondo benissimo recitando la parte della brava scolaretta (e alla fine, dai, lo sono veramente). Tutte le mattine mi alzo presto, mi vesto con pantaloni e camicia, mentre sono sul treno leggo un libro di Tana French, frequento le lezioni prendendo appunti, mi chiudo in biblioteca, leggo, sottolineo e ripeto fino allo sfinimento. Poi do gli esami, e li passo sempre con voti super (concedimi questo momento autocelebrativo). Però alla fine della sessione mi ritrovo stremata e con il bisogno disperato di evadere, e il mio lato trash emerge prepotentemente. Poso le camicie e sistemo i vestitini, butto le ballerine e prendo le ciabatte rosa col pelo (perché a Milano si può tutto), poso il disco del Linkin Park e metto su Youtube Bello Figo Gu. Non prendo aerei per andare ad Ibiza, ma la Cinquecento cabrio per far baldoria con gli amici tutte le sere sì. Tutte le sere tranne il lunedì, intendiamoci: mica posso perdermi la puntata di Temptation Island. 

Il martedì

Reduce da un lunedì sera dedicato a Temptation, perché pensare alle corna altrui è sempre meglio che pensare alle proprie, il martedì c’è bisogno di alcol. Tanto alcol. Tanto alcol buono a poco prezzo, preferibilmente. Tappa fissa è ormai Union Club: a due passi dal Politecnico di Milano so che, anche se vado da sola, trovo sempre qualche universitario disposto ad ascoltare le mie disavventure che diventano sempre più drammatiche all’aumentare dei bicchieri svuotati. I bicchieri li svuoto con eleganza però, sono pur sempre una signorina. Il locale propone gin, cocktail, vini, birre e, a partire dalle 18, anche l’aperitivo: il drink viene accompagnato da tanti carboidrati (pasta, riso, focacce, pizzette) che aiutano ad assorbire quelle batoste che bruciano in pancia. Alla tua.
Union Club - via Moretto da Brescia, 36 - Milano

Il mercoledì

Dopo l’ultima batosta amorosa pensavo di aver chiuso definitivamente con gli uomini, finchè non ho sentito il bisogno di flirtare spudoratamente e il mio lato trash ha preso il sopravvento. Allora mi sono iscritta a Tinder, “ma si, mi diverto a scambiare qualche messaggio innocuo con qualcuno”, ho pensato. E quando quel ragazzo appassionato di horror e dei Linkin Park mi ha chiesto di uscire, gli ho dato appuntamento il mercoledì (perché gli altri giorni ho l’agenda piena, sorry). Lui amante degli horror e io dei thriller, decidiamo di andare al Frankenstein: teschi, scheletri e casse da morto sono ovunque. Il locale ha uno stile dark intrigante e diverso, e con un boccale di birra e una piadina mi sto quasi rilassando, fino a quando il genio che mi accompagna rompe l'atmosfera proponendomi di chiuderci insieme nella bara per “vincere una bevuta gratis”: amore, dentro la cassa da morto ci vado da sola. Prima, però, mi cancello da Tinder e vado a rimorchiare Mark Caltagirone.
Frankenstein - via Eugenio Villoresi, 33 - Milano

Il giovedì

Devo raccontare ad un’amica del Dario Argento dei poracci, così le mando un messaggio vocale (sforzandomi di non superare il minuto) imponendole il giovedì sera al Baia Luna. La passo a prendere con il mio bolide e quando sale in macchina sbuffa: non so se a causa della mia borsa leopardata o se perché sa che la metterò in imbarazzo con il karaoke. Mi raccomanda “non ti mettere a cantare Sfera Ebbasta, ti prego” e io la rassicuro, ma non le prometto niente. Dopo una pizza strabordante e un drink è arrivato il momento di sfogare le frustrazioni amorose e le soddisfazioni universitarie: mi alzo e vado, il cocktail ha fatto il suo effetto. “E ora puoi pure piangere se non ci sentiamo. Ora non mi dispiace se non mi cercherai, ehi; Resti nel locale col telefono in mano sperando in un messaggio che non arriva mai. Sono una rockstar”. La guardo dall’alto della mia celebrità e le mando un bacio, lei applaude e si diverte: non sono poi un’amica così cattiva.  
Baia Luna - piazzale Susa, 1 - Milano

Il venerdì

Ho amici sobri di giorno e pazzi di notte, e non potrei esserne più felice. E in quanto a pazzia il mio migliore amico supera tutti: ogni venerdì sera tenta di trascinarmi al Bobino perché nel lontano 2014 era il giorno dedicato al “Milf party” e flirtava con donne “con più esperienza”. Non lo giudico, ognuno hai suoi gusti, e i suoi nel tempo non sono mai cambiati. Inizia a guardarsi intorno già durante l’aperitivo: io parlo e lui mi ignora, e quando la serata entra nel vivo con il dj set si lancia mentre io mi diverto ad osservarlo in disparte con un drink in mano. E se mi si dovesse avvicinare qualche uomo sulla trentina ho già la domanda pronta: ti piace il genere horror? 
Bobino - alzaia Naviglio Grande - Milano

Il sabato

Dato che i fan dell’horror e gli uomini con l’anello sull’anulare sono scartati, il sabato è la serata giusta per  rifarsi gli occhi al Loolapaloosa. Nel locale nel cuore di Corso Como la festa inizia allo scoccare della mezzanotte. Suona un allarme, ma non è il coprifuoco di Cenerentola che deve correre via dalla festa: è la canzone che segnala che la festa è appena iniziata. E quando i baristi salgono sul bancone e ballano a petto nudo, inizio ad immaginarmi come la protagonista di Inside Out: Dignità, che fino a quel momento ha cercato di spiegare a Trash le motivazioni per cui è bene mantenere un certo decoro, alla vista dei baristi si mette da parte e lo incita a sfogarsi. 
Loolapaloosa - Corso Como, 15 - Milano

La domenica

Arrivata a domenica non sono ancora stanca. I miei orari si sono ridimensionati e la mia giornata inizia nel pomeriggio: la sera do il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista) di me. E quando l’unica gioia della settimana in fin dei conti è stata una mano poggiata sugli addominali di un barista che mi versa da bere, capisco che è il momento di andare al Bar Doria per la “Bomba alla fragola”. Mi vesto in stile Snooki di Jersey Shore e ordino il famoso drink: si dice che aumenti il desiderio e, dopo aver conosciuto solo casi umani, il mio è proprio introvabile. Ci fosse seduta qui con me Barbara d’Urso mi farebbe una seduta di psicanalisi: mi chiederebbe quando l’ho sentito l’ultima volta, se l’ho visto con i miei occhi, se ho davvero creduto che esistesse e se non fosse solo il frutto della mia fantasia. Che pensieri profondi faccio la domenica sera.
Bar Doria - via Plinio, 50 - Milano

Immagine di copertina dalla pagina facebook di Loopaloosa

  • BERE BENE
  • CONOSCERE E RIMORCHIARE
  • TRIBÙ DELLA NOTTE

scritto da:

Irene Paladino

Romantica e testarda. Amo il cibo e gli spritz, specialmente se in piazza con un'allegra e pazza compagnia. Libri, gatti e il mare della Sicilia sono gli ingredienti della mia felicità.

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