La vittoria del Sol di Pepe: quando l’entusiasmo batte qualsiasi pessimismo

Pubblicato il: 22 giugno 2020

La vittoria del Sol di Pepe: quando l’entusiasmo batte qualsiasi pessimismo

È solo questione di prospettiva, di energia e di volontà: chi è riuscito a reinventarsi senza alcun tipo di preavviso ha vinto la sfida chiamata Covid-19. Il nemico numero uno di lavoratori ma sopratutto ristoratori.

Eppure c’è chi è in grado di scrivere una storia diversa, di guardare oltre tutto il grigiore e sognare sempre a colori. Ecco la storia di Angela del Sol di Pepe, ristorante pizzeria a Cassano delle Murge.

Domanda - Iniziamo dal punto debole. Cosa è successo durante il lockdown?
Risposta - Senza esagerazioni posso definire questo locale come la mia creatura, ho lottato tanto per averlo e quando ci hanno comunicato di dover chiudere tutto, non ce l’ho fatta. Venivo ogni giorno qui, anche solo ad accendere le luci e ad abbassare le sedie. Non mi sono mai rassegnata all’idea di vedere questi luoghi, da sempre affollati, silenziosi e vuoti. Ho dovuto chiudere tutto con l’amaro in bocca e, quando è stato possibile, mi sono rimboccata le maniche e siamo lentamente ripartiti con il domicilio e l’asporto.



L’ottimismo e l’entusiasmo di Angela vanno oltre i soliti discorsi disfattisti che, con o senza Coronavirus, si fanno sempre nel mondo della ristorazione. Forse per giustificare la poca propensione al rischio e la poca fiducia nelle proprie potenzialità, che si rivelano essere stupefacenti se messe sotto pressione.



Domanda - Però vedo un sorriso sotto la mascherina. Il ritorno è stato positivo, te lo leggo negli occhi.
Risposta - Esatto, ma non vorrei che le mie parole fossero confuse con la presunzione e nemmeno arroganza. In tutta tranquillità posso dire che sto avendo una risposta veramente positiva, in barba a tutto il brutto a cui mi hanno preparato molte altri gestori. Il mio successo, adesso, lo vedo come uno scambio: la mia clientela si fida di me, e io assicuro sempre il meglio da ormai 5 anni. Mi sono sempre comportata bene con tutti, ora è il momento di raccogliere ciò che di buono siamo riusciti tutti a seminare. Ora si sta bene, abbiamo meno coperti e da un lato è un bene: posso passare tra i tavoli, avere più cura dei miei clienti.

Domanda - Parli al plurale, in molti non lo fanno. Quanto conta il tuo staff?
Risposta - Siamo tutti parte della stessa squadra; ogni componente è indispensabile affinché tutto possa procedere per il meglio. Io sono stata dietro le prime file della cucina per tanti anni; ora attorno a me ho solo le persone migliori, persone di cui posso fidarmi ciecamente. È tutto un cerchio che si chiude: fiducia dello staff e fiducia della clientela, uno completa l’altro (anche e soprattutto psicologicamente).



Domanda - 5 anni fa te lo saresti aspettato questo 2020?
Risposta - Ovvio che noi, anzi. Il quinto anno è quello del raccolto, dove riesci a prendere un respiro di sollievo dopo i numerosi investimenti e progetti fatti a lungo termine. Potrei abbattermi, piangermi addosso e voltarmi dall’altra parte. Invece no. Ho inventato un modo per resistere, per divertire, per far passare delle ore in totale spensieratezza ai miei clienti che, alla stessa mia maniera, hanno vissuto dei mesi durissimi. Una di queste è l’apericena, gli apertivi a base di specialità di mare e tanto tanto altro. Il futuro è pieno di aspettative e nuove idee, non sono fatta per restare ferma!



Che dire Angela, spero di rivederti presto e nel frattempo auguro al tuo locale di splendere come il Sol d’oriente al quale ti ispiri per creare sempre piatti nuovi per la tua cucina!

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Federica Scaramuzzi

Sarà banale, ma adoro la pizza e i gattini del web. In compenso sono alla ricerca di locali insoliti e originali. Dalla Murgia alla Laguna.. sono cacciatrice ufficiale di hidden gems! Odio il piccante e adoro la pasta al forno barese (originale) di mia nonna Graziella.

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