Tutto un altro pesce. Ecco Le 7 meraviglie di Host Restaurant a Fiumicino da ordinare per una cena speciale

Pubblicato il: 15 ottobre 2018

Tutto un altro pesce. Ecco Le 7 meraviglie di Host Restaurant a Fiumicino da ordinare per una cena speciale

Lo chef Alessandro Capponi sperimenta nel suo nuovo ristorante con risultati straordinari piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna, utilizzando solo materie prime del Mare Nostrum e pesce povero di stagione

Quando si parla di ristoranti di pesce di alto livello a Roma ci sono dei piatti o dei pesci che nel menù proprio non possono mancare: ostriche, aragoste, pesce bianco pregiato. Ecco, diciamo che più il pesce è pregiato più, allo stesso modo, di solito aumenta il pregio del ristorante che lo cucina. Oggi però questo teorema non vale più, perché a Fiumicino, regno assoluto delle cene di pesce dei romani, ha aperto un nuovo ristorante dal concept rivoluzionario: Host Restaurant. A dirigerlo un giovane chef romano, Alessandro Capponi che, dopo una lunga gavetta (per tanti anni sotto la guida Giovanni Fella, souschef del Convivio Troiani), ha deciso che era giunto il momento di proporre al pubblico il suo concetto di cucina di mare. Innanzitutto ospitalità e coccole, una sala accogliente con legni e porcellane pregiate, oltre che una grande cantina, un servizio perfetto e mai altezzoso (affidato alle mani della bravissima Francesca Mangia, sommelier e moglie di Alessandro) ed una cucina che ti stupirà con giochi tra sapori e consistenze. Una cucina fatta con la semplicità di quello che il mare Tirreno offre ogni giorno: pesce povero e soprattutto di stagione. Non è la qualità del pesce a fare un grande piatto, ma come lo si esalta e su questo concetto Alessandro Capponi ha saputo effettivamente costruire qualcosa di assolutamente innovativo. Noi abbiamo assaggiato il suo menù e siamo rimasti letteralmente folgorati. Ecco allora i 7 piatti di Host Restaurant da ordinare per una cena veramente speciale a base di coccole e gusto.

Il benvenuto dello chef

 Appena seduti ecco che Francesca arriva con un calice di prosecco di benvenuto da abbinare a due sfizi dello chef, la cozza in tempura proposta in una granatina fatta con la sua acqua e l’alice fritta abbinata ad una salsa teriyaki di una delicatezza unica. Il tutto, poi, da gustare insieme ai pani della casa e alla pagnottella ai pomodorini secchi con olio EVO biologico di Giove.

Un sushi particolare

 Un piatto di crudi dal nome un po’ particolare “Il mio concetto di Sushi”, un crudo di pesce preparato con il pescato del giorno (nel mio caso si è trattato di un freschissimo pesce serra) abbinato ad una crema di riso e ad una riduzione di salsa di soia che dona al tutto eleganza e sapidità. Un gioco perfetto di sapori e consistenze che caratterizza tutti i piatti di Alessandro Capponi.

Il miglior polpo della mia vita

 Ti dico la verità, di polpi nella mia vita ne ho mangiati (e pescati) tanti, cucinati in ogni modo e maniera. Ma il polpo scottato su crema di sedano rapa e polvere di caffè di Host Restaurant balza sicuro e dominante al primo posto conquistando di diritto il titolo di “miglior polpo della mia vita”. Una cottura assolutamente perfetta ed un abbinamento, la crema al sedano rapa, veramente originale. Quando la semplicità diventa eleganza.

La “sua” Carbonara

 Anche se recentemente sulla carbonara molti chef (anche parecchio blasonati) hanno compito più che delle rivisitazioni, delle violenze vere e proprie, cosa che mi ha portato ad essere scettico a priori, devo ammettere che la Carbonara di Mare di Capponi mi ha davvero colpito in senso positivo. Una crema di pecorino dalla delicatezza estrema, quasi una nuvola che avvolge due penne "soffiate" e le uova di riccio di mare condensate che danno la sapidità perfetta al piatto. Un capolavoro.

Aglio, olio, spirulina e gamberi

 Non poteva mancare nella degustazione di Host Restaurant il vero cavallo di battaglia di Alessandro Capponi: le linguine aglio, olio e peperoncino con alga spirulina e crudo di gamberoni rossi. L’alga spirulina dona la consistenza grassa perfetta al piatto, ma anche la sapidità con la sua doppia consistenza (liquida ed in polvere), il gambero dà invece la dolcezza necessaria. Il risultato è un trionfo di gusto assoluto, piatto che merita in toto la sua fama.

Il pescato del giorno

 Host Restaurant presenta ai suoi clienti solo piatti preparati con quello che il mare offre ogni giorno, ed il pescato del giorno consisteva in un meraviglioso merluzzo, preparato in olio cottura e presentato con lattuga di mare e ‘nduja. Ancora un capolavoro di gusto, con un elogio particolare nell’impiattamento, davvero elegante.

E per dessert? Facciamo colazione!

 Riprendendo da lontano il concetto del “Cafè Gourmand” di origine transalpina, il dessert di Host Restaurant resta una delle sorprese più divertenti di tutto il pranzo. Più che un dessert, una vera e propria prima colazione in chiave, ovviamente, gourmet. Ecco che la crème brulèe al cappuccino dona l’effetto al gusto di un vero cappuccino caldo e corroborante, mentre la fetta biscottata in pasta kataifi, la “Nutella dello chef” e la marmellata di albicocche si trovano in un abbinamento originale, gustoso e soprattutto leggero.

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scritto da:

Lorenzo Coletta

Romano, giornalista, dopo una prima esperienza di giornalismo radiofonico con l'agenzia Econews, ha cominciato ad appassionarsi al grande mondo dell'enogastronomia. Ha contribuito nel 2014 alla redazione della Guida dei Ristoranti di Roma di Puntarella Rossa edita da Newton Compton.

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