Un'elegante osteria dove si mangia fra tele e stampe firmate

Pubblicato il 13 settembre 2022

Un'elegante osteria dove si mangia fra tele e stampe firmate

La cucina è identità, storia, conoscenza. Ma è anche amore, istinto, arte. E quello fra enogastronomia e arte è un binomio sempre più caro sia a chi un piatto o un pairing lo crea, sia a chi ne beneficia. E' arte un matrimonio fra ingredienti insoliti o fra una ricetta e un calice, così come lo è la presentazione di un piatto, una mise en place, una descrizione che sa incuriosire e affascinare. Del resto, l'arte è per definizione l'espressione del talento inventivo e della capacità espressiva di un individuo.

Sempre più spesso l'arte della cucina incontra le arti figurative, d'antica e moderna concezione (pittura, scultura, video installazioni), dando vita a esperienze di gusto e bellezza a 360 gradi. Succede, fra gli altri, anche all'Osteria Pratellino, dove dal 2019 Francesco Carzoli porta avanti un discorso legato all'identità toscana contadina, in un contesto che cambia forme e colori volta per volta, grazie all'avvicendarsi di artisti che espongono le loro opere nello storico locale di Ponte al Pino.

“Make art, not war”: si all'arte, no alla guerra. Di cosa si tratta?
E' il nostro progetto artistico nato da una considerazione, quella che l'arte ha il grande pregio di unire i popoli e le culture. Non è mai divisiva e l'unico scontro che può creare, se così possiamo definirlo è il “mi piace” o “non mi piace” di fronte a un'opera.

L'arte non è solo in cucina, ma completa l'esperienza enogastronomica. In che modo?
L'arte per me è ovunque, dall'impiattamento alla scrittura. Con “Make art, not war” si va a completare il piacere dell'esperienza culinaria. Se il palato gode grazie a un buon piatto, gli occhi godono ulteriormente osservando un'opera d'arte, che sia una tela, una scultura o un'installazione video.

Nei fatti, come è gestito questo progetto?
Ogni artista espone i suoi lavori per tre o quattro mesi, salvo casi particolari. Loro hanno visibilità, noi abbiamo un ristorante sempre nuovo, che cambia toni e aspetto ogni tre mesi. Presentiamo l'artista con un vernissage, poi le opere restano qui in base alle esigenze dell'artista interessato.

Chi sono gli artisti coinvolti sinora e le mostre in programma?
Dalla primavera alla fine di luglio sono state le opere di Silvano Sordi ad accompagnare i piatti di chef Matteo Caccavo. Dal 24 settembre ospiteremo le opere di Susi Larosa, siciliana di nascita ma fiorentina d’adozione, che racconterà l’amore e il ricordo della terra d’origine con la sua pittura più accesa, più spessa, più materica. Da gennaio a Pasqua, invece, stiamo studiando una collettiva.

La vostra idea di cucina “fa” cultura, riscoprendo antiche ricette toscane e promuovendo piatti spesso dimenticati. Le mostre d'arte si inseriscono nella stessa scia?
Oggi il ristorante non è solo mangiare e bere, è un'esperienza a tutto tondo. Se nella parte esperienziale c'è una mostra d'arte noi siamo felici perché, si, è un modo ulteriore per fare cultura. E a noi piace.


Osteria Pratellino
Via del Pratellino, 44r - Firenze
Telefono: 0550203832
 

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  • TRATTORIA

scritto da:

Antonino Palumbo

Giornalista, food photographer, buongustaio. Lucano biodinamico in purezza, vinificato in Calabria e imbottigliato per lunghi anni in Puglia. Qui, da reporter d'assalto, si evolve in reporter d'assaggio. Next step: Firenze, Toscana. Per stapparla assieme a voi.

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