Ristoranti fichi ma non fighetti per divorare l'anima di Roma Sud

Pubblicato il 14 maggio 2023

Ristoranti fichi ma non fighetti per divorare l'anima di Roma Sud

L’eterna bellezza di Roma è ricca di sfaccettature e non la trovi solo tra i grandi monumenti e le chiese del centro, ma la respiri anche nella vita dei suoi quartieri, nel suo dialetto, nei suoi abitanti, colori, profumi. Ebbene se come me assapori l’essenza di una città soprattutto a tavola e cerchi un po' di autenticità, è a Roma Sud che devi dirigerti. Eur, Garbatella, Ardeatina, Laurentina, Ostiense, San Paolo, Tuscolana, Appia, Cinecittà sono solo alcuni dei quartieri di questo sub-universo capitolino, che idealmente include anche Ostia ed Acilia. Ma la definizione di Roma Sud come quella di Roma Nord non è rigida: non è un elenco di quartieri ma più un modus vivendi. Roma sud è per vocazione più verace, qui ci abitano quelli che i pariolini chiamerebbero “coatti”, ma invece sono più "i romani de 'na vorta", le sue strade pullulano di un’umanità concreta, vivace e popolare. La gente qui è semplice e vera, tifa la “maggica”, studia a Roma Tre, va al mare ad Ostia e passeggia a Viale Europa o Cinecittà. I romani di Roma sud rifuggono i posti fighetti come la peste, piuttosto bevono una birretta con gli amici ammirando il Colosseo Quadrato, e il sushi se possono lo danno al gatto. Da queste parti il romano è sanguigno e appassionato, talvolta tatuato. Coi bicipiti palestrati ben in vista solleva orgoglioso la forchetta, dopo averla tuffata in un bel piattone di carbonara, e invece dell’aperitivo con le tartine a Corso Francia, va a Testaccio o Garbatella e “magna forte”. E’ per questo che un giorno stufa dei locali raffinati del centro, abbandonate le apericene tutte uguali di Roma Nord e i pariolini pettinatissimi, assalita da un’insana voglia di amatriciana e vino sincero, ho riposto i tacchi e infilato un paio di anfibi, per cercare 10 ristoranti fighi ma non fighetti a Roma Sud, dove rilassarmi e godermi una grande cucina romana all’insegna della “presabbene”. Ecco i migliori

"Alla mano" e divertente all’ Appio-Sangiovanni


Piccolo locale con dehor, a due passi da piazza Re di Roma, Schietto-Cucina alla Mano, è un’osteria contemporanea intima, dalla proposta genuina e dalle porzioni abbondanti nel quartiere Appio-Sangiovanni. Informale e divertente, con pochi tavoli in legno, un bancone, una cucina a vista e tovaglioli con frasi in romanesco spiritose come “Stacce”o “Fatte ‘n boccone” è un vero must di zona. Il motto è “pochi piatti ma buonissimi”: in carta piatti romani tradizionali e creativi, con ingredienti freschi, stagionali e locali più vari piatti del giorno (sulla lavagna) che cambiano in base al mercato. Si va dai classici preparati in modo esemplare come la squisita Carbonara o l’Agnello Al Forno Con Patate, fino alle invitanti rivisitazioni come Tonnarelli Cacio E Pepe Con Carciofi Croccanti o la Lasagna Con Ragu Di Carne Bianca E Fonduta Di Parmigiano. Da provare anche un piatto equilibrato e appetitoso come l’Orata Al Forno Con Vignarola. Vini ottimi e dolci fatti in casa tutti da provare. In particolare la crostatina di ricotta o il tortino al cioccolato..da svenire! L’atmosfera qui è “scialla” e il cibo è “Top”, ecco perché è proprio figo. Da non mancare.
Via Vercelli, 6 Roma - Tel. 3517600079

Verace con "la stella" all’Appio-Latino


E se per essere fighi bisognasse tornare alle basi? Alla semplicità di un gesto meraviglioso, come quello di una forchetta che avvolge un po' di pasta lunga prima di farne un sol boccone? Adriano Baldassarre, chef stellato col suo "Tordo matto" oggi chiuso per aprire nel 2018 all’Appio Latino, quartiere dove è nato e cresciuto, una trattoria romana verace un po' spartana, dove celebrare questa semplicità. Un ritorno alle origini dove alla faccia del fine dininig, rimpinzarsi di amore e ricordi a suon di pasta e patate, pasta e fagioli, rigatoni con la pajata, rigatoni all’amatriciana, rigatoni alla gricia. A L'avvolgibile, largo spazio pure agli “avvolgibili”, cioè le paste da arrotolare sulla forchetta: tonnarelli cacio e pepe, fettuccine con le regaje, spaghetti alla carbonara, spaghetti ajo e ojo.  E non possono mancare l’abbacchio alla scottadito e la coratella, come tutte le altre specialità della cucina romanesca. E quant’è è bella e accogliente questa trattoria popolare vecchio stile, con le tovaglie a quadrettoni e i tavoli in legno. Viva l’atmosfera retrò e il vino sfuso, viatico per un bel tuffo nel passato.
Circonvallazione Appia, 56. Roma - Tel. 0650695104

In famiglia a Piramide


A due passi da Piramide trovi una trattoria romana accogliente dove grazie all’impegno dei titolari, i fratelli Alessandro e Francesco, ti senti come in famiglia. L’Osteria dei fratelli Mori propone specialità della tradizione romana e laziale con qualche ben studiata concessione alla creatività. Ciò che rende questo locale figo è che riesce a ricreare la calda atmosfera delle osterie di una volta, in chiave contemporanea. Qui circondato dai versi dei poeti del trullo, puoi riscoprire sapori e ricette perdute come i rigatoni con il sugo di coda, la pajata, la coratella o le animelle, e goderti fra gli altri grandi classici come le polpette di bollito. La loro carbonara, tra le migliori di Roma è un vero must. Inoltre da bere puoi scegliere tra tanti vini naturali e assaggiare sempre qualche chicca. E non perderti i dolci fatti in casa di mamma Giuliana come la crostata o la favolosa ricotta di Ambrogio. Ne sarai stregato. All’Osteria dei fratelli Mori ogni piatto è frutto di ricerca e realizzato con ingredienti di prima scelta, selezionati con attenzione e passione. Qui non trovi solo una cucina di qualità, ma anche la convivialità d’un tempo. Uno dei buoni motivi per tornarci ogni volta.
Via Dei Conciatori 10, Roma. Tel. 3313234399

Contemporaneo col “cuore” a Ostiense


Pennestri è una trattoria”4.0” con il cuore, per questo è figa: informale, allegra e familiare è un luogo dove ti senti coccolato, mentre il tuo palato è appagato da prelibatezze veracemente romane, ma rivisitate con maestria. L’ambiente è caldo e ben curato: a metà tra una locanda e un bistrot, con arredi semplici in legno, una bella veranda riscaldata e ampie vetrate. Il menù cambia spesso ma ogni giorno lo chef propone anche dei “fuori menu” legati al mercato giornaliero delle materie prime. Tutte di primissimo livello. Il risultato è una serie di piatti deliziosi nel solco della romanità ma anche innovativi. Ad esempio i rigatoni con pajata e colatura di alici, la gricia con la menta, o i pici con mollica e cicoria. Classiconi come Amatriciana e Carbonara sono tra i cavalli di battaglia, come le polpette di bollito, ma ci trovi pure il coniglio alla cacciatora, i cannelloni di cinghiale o piatti più creativi come il cuore di bue al pepe, carote arrosto e salsa tartara. Gestione giovane, dinamica e grande ospitalità sono un plus, come lo è la cantina con tanti vini da piccoli produttori e soprattutto naturali.
Via Giovanni da Empoli 5, Roma. Tel. 3517755574

"Di Mercato" a Ostiense


A Ostiense c’è un ristorantino caratteristico e con pochi coperti, che è tutto un omaggio alla tradizione capitolina. Nato dall’amore di due fratelli per la buona tavola e fondato sul desiderio di portare in alto la cucina romana di un tempo è Trecca-Cucina di mercato, in zona Ostiense. Qui pavimenti a scacchi, tavoli in legno dal gusto retrò e un bel bancone. Dalla cucina a getto continuo escono bontà che sono un vero inno alla romanità: bucatini all'Amatriciana, coda alla vaccinara, trippa alla romana, rigatoni alla carbonara, polpette al sugo. Sembra il pranzo della domenica di tanti anni orsono. Materie prime di eccellenza e una cucina tradizionale, connotano un’offerta che varia a seconda dell’estro dello chef e di cosa offre il mercato. Il menù è corto con pochi piatti ben eseguiti, a garanzia di qualità e freschezza. Ricette semplici, genuine di cui non si può più fare a meno dopo il primo boccone: supplì con regaje, pappardelle fatte a mano al sugo di pecora da appaluso, pollo alla cacciatora e pajata arrosto memorabili, corata d’ agnello e involtini ottimi, amatriciana e carbonara come nei tuoi sogni migliori. Tutto annaffiato con vini naturali ben selezionati.
Via Alessandro Severo, 222. Tel. 0688650867

"Pop" con tante anime a Testaccio


Negli spazi del vecchio mattatoio di Testaccio c’è un hub gastronomico-osteria contemporanea, dalle tante anime, dove la “presabbene” è totale. Qua si mangia e si beve benissimo, si ascolta musica e si partecipa ad eventi, aperitivi, degustazioni, corsi food-beverage, dibattiti. Un posto in costante divenire, per questo è figo ma al contempo “easy”. Ai fornelli c’è il bravissimo chef Marco Morello (Food Box- Mercato Testaccio)che ha dato il là al progetto insieme ai fratelli Camponeschi (Menabò- Centocelle). Aperto a innumerevoli collaborazioni, il locale ha un look industrial e un fascino tutto suo. Grande, luminoso, con un bel dehor per l’estate. Il Collettivo Gastronomico Testaccio ti conquista per l’atmosfera vivace, cordiale e rilassata. Il menu è breve, cambia con frequenza, e non manca di specialità romane, ma con un occhio di riguardo alla qualità delle materie prime (soprattutto del territorio) e alla sostenibilità. E allora vai di Carbonara e Pici alla ‘matriciana con guanciale di maiale mangalica del Lazio ma anche Vignarola, Flan Di Baccalà, Fonduta Allo Zafferano E Caramello, Fettuccine fatte a mano con ragù di cortile, Padellaccia di maiale brado del viterbese e verza bianca, mousse al cioccolato e crema della casa. Per placare la sete vini naturali in abbondanza e servizio gentile, attento e veloce.
Largo Dino Frisullo 1 – Mattatoio, Roma. Tel. 3892488413

Classico “de sostanza” a Testaccio


Autentico ristorante romano a Testaccio Flavio al Velavevodetto è figo perché un baluardo della cucina romana. Un posto dove “se magna forte” e si sta bene, frequentato dai romani e amato dai turisti, senza essere “turistico” né fighetto. Grande con tante sale e una terrazza, ha l’atmosfera un po' caciarona delle vere osterie romane di una volta. Fondato da un cuoco d’esperienza come Flavio De Maio nel 2009, questo ristorante si fonde armoniosamente alle mura storiche del monte dei Cocci, che si possono ammirare attraverso le sue vetrate. Niente voli pindarici, porzioni abbondanti e piatti gustosi fatti bene, sono il suo biglietto da visita. Il piatto per cui Flavio è famoso è la carbonara, che prepara con l’uovo intero cotto in padella, contrariamente alla moda mainstream che la vede preparata con solo tuorli. Il risultato? Se molti lo chiamano “Re della carbonara” un motivo ci sarà! Tra i piatti imprescindibili: il carciofo alla giudia e alla romana, la cacio e pepe, i ravioli fatti in casa ripieni di ricotta di bufala, la coda alla vaccinara e le polpette di bollito, la fettina panata gigantesca, l’abbacchio, il tiramisù al bicchiere oltre a tante altre ricette. Sempre affollato (meglio prenotare), con un servizio gentile, ma un po' lento, è un faro di romanità che non tramonta mai. Lo trovi anche a Piazza dei Quiriti e persino a Milano.
Via di Monte Testaccio 97-98, Roma. Tel. 065744194

Popolare e regionale a Tor Pignattara


Boiserie sui muri, pavimenti in graniglia, lampadari verdi stile sala da biliardo: entrare da Osteria Eufrosino è come entrare in una trattoria anni 60/70. Nel quartiere di Tor Pignattara nel quadrante Sud Est della capitale c'è il regno dello chef Paolo d’Ercole, che in tavola mette tanta tradizione e piatti fatti a regola d’arte. La cucina romana c’è e anche gli ingredienti laziali, ma poichè non si vive di solo cacio e pepe, lo chef da Eufrosino mette soprattutto in scena ricette regionali popolari da tutta Italia. Il menù è in costante evoluzione, con continui salti tra piatti che raccontano regioni ed epoche diverse. In carta ricette perdute e ritrovate: i mondeghili (polpette di bollito) di tradizione milanese, il tipico macco di fave e cicoria pugliese insieme a ricette più laziali come la minestra di broccoli e Arzilla, la pasta e ceci o le puntarelle con le alici. Ma c’è anche la Sardegna dei Malloreddus Alla Campidanese, o la Polenta Taragna Alla Bergamasca e la Costoletta Alla Valdostana. Insomma un menù sempre diverso che non annoia mai. Da provare perché: è decisamente figo per la validità della proposta e l’ambiente “d’antan”, ma non fighetto perché qui oltre alla facciata ci trovi tanta sostanza.
Via di Tor Pignattara 188, Roma. Tel. 3485883932

Intramontabile e Bohemien a Garbatella


Il Ristoro degli Angeli, storica insegna di qualità sotto i portici della Garbatella, da anni è sinonimo di ottima cucina romana a Roma Sud. La vecchia gestione ha passato recentemente il testimone a nuovi proprietari, ma lo chef è rimasto lo stesso e i piatti, se possibile, sono ancora più buoni. Il servizio è ancora oggi gentile e cordiale e l’atmosfera autentica e conviviale. Cambiando alcuni fattori però il risultato è sempre il medesimo: un ristorante romano un po' bohemien ma intramontabilmente figo nel suo essere aldilà delle mode. In cucina si rispetta la tradizione capitolina ma senza estremismi e con un guizzo creativo che non guasta. Il menù pensa a tutti, dando grande spazio pure ad ortaggi, legumi, o prodotti senza glutine e proposte vegetali. Da non mancare le uova in trippa e le intramontabili fettuccine artigianali degli Angeli, con burro di Normandia, Parmigiano stravecchio e sesamo tostato. Pane e focaccia fatti in casa fanno sognare e le costine di agnello riviste con la cottura a bassa temperatura. Imperdibile la carbonara” fatta come Dio comanda” con pasta Felicetti, guanciale pontino e uova bio di San Bartolomeo mentre chi ama il pesce apprezzerà il calamaro imbottito con verdure di stagione, salsa al pecorino e finocchi gratinati. Dolci piacevolissimi tutti fatti in casa, con prodotti artigianali d’eccellenza come il Tiramisù con mascarpone delle fattorie emiliane.
Via Luigi Orlando, 2 Roma. Tel. 0651436020

"Come dalla nonna" ad Acilia


Genuinità, tradizione e passione per la buona cucina: tutto questo è Memè Hosteria, una piccola e graziosa osteria di quartiere ad Acilia nel X municipio. Si entra attraversando un piccolo cortile che funge da dehor: dall’esterno spartano non lo diresti, ma è veramente accogliente. All’interno un bel verde salvia corre sulle pareti, interrotto qua e là da quadri con figure di donne pingui, che rimandano allo stile di Botero. Dal soffitto pendono lampade anni ’20 dalla luce calda e gli arredi sono rustici in legno, mentre la mise en place è affidata a tovagliette di carta e piatti essenziali, all’ ingresso c’è anche un bancone. Memè rimanda al vezzeggiativo francese “nonnina” e qui si mangia proprio come a casa della nonna, con tante ricette romane genuine e ingredienti freschi, che fanno variare il menù in base a stagionalità e disponibilità. A renderlo figo è proprio l’allure casalingo unito a piatti romanissimi ma con uno sprint creativo in più. Polpette, lingua in salsa verde e carbonara con pasta fresca a parte, da assaggiare ci sono i supplì di abbacchio, i ravioli cacio e pepe su crema di fave, la guancia di manzo brasata con purè, e la parmigiana di carciofi. Buonissima anche la zuppa inglese e gli altri dolci. Il rapporto prezzo qualità favorevolissimo.
Via Fabiano Landi, 114/A Roma. Tel. 0680074418

Foto dalle pagine Fb dei rispettivi locali
Foto copertina dalla pagina Fb di Pennestri

  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Valentina Franci

Giornalista freelance, romana e sommellier Fis, scrivo da anni su varie testate enogastronomiche online, tra cui Mangia&Bevi. Ho iniziato occupandomi di cultura, spettacoli, viaggi. Folgorata dalla cucina gourmet, sono un'edonista che esplora il mondo in punta di forchetta e ve lo racconta.

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