Nicolò ed Elisabetta: vi presentiamo il nuovo volto di Vittoria 1938

Pubblicato il 30 luglio 2021

Nicolò ed Elisabetta: vi presentiamo il nuovo volto di Vittoria 1938

Nicolò Trento ed Elisabetta Pinto sono una coppia affiatata, nella vita così come nel lavoro. Insieme sono l’anima del Vittoria 1938, ristorante veneziano affacciato alla stazione di Santa Lucia e ne rappresentano il volto rinnovato, dopo anni in cui la cucina del locale aveva rappresentato un rassicurante elenco di piatti tradizionali veneziani o classici nazional-popolari. Dal 20 febbraio 2020, data che segna ufficialmente la “ri-apertura”, dopo il restauro e anche dopo l’anno della pandemia, hanno iniziato a raccontare una nuova storia, fatta di una cucina più moderna, vivace, dove la creatività è condotta con moderazione e dove i formalismi sono banditi: “l’idea era di trasmettere l’idea di casa facendo sentire il cliente accolto in uno spazio confortevole”.

Nicolò, come descriveresti la tua cucina?


Ho cercato di costruire un menu che segue il ciclo della natura e delle stagioni, a volte cambiando i piatti anche settimanalmente. L’idea è quella di rivisitare la tradizione in modo divertente, mantenendo come punto di partenza la storicità del locale, ma arricchendola di suggestioni esotiche. Molta ispirazione è arrivata dai viaggi fatti tra Thailandia, Cuba, Cambogia, Vietnam: mi piace molto assaggiare la cucina tipica, curiosare nelle case della gente, provare i piatti dello street food, conoscere le vere radici delle culture gastronomiche. Poi, certamente, le influenze necessitano di una mediazione: non devono essere molto spinte, devono semplicemente servire ad esaltare gli ingredienti classici o magari a far ricordare al cliente l’emozione provata durante un viaggio.

Quindi nessuno stravolgimento della tradizione?


Credo che per quanti viaggi si facciano, si debbano sempre ricordare le proprie radici: già abbiamo perso moltissimo ed è un peccato. Quello che si deve fare è far dialogare il passato con il nostro presente, costruire delle abitudini nuove. Bisogna insomma riprendere quello che si è dimenticato e riproporlo nel pieno rispetto della sua identità ma arricchendolo di un tocco moderno. Per esempio in carta ho messo la bosega, il lotregan, che sono pesci un po’ dimenticati e che io stesso vado a pescare quando posso, e poi ho proposto una versione inedita del baccalà, che ho chiamato "Baccalà 360°", che richiama anche una filosofia "no waste". Ho anche recuperato un torchio per fare i bigoli a mano: dei clienti di Vicenza sono rimasti molto colpiti e hanno detto che torneranno apposta. In Italia abbiamo una grandissima varietà ed è un peccato che vada perduta.

In quanti siete nel locale?

Con me in cucina c'è Giuliana, la mamma di Elisabetta, mentre lei è affiancata in sala da Jacopo per quanto riguarda i cocktail. Siamo veramente noi e tutto quello che esce viene proprio da noi. Io non amo definirmi uno chef, sono un cuoco. Lo chef è altro: io semplicemente ho imparato a stare in cucina e a preparare i piatti con grande passione e rispettando gli ingredienti.

Come hanno risposto i veneziani al nuovo corso del ristorante?


Abbiamo visto davvero un buon apprezzamento: i clienti tornano e il passaparola funziona molto bene. Recentemente il quotidiano The Guardian ci ha inserito tra i 10 locali in cui mangiare vicino alla stazione e questa segnalazione è stata davvero inaspettata e ci ha fatto molto piacere, perché ci ha permesso di farci conoscere anche tra gli stranieri. Una cosa infatti è aprire un locale nuovo, altro è riprendere in mano un locale vecchio e far capire che è cambiato: si tratta di disabituare la gente alle vecchie abitudini e crearne di nuove, diverse, con sapori diversi, nuovi ma senza stravolgimenti. Siamo molto fiduciosi e abbiamo davvero tantissimo entusiasmo.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Caterina Vianello

Un Master in storia e cultura dell'alimentazione, la passione per la scrittura e per la gastronomia. Cerco di coniugare tutto con abbuffate di parole e forchettate qua e là, tra ristoranti, osterie, bacari e pasticcerie

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