Non c'è nessuna opzione B: gli “One Thing Restaurant” nel Mondo

Pubblicato il: 5 luglio 2020

Non c'è nessuna opzione B: gli “One Thing Restaurant” nel Mondo

In molti paesi è già una tendenza da qualche anno, qui in Italia sta prendendo piede a partire da Milano: è la moda del ristorante che serve un solo ingrediente.
Esiste uno studio del 2014, portato avanti dalle università statunitensi Columbia e Stanford, che suggerisce che dare troppe opzioni alla clientela la metta nella condizione di non riuscire a prendere una decisione. Così, per ribellarsi al menu di 500 pagine, unto e prestampato, sono nati i ristoranti facilitatori, che nel menu hanno un piatto solo (a volte declinato in infinite varianti). Si chiamano "one thing restaurant".

Durante la mia prima volta a Londra, molti anni fa e pochi soldi in tasca, mi è capitato di imbattermi in Mother Mash, una catena che preparava mashed potatoes con cose varie a prezzi modici: mi era sembrata una bella idea, ma sul menu ci avevo passato comunque una buona decina di minuti.

Di locali come quello ne esistono a bizzeffe, qualche anno fa ci fu il caso dei tre italiani che aprirono l'Avocaderia a Brooklyn ed ebbero 1500 clienti nei primi 3 giorni, mentre altri tre veneti aprivano un locale di soli tramezzini a Londra, sbancando anche loro il banco.

Ma facciamo chiarezza, qui non stiamo parlando delle catene più o meno fast food che da una vita puntano tutto su un solo cavallo vincente: dal toast alle alette di pollo, dal gelato ai trapizzini, dal raviolo cinese al ramen, solo per citare i più famosi. Qui stiamo parlando di tavoli, coperti, servizio, chef tutte quelle cose che ti fanno attendere una carta con antipasti, primi, secondi e dessert e invece ti trovi davanti quattro o cinque opzioni dello stesso ingrediente. 

Ecco quelli che sono nati da poco o che stanno sopravvivendo alla crisi post Covid.

Smithfield, Londra

Non si può non partire da Fergus Henderson, celebrità del fine dining londinese. Il suo Smithfield restaurant (purtroppo temporaneamente chiuso) ha un concetto radicale di "one thing", lui serve l'intero animale, mucca o maiale che sia, in un menu giornaliero che dipende da cosa ha macellato quella mattina. Si va dal cervello al cuore, dai genitali alle mammelle: praticamente quello che succedeva fino a qualche anno fa tra i macellai della Vucciria a Palermo, ma con le tovaglie bianche e le posate d'argento.
26 St John Street Londra

Jay Fai Raan, Bangkok

La guida Michelin 2018 conferisce una stella al ristorante di Jay Fai a Bangkok, un’eccentrica vecchietta dalle uova d'oro. La sua omelette infatti è stata giudicata dagli ispettori della Rossa una delle mete imperdibili della città, tanto che la fila già lunga davanti a quello che è poco più di un chiosco si è allungata enormemente (si parla di 5 ore di attesa) e ha costretto Jay Fai a incrementare i posti a sedere e ad assumere del personale.
Da Jay Fai si mangia (quasi) una cosa sola: la khai jeaw poo, un'omelette di granchio fritta nel wok dallo chef in persona.
327 Samran Rat Intersection, Phra Nakhon, Bangkok, Thailand

Flex mussels, NYC

A Manhattan, in due location, c'è un ristorante che ha messo a sistema quello che fa qualunque bistrot belga: una lista interminabile di cozze saltate con condimenti consueti o desueti. In particolare a NYC si possono consumare le cozze all'amatriciana, al prosciutto San Daniele, al Parmigiano, all'aragosta…. solo per citare qualche esempio. La carta, in maniera piuttosto eloquente, divide le portate tra "mussels" e "not mussels"; la seconda sezione, abbastanza sguarnita, prevede soprattutto ostriche e gamberetti. Al momento è aperto solo per il delivery.
154 W 13TH ST NY - 174 E 82ND ST NY

Medium rare, Washington DC

A Washington, Alrlington e Bethesda si trova un ristorante che è la quintessenza della way of life americana vista dai noi del vecchio continente: carne di manzo e semplicità. Medum Rare è un ristorante aperto solo a cena con una formula fissa che prevede pane, insalata, patatine e una bistecca "culotte", ovvero la parte superiore del controfiletto, tenerissima perché priva di tessuto connettivo. La loro bistecca ha già vinto diversi premi, e viene servita con una salsa speciale della casa i cui ingredienti sono più segreti di quelli della Coca Cola. Funziona, dato che ha resistito alla crisi ed ha già riaperto.
3601 Fairfax dr. - Arlington
4904 Fairmont ave. - Bethesda
3500 Connecticut ave, n.w., - Washington

CotolettaMi, Milano

Due torinesi (!) hanno creato un ristorante che serve solo cotolette alla milanese e che a Milano ha un certo seguito. CotolettaMi serve qualche bruschetta per antipasto, una tartare e qualche insalata mista ma il piatto forte sono le cotolette declinate in tre tipi: classica, profumata (rosmarino e salvia nella panatura) e piccantina (con peperoncino rosso). C'è ovviamente anche il panino alla cotoletta, servito solo a pranzo.
Parliamo della classica cotoletta alla milanese, passata nell'uovo e nel pane e fritta nel burro; tuttavia Gualtiero Marchesi non approverebbe: sono tutte senza osso.
Via Amatore Sciesa, 7, 20135 Milano. T: 338 946 2900 

Carne, Milano

E poi c'è Carne, nuova apertura milanese in tempi di post lock-down, che ha fatto parlare di sé per aver organizzato un'inaugurazione su Zoom e per un battage pubblicitario di street art in una Milano quasi deserta. Loro, la questione dello "one thing restaurant" l'hanno presa parecchio sul serio: nel menu c' solo la loro bistecca, nulla di più è dato sapere a parte che la ricetta è segreta e che la carne è di manzo piemontese grass fed dai pascoli di montagna. Una lista di tre contorni e tre dolci completano il menu. Contratta ma interessante la carta dei vini e delle birre.
Viale Bligny, 18 - Milano. T: 3288324028

le foto interne e la foto di copertina sono tratte dalle pagine facebook dei locali citati, la foto di Jay Fai è di Wikipedia Di Sais.isa - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=68041179

  • LOCALI PARTICOLARI

scritto da:

Rossella Neri

Filologa, ma sto tentando di smettere con una terapia d'urto a base di ristoranti. Per passione cucino, scrivo ricette, (in)seguo gli chef e cerco ristoranti capaci di tenere testa alla mia indole ipercritica da signorina Rottermeier.

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