I dolci di Carnevale salentini da provare almeno una volta nella vita

Pubblicato il 25 febbraio 2022

I dolci di Carnevale salentini da provare almeno una volta nella vita

A Carnevale ogni dolce vale! Ok, forse il detto non era proprio così, però l'arrivo del periodo di festa più pazzo dell'anno ha risvegliato in me la voglia di riscoprire e assaporare qualche dolce caratteristico del Salento. Nella mia famiglia non sono mai state troppo di casa le tradizioni; ecco perché, pur pensandoci e ripensandoci, non mi veniva nulla in mente. Mi sono lanciata in una forsennata ricerca su internet, che mi ha permesso di tirar fuori dal cilindro notizie molto interessanti e imparare anche nomi di dessert che non avevo mai sentito prima.
Vediamoli subito insieme e mi dirai se tu, a differenza mia, li avevi già provati tutti!

Chiacchiere


Partiamo da un must che non puoi non conoscere. Le chiacchiere, si sa, uniscono nella stessa tradizione tutta l'Italia, anche se in base alle zone geografiche hanno nomi diversi. L'impasto si ottiene amalgamando farina, zucchero, pezzetti di burro e scorza di limone, aggiungendo poi un uovo per volta e, se piace, un po' di liquore. Sono di forma rettangolare, vengono fritte e completate con una scenografica spolverata di zucchero a velo.
Rappresentano a tutti gli effetti uno dei simboli nazionali del periodo di carnevale.

Dita degli Apostoli


Questo dolce, ad essere sincera, mi suona proprio nuovo, ma pare che sia caratteristico della Puglia e in particolare del Salento. Chiamati anche cannelloni di carnevale o Dita del prete, sono delle specie di cannoli debitamente rivisitati. La parte esterna infatti non ha la stessa consistenza della pietanza siciliana ma è solitamente a base di uovo: frittata sottilissima, cotta come una crepes. Essendo senza farina, è un piatto che può essere mangiato con tranquillità anche dai celiaci. Il ripieno, a base di ricotta, può essere condito da mandorle tritate, pezzi di cioccolata o altri ingredienti che preferisci. 

Taralli Dolci

Dal sapore delicato, i taralli dolci vengono associati al carnevale ma, di fatto, possono essere gustati anche nei mesi successivi, proprio grazie alla loro consistenza secca che permette di mantenerne a lungo inalterata la qualità. Ce ne sono di vari tipi, ma i più caratteristici sono sovrastati da una glassa di zucchero bianco e possono essere accompagnati da un moscato locale.

Pasticciotti


Diciamo che non è un dolce specifico di questo periodo ma è perfetto 365 giorni l’anno ed è il vero e proprio emblema della pasticceria salentina nel mondo, quindi corre l’obbligo nominare questo tipico impasto di frolla ripieno di crema pasticciera, ormai disponibile anche in tantissimi gusti alternativi.

Sanguinaccio dolce

Il nome del sangunazzu, sin da quando ero piccola, mi ha sempre fatto un po’ impressione, ma è una vera delizia. Ovviamente in questo caso stiamo parlando della versione dolce, tipicamente carnascialesca, che nel Salento si arricchisce di molta uva sultanina, frutta secca e mandorle tostate.

Mustaccioli

Ecco un altro dolce dal sapore di Salento, i mustazzoli. Anche se in realtà nascono come biscotti natalizi napoletani, sono entrati ormai da lungo tempo anche nella Hall of Cake dei dessert più amati nel Tacco d’Italia, soprattutto perchè qui hanno un inconfondibile aroma di cannella.

Cartellate


Simbolo di allegria e spensieratezza, le carteddhate o ncarteddhate rappresentano un altro dolce perfetto per questo momento dell’anno anche se, insieme ai purceddhuzzi, arricchiscono le nostre tavole anche a Natale. Ma, al di là delle tradizioni, si sa che ogni scusa è buona per assaporare ciò che più ci piace. Il loro nome deriva nientemeno che dal greco kartallos e indica un cesto dalla forma appuntita, andando quindi a richiamare la loro sembianza. L’origine di questo dolce dalla consistenza friabile, fatto da sfoglie di pasta dentellata arrotolate, è avvolta dai dubbi, ma si sembra risalga al ‘700 e faccia parte dei dessert abilmente preparati a quel tempo dalle monache.

Non sappiamo te, ma in redazione abbiamo già l’acquolina in bocca!

[Cover photo by Wikipedia]

  • CARNEVALE
  • RISTORANTI E PIATTI TIPICI

scritto da:

Grazia Licheri

Le parole sono gocce che muovono il mondo. Per questo vivo ogni giorno le mie emozioni e lascio che prendano forma attraverso la scrittura. Amo comunicarle agli altri attraverso racconti e articoli creativi, ma soprattutto… amo la musica e il buon cibo.

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