Gioia e sicurezza: la strategia di questo Beer Shop di Barletta per tornare alla vita

Pubblicato il 12 luglio 2021

Gioia e sicurezza: la strategia di questo Beer Shop di Barletta per tornare alla vita

L'estate 2021 giunge dopo mesi pesanti. La voglia di tornare a divertirsi è tanta, ma Francesco Petruzzelli avverte «Dobbiamo ancora fare attenzione per lasciarci tutto alle spalle una volta per tutte».

Francesco Petruzzelli ha declinato il suo amore per la birra in tre locali, che hanno trasformato Barletta in un punto da segnare sulla mappa del buon bere per gli appassionati di pinte e boccali. Tutto è iniziato con il primo amore, il Saint Patrick, dedicato all'Irlanda, a cui hanno fatto seguito il Friedrich II e il Saint Patrick Beer Shop. Quest'ultimo ripropone in formula più easy, giovane, aperta anche al delivery e al take away la voglia di approfondire la propria conoscenza della birra. 

Durante i diversi lockdown ci siamo dedicati alla “birrologia”, come la chiamerebbe qualcuno. Ora che siamo tornati liberi di uscire, potremmo esser tentati di lasciarci tutto alle spalle, abbandonare ogni prudenza e dedicarci solo alla vita ritrovata. Ma da imprenditore di uno dei settori più colpiti e da Presidente di Confesercenti Bat Francesco chiede a tutti di fare attenzione: per lasciarci tutto alle spalle dobbiamo imparare a vivere in sicurezza.

Francesco Petruzzelli, da dove dobbiamo ricominciare?
Innanzitutto, dalle regole. Siamo chiamati a rispettare alcuni semplici principi di buon senso soprattutto nei luoghi come il Saint Patrick Beer Shop, dove aggregazione e socializzazione sono alla base di tutto. Siamo ripartiti sentendo sulle nostre spalle un grande senso di responsabilità. Per questo abbiamo deciso di non programmare eventi live e di limitarci alla trasmissione dei match di Euro2020. Siamo partiti alla grande e speriamo di continuare cosi : noi faremo la nostra parte, scegliendo di non organizzare niente fino alla sconfitta della pandemia.


Come sta la clientela del Saint Patrick Beer Shop? Come avete interagito con le persone durante il lockdown e dopo?
Durante la ripresa abbiamo scelto la prudenza: distanziamento dei tavoli, numero limitato, non più di quattro commensali. Abbiamo interagito con un tavolino per volta. Quando sono tornati ai nostri tavoli, abbiamo notato che i clienti avevano aumentato la propria conoscenza in fatto di birre: in questi mesi hanno viaggiato su internet cercando di scoprire le novità in arrivo e scovare qualche nuova etichetta da provare. Infatti oggi, tra le 250 etichette, ci chiedono nomi particolari. Crescere nella cultura della birra fa parte di un processo che noi abbiamo iniziato a innescare tanti anni fa e non può che renderci felici.

Cosa è cambiato durante lo stop? Quali sono le ultime novità al Saint Patrick Beer Shop?
La nostra spina ha sempre sei vie: ci sono le classiche birre inglesi Marton's, che valorizza i birrifici artigianali assorbiti, più il nostro rubinetto one shot, dove attacchiamo il fusto di birra a sorpresa da servire. Poi abbiamo aggiunto qualche piatto...

Quale?
Siamo stati sedotti anche noi dalla moda del poke! Queste ciotole colorate e salutari, di origine hawaiana, ci sono sembrati il piatto perfetto per l'estate. Inoltre, abbiamo arricchito l'offerta dei nostri burger con polpette di chianina, di bufalo e cinghiale, con carni provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti.

La ricetta più golosa della ripresa?
Hamburger di cinghiale preparato con il bacon arrostito, peperoncino, insalata e salsa alla birra. 


Hai fatto delivery? 
Sì, ma non è stata un'esperienza continuativa. La gente era in casa a cucinare: abbiamo preferito aspettarli alla riapertura. 

C'è un'infuocata polemica sulle difficoltà nel rintracciare personale di sala e di cucina. Cosa ne pensi?
Purtroppo è un processo in corso. L'ho visto succedere anche nelle mie attività: alcuni dipendenti hanno dato le dimissioni perché non riuscivano ad andare avanti solo con la cassa integrazione. Poi è successo che tante persone si sono, come dire, assopite, tanto da non avere più la forza fisica e psicologica di ricominciare. Per fortuna, su 50 dipendenti, ne ho “persi” solo 10, che sono riuscito a rimpiazzare rapidamente. Conosco le difficoltà legate a questo aspetto del lavoro e credo che molto abbia pesato il meccanismo reddito di cittadinanza.

Come lo avresti usato?
Secondo me, sarebbe stato più efficace impiegare quei fondi alleggerendo il peso fiscale delle aziende per incentivare le assunzioni. 

Siamo ripartiti da qualche settimana: il tuo consiglio ai ristoratori?
Rispettate i protocolli: continuate a usare mascherine e distanziamenti anche dopo la vaccinazione. Torniamo a gioire, sì, ma in sicurezza per poter ripartire davvero.

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Stefania Leo

Giornalista e appassionata di cibo, amo vedere e raccontare tutte le storie che si intrecciano in un piatto. Cucino, leggo e non mi fermo davanti a nessun ingrediente sconosciuto: è solo il punto di partenza per un nuovo viaggio gastronomico.

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