La domenica c'è un aperitivo con dj set fighissimo sotto ai portici di Padova

Pubblicato il 8 marzo 2024

La domenica c'è un aperitivo con dj set fighissimo sotto ai portici di Padova

È domenica, sono più o meno le 18. Io e Nicole siamo in giro per Padova e cerchiamo un posto per fare aperitivo. Vogliamo un posto chill, ma figo al tempo stesso, con del movimento, ma anche un po' di intimità per continuare a raccontarcela, e il sound giusto, certo, perché alle 18 della domenica il weekend non è mica finito, anzi!
Arriviamo Ai Do Archi, a due passi da Piazza dei Signori, sotto i portici di via Sauro. Ci colpisce subito l'ampiezza del plateatico, con una quindicina di tavolini e un sacco di lucine che fanno atmosfera. Chissà che bello dev'essere in primavera e d'estate! La serata promette comunque bene, non fa freddo, infatti ci sono diverse persone sedute fuori. Da gran freddolosa quale sono, non posso fare a meno di notare le lampade riscaldanti che intervallavano i tavoli, per me un plus assoluto!


Attirate dalla musica, decidiamo di accomodarci dentro, dove ritroviamo la stessa atmosfera festosa e un po' romantica dell'esterno. Consiglio, infatti, il locale per un date, specie se il primo: le luci sono abbastanza soffuse da nascondere l'eventuale imbarazzo. Ci colpiscono le pareti di mattoni grezzi (che scopriremo essere seicentesche) e il soffitto di massicce travi in legno che ben si sposano con l'antico porticato. 

Tra un Virgin Mojito e un Blody Mary



A dirla tutta, Ai Do Archi mi era stato consigliato da chi, come me, cerca un’alternativa analcolica, diversa dalla solita Coca cola o il solito Gingerino. E infatti i moktail rientrano tra i cavalli di battaglia del locale. Io ho scelto un ottimo Virgin Mojito che, in mezzo sorso, mi ha catapultata all'estate. Dico "ottimo" perché trovo la scelta di arricchirlo col tè verde davvero azzeccata. Sarà che amo il tè verde, sarà che crea un equilibrio sorprendente con l'acido pieno del lime e la dolcezza dello zucchero di canna. Ma di moktail ce ne sono tanti altri: il Pine & Ginger, il Pompelmo Apple, il Berries free, il Tropicana, il Seedlip, il Virgin Colada.

Nicole sceglie un cocktail non facille da trovare in giro: il Blody Mary. Esteticamente è bello, ben preparato, come il mio Mojito. Lo assaggio anche io: è spicy al punto giusto, alcolicamente non troppo carico, così come dovrebbe essere un cocktail da 6 del pomeriggio. A questo punto vogliamo saperne di più, specie sugli ingredienti, quindi facciamo quattro chiacchiere con Julio, titolare, nonché bartender del locale, da 15 anni. Di mixologia ne sa a pacchi e ci racconta di esse lui stesso a preparare succhi e sciroppi per i drink. La sua filosofia è: "quello che è fatto in casa è meglio".

Cicchetti maxi e monoporzioni


La predilezione per l'home-made la ritroviamo in cucina. Se ne occupa Valentina che, oltre ai piatti del pranzo (il sabato e la domenica), prepara per l'aperitivo una miriade di cicchetti e monoporzioni diverse ogni giorno. Ci sono tanti fritti e poi i classici crostini con base di pane, farciti in svariati gusti che, date le dimensioni, chiameremo cicchettoni. Se ne ordini 3 o 4 valgono tranquillamente una cena. Noi ne assaggiamo uno con parmigiana di melanzane e uno con hummus di ceci (buonissimo), melanzana grigliata e pomodori secchi. Per me un cicchetto si giudica prima di tutto dal pane, aspetto spesso trascurato. Qui è fresco e fragrante, tanto da rendere giustizia al gusto pieno delle farciture home-made. Scegliamo anche una monoporzione, con un gustoso saor di mazzancolle e polenta. 

Pestati e mescolati

Con la complicità di Demetrio, uno dei camerieri, diamo un'occhiata all'aperitivo del resto dei tavoli: alcune coppie che chiacchierano, un gruppo di ragazze che festeggia, un altro gruppo raccolto intorno ad dj. Prima osservazione: le dimensioni dei drink sono decisamente generose.
Lato cocktail, il pezzo forte, sono i pestati (8-9 euro), tra cui il Mojito, anche rivisitato (ginger, ananas, berries, cocco, mango...), il Cubalibre, la Caipiroska, la Chaipirinha e altri ancora. Tra i mescolati qui va un sacco il Margarita, in tante versioni (classico, passion fruit, cocco, mango, spicy, fragola) e il Gin tonic, con vari tipi di gin (Greenall's, Mare, Vitae, Sox, Gin dei Sospiri ecc. 8-15 euro). Ma poi ci sono anche i vari Sour (Midori, Tee, Vodka, Negroni ecc. 8-10 euro) e i Mule (Moscow, London, Jamaican, Irish, Mexican, 9 euro). Insomma, c'è un sacco di scelta, contando poi i sei tipi di Americano (7-8 euro), i quattro di Negroni e gli undici di Spritz, con i vari bitter, col Cynar, o sciroppi vari - ricordiamolo - fatti in casa (5-7 euro). 

Si va avanti con la musica fino alle 2! 

Al Do Archi c'è bella musica. Fatalità stavolta c'è un dj che fa electro-house, proprio il mio genere preferito per l'aperitivo. Ogni domenica però può cambiare: anni Ottanta, anni Cinquanta, soul, funky.. . E poi il volume non è troppo alto da coprire le chiacchiere coi compagni di serata (dettaglio da tenere presente per il già consigliato date). Il venerdì, il sabato e la domenica si va avanti fino alle 2, cosa affatto scontata per il centro di Padova. L'età media sono i 30/40 anni, mentre mi spiega Julio che per il pranzo, nel weekend, si fermano anche famiglie e turisti. Prometto di rivederci presto proprio per un pranzo, felice dell'esperienza.

Il valore aggiunto

Ai Do Archi ci torno perché posso bere bene senza per forza bene alcol, perché c'è sempre un cicchetto nuovo da provare, perché ci gira bella gente e si ascolta buona musica. Ci torno per il sorriso spontaneo di Valentina, la professionalità e gentilezza di Julio, la cortesia di tutto il personale, fatti quanto mai scontati e apprezzabili, quel valore aggiunto che trasforma un buon cocktail bar in un posto autentico e familiare. 



Ai Do Archi
Via Nazario Sauro 23, Padova (PD)
Tel: 3295759736

Foto copertina e alcune interne di Chiara Rigato.

  • APERITIVI MEMORABILI
  • DJ SET
  • CENA BLOGGER

scritto da:

Martina Vascellari

Letterata / Clubber / Street food addicted

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