I locali dove mangi tra le rovine dell’Antica Roma
Pubblicato il 30 novembre 2025
C’è solo un posto in cui al giorno d’oggi non bisogna mettersi un peplo per sentirsi un patrizio che consuma un pasto, anzi una libagione. Parliamo naturalmente di Roma, lì dove tutto ha avuto inizio oltre duemila anni fa e dove letteralmente basta scavare di qualche metro per trovare le rovine dell’Impero che fu. Per chi ha sempre sognato di addentare una carbonara contemplando un muro patrimonio dell'umanità, abbiamo selezionato i ristoranti in cui l’esperienza gastronomica diventa archeologica, in cui sentirsi moderni Indiana Jones alla ricerca del pasto perduto.

Non solo per essere didascalici, ma non si può non cominciare da un locale che già dal nome dice tutto: L’Archeologia. In piena Appia Antica, la regina viarum (che dal 2025 è anche stata riconosciuta Patrimonio dell’umanità dall’Unesco), l’Archeologia è uno di quei posti in cui entri, ti guardi attorno e ti senti subito in un documentario di Alberto Angela. La sua storia inizia nel 1804, quando era un’antica stazione di posta, dove ci si fermava per spezzare il viaggio e far abbeverare i cavalli. Il cuore pulsante è qualche gradino più sotto, in quella che oggi è la cantina. Un antico sepolcro ipogeo romano, ovvero un sepolcro ipogeo del I secolo d.c., al cui interno si possono ammirare i resti di antiche urne e una finestrella da cui un tempo i carretti dei Castelli scaricavano il vino per tenerlo in fresco. Un vero e proprio sito archeologico, quindi, dove gli ospiti vengono accolti tra rarità e rovine romane originali. C’è anche la possibilità di organizzare una cena per pochi intimi nel privè, immersi fra le rovine e con un menù dedicato. Ma non abbiamo parlato di cibo: qui finisce la parte storica, per lasciar spazio al racconto di una cucina contemporanea, che spazia fra ingredienti di altissima qualità, pasta fatta in casa e piatti che alternano con maestria carne e pesce. A questo si aggiunge una selezione enologica da oltre trecento etichette, che comprendono rarità e bottiglie preziose, custodite al fresco naturale della cantina romana.
L’Archeologia Via Appia Antica, 139 - Tel. 067880494

A due passi dalla basilica vaticana di San Paolo fuori le mura, Saulo è esattamente il posto in cui sognavate di mangiare quella famosa Carbonara affacciati sulle rovine della Roma Antica. Peraltro, la suddetta Carbonara potrete chiederla anche in versione gluten free, che è un plus. Saulo è, infatti, in parte ospitato nell’antico sepolcreto romano della via Ostiense, fra tombe, iscrizioni e reperti archeologici. E lo stesso nome lo testimonia: Saulo altro non è che San Paolo di Tarso, a cui è dedicata la basilica accanto, e la cui tomba è presente nello stesso sepolcreto su cui affaccia la terrazza del locale. La storia della cristianità, oltre che degli antichi romani, quindi, è a destra e a sinistra di questa splendida terrazza, dove si può cenare con piatti che si ispirano in buona parte alla tradizione romana e che spaziano anche in ricette creative e contemporanee. Da non dimenticare che è Saulo è anche cocktail bar e, specialmente durante la bella stagione, fare l’aperitivo qui è un’esperienza da non perdere.
Saulo Via Ostiense, 251 - Tel 065750461


In piena Trastevere, Spirito DiVino è un ristorante a conduzione familiare ospitato in quella che è stata un’antica sinagoga. Scendete i gradini che portano alla cantina: sono quasi cento anni per ogni gradino, fino ad arrivare allo strato archeologico più antico, datato 80 a.C., oltre un secolo prima del Colosseo. Oltre alla bellissima cantina, una stanza delle meraviglie enologiche per appassionati, la chicca è anche uno dei piatti presenti in menù: il Magro di maiale alla Gaio Mazio, un secondo piatto originale dell’Antica Roma. Ma non ci sono solo piatti dei tempi di Apicio, ma anche i capisaldi più moderni della romanità, dalla Carbonara alla Cacio e pepe, nonché ottime selezioni di prodotti, scelti fra quelli certificati da Slow Food.
Spirito DiVino, via dei Genovesi 31a - Tel 065896689


L’ultima avventura di Vincenzo Mancino, selezionatore di prodotti gastronomici, salumi e formaggi in primis, nato in Lucania, ma punto di riferimento del Lazio, è Dol - Taste’Accio. Per chi non lo sapesse, Dol è acronimo di Denominazione di origine laziale ed è un progetto nato ormai 20 anni fa, in quel di Centocelle. Taste’Accio è l’ultima apertura del gruppo, non un ristorante, ma una bottega sotterranea di eccellenze, che sfrutta il clima costante (fra i 10 e 15°) di una grotta, letteralmente scavata sotto il Monte dei Cocci, per conservare e affinare formaggi. Qui non solo si possono comprare i salumi selezionati da Vincenzo e i formaggi affinati nella grotta, ma ci si può fermare a gustarli sui lunghi tavoloni con vista su una parete di Monte dei Cocci, per condividerne il gusto fra chiacchiere e un bicchiere di vino, con un ricco calendario di serate di degustazione.
Dol - Taste’Accio Via di Monte Testaccio, 91/93 – Tel 06 57482910

Ok, qui non ci sono rovine all’interno del ristorante, ma si può dire che ne sia letteralmente circondato. Non c’è finestra che non affacci sulle rovine dell’Antica Roma, dal momento che Taverna Ulpia è nel bel mezzo dei Mercati di Traiano. È uno di quei posti in cui ti siedi e ti sembra quasi di sentire il rumore delle legioni in marcia… ma poi arriva il cameriere con un bel piatto fumante e ti ricordi che sei nel 2025. Piatti prevalentemente della cucina romana (moderna), ambiente caloroso, storia a portata di forchetta. Non solo piatti della tradizione (compreso un Maritozzo con la panna da manuale), però, perché qui si apre fin dalla colazione e alle 10,30, quando non è ancora l’ora della Carbonara, si può consumare un’internazionalissima English Breakfast!
Taverna Ulpia Foro di Traiano, 1b - Tel 06 25399844


Non è un caso che sul tendone all’ingresso si legga: “ristorante di interesse archeologico”. Qui da Pancrazio dal 1922 non si viene solo per mangiare - anche se non guasta mai! -, ma anche per ammirare da una prospettiva inedita le rovine del Teatro di Pompeo. Il Teatro di Pompeo fu costruito nel 61 a.C. e inaugurato nel 55 a.C. con grandi spettacoli. Per secoli fu il teatro più amato da romani e imperatori (il Colosseo sarà costruito solo nel 72 d.C.), tanto da essere restaurato e abbellito innumerevoli volte. Mentre si mangia, si può quasi immaginare Giulio Cesare passare da quelle parti (magari un po’ teso, visto che è praticamente lì che fu ucciso, in seguito alla congiura ordita da Bruto e Cassio). Atmosfera da brividi, cucina della tradizione romana che scalda il cuore e un’esperienza che non si dimentica.
Pancrazio dal 1922 Piazza del Biscione, 92 - Tel 066861246
In copertina: Pancrazio dal 1922
Foto interne tratte dalle pagine FB e IG dei rispettivi locali.
scritto da:
C’è chi faceva le figurine dei calciatori, chi, come me, farebbe quelle degli chef, dei pasticceri e dei bartender. Così, da oltre 15 anni faccio la bargiornalista gastronomica e sono diventata l’amica a cui tutti chiedono “mi consigli un posto per…”