La cena di carne più figa di sempre l'ho fatta in questo locale di Padova

Pubblicato il 11 dicembre 2023

La cena di carne più figa di sempre l'ho fatta in questo locale di Padova

Dopo interessanti scoperte estive, è ricominciato il mio tour alla ricerca dei locali più fighi fuori dal centro di Padova. Ad accompagnarmi c'è sempre il mio collega Marco. Stavolta puntiamo sulla carne e sulle tipicità di una città che piace tanto a entrambi: Firenze. Quindi scegliamo un ristorante con un ampio parcheggio, aperto nel sud di Padova, in via Adriatica, un paio di anni fa: Passando per Firenze.

Il giorno stabilito, il titolare, perfetto padrone di casa, ci attende all'ingresso. Cena con noi e ci intrattiene per l'intero corso della serata coi suoi racconti e aneddoti; si chiama Marzio e di cucina ne sa a pacchi. È poco più grande di noi, ha una formazione universitaria in psicologia, ma ha passato diversi anni con il padre nel commercio. Da tempo però, dopo un master, lavora nell'ambito della ristorazione, contando, ad oggi, ben tre locali aperti in città. Oltre a Passando per Firenze c'è, in Prato della Valle, Passando per Modena, raccontatoci dalla nostra collega Elisa. L'ultimo arrivato è Passando per Roma, appena aperto. 

Com'è facile dedurre, la cucina di ognuno dei tre locali si ispira a quella dell'omonima città. La stessa estetica degli ambienti vuol essere coerente al luogo di provenienza, sicché, da Passando per Firenze, diversi dettagli ricordano il capoluogo della Toscana: il profilo intagliato nel legno del Ponte Vecchio e della cupola del Brunelleschi, il Canto Sesto dell'Inferno dantesco riprodotto nel muro e nel pavimento di una delle sale, non a caso, il canto dei golosi! Altri angoli tematici sono più propriamente dedicati alla regina incontrastata del menu: la carne. In una parete troviamo appesi gli antichi strumenti per la sua lavorazione, mentre in un altro spazio del ristorante un Maturmeat, un prestigiosa cella di stagionatura, con le lombate esposte. Grazie a questo strumento, la carne arriva nel piatto del cliente morbida e gustosa. Inoltre, viene interamente lavorata "in casa", senza sprechi. Della bestia non viene buttato via nulla, sicché, ad esempio, con gli scarti della fiorentina, si realizzano ottime polpette (di cui racconterò a breve... ).

La location è nuova, pulita, grande, curata. Si presta tanto a una cena di coppia, quanto ai ritrovi in piccoli gruppi di amici. La cromia degli interni trasmette serenità. I toni tenui e le luci non invasive promettono una cena rilassata. 

Un sacco di vini


Ma vediamo cosa abbiamo mangiato anzi, iniziamo dai vini. Uno dei punti forti di Passando per Firenze è certamente la cantina ampiamente fornita, in bella vista, incastonata tra due pareti. La lista di etichette che la compongono è davvero lunga: le referenze per il Chianti sono quasi una quindicina, altrettante quelle del Brunello di Montalcino e del Bolgheri. Una parte intera è riservata ai vini toscanissimi, anche di un certo livello. Ci sono poi le bottiglie consigliate dal locale, con prezzi anche super accessibili.

Noi iniziamo da un rosé di Montalcino. Poi, per accompagnare l'antipasto, Marzio ci sorprende con una vera chicca: un 'Marius Rouge' (by Michel Chapoutier 2022), un rosso fresco che profuma di bacche di bosco, fiori rossi, con un leggero retrogusto speziato. Da provare!

L'antipasto abbondantissimo



Marzio ordina l'antipasto, ricco, abbondante, di crostoni toscani e altre prelibatezze della regione. È una cena dai sapori certamente decisissimi, come tradizione toscana comanda. Le polpette di Chianina sono accompagnate da crema di cacio e da un'ottima salsa al peperone, mentre l'hummus è insaporito al tartufo che sì, si sente, ma non prevarica sul resto. Le altre ciotoline contengono un ragù di Chianina molto saporito, e dei tradizionali fegatini di pollo, con fior di cappero e pomodori secchi. Rimango colpita anche dall'ottimo pane fatto in casa con semi di papavero, di zucca e di sesamo, con cui accompagniamo il tutto. Il primo cesto sparisce in fretta.

 

 
La pappa al pomodoro non può mancare. Nel piatto più grande ne ritroviamo una golosa rivisitazione, il cui il pane è dentro il piatto stesso, fritto!

Infine, arriva maestoso "il tagliere dei lussuriosi", composto da una sfilza di ghiottonerie: porchetta, crudo di Norcia IGP, finocchiona, pecorino alle pere, caciotta toscana, panzanella, confettura fatta in casa. Ce lo divoriamo in tre! 

Un primo strong


Già belli pieni passiamo al primo, che decidiamo di dividerci. Qui da Passando per Firenze ogni due mesi viene introdotto un piatto nuovo, in modo che anche il cliente più affezionato possa provare sempre qualcosa di diverso. Contiene sempre ingredienti tipici e stagionali. Sicché assaggiamo un po' di autunno con due o tre forchettate ciascuno di pici cacio e pepe con fichi caramellati e noci, dal sapore molto deciso ma ben equilibrato. La dolcezza e la delicatezza del fico si sposano perfettamente con il sapore strong del pecorino toscano. Il piatto, come tutti i primi, è servito dentro a un tegame. Adesso che è inverno, puoi trovare i pici cacio e pepe con lamponi a crudo, oppure quelli con finferli e melograno.

Beh ecco, se ti è venuta voglia di pici, una grandissima voglia di pici, sappi che il lunedì te ne puoi fare una spanzata. C'è infatti la formula all you can eat!

Qui invece puoi dare un occhio alle altre promozioni settimanali. 

Il secondo che ti aspetti proprio come te lo aspetti

Nel frattempo sbirciamo nel tavolo vicino. Ci sono un sacco di piatti bellissimi che ci facciamo raccontare da Marzio: una tartare tagliata al coltello con tartufo nero, crumble di pecorino e nocciole, servita con bufalina e pomodori secchi; un hamburger fatto con bun home made e farcito con crema porcini, caciotta toscana di Marzolina e soppressa croccante; una tagliata di pollo cotto a bassa temperatura, con purè di patate viola, cicoria saltata con uvetta e albicocche secche. 

Vogliamo tutto, ma alla fine, un poco intimoriti dalle dimensioni della fiorentina, optiamo per una succulenta costata da 900 grammi. Scelta azzeccata: carne super. Le costate selezionate dal locale sono solitamente tedesche o polacche, per la loro marezzatura superiore. Il livello di cottura è a scelta del cliente, a differenza della fiorentina, sempre servita al sangue. Questa arriva a 1,8 se non a 2 kg; "nessun compromesso sulla dimensione" dice Marzio, "altrimenti non la chiameremo fiorentina". Viene servita sul tradizionale tagliere in legno e non sulla pietra ollare, in modo che la sua cottura non avanzi troppo quando già arrivata al tavolo. Decidiamo di provarla la prossima volta, anche perché, a breve tornerà un'interessantissima promozione: per ogni fiorentina, una bottiglia di vino in omaggio!

L'aiuto del secondo stomaco per i dolci  


Attorno alle 22 arriva il momento di chiedere soccorso allo "stomaco a parte", quello per il dolce. I dessert sono troppi e sembrano troppo buoni, non possiamo mollare! Vogliamo provare un dolce fiorentino e uno più internazionale. Quindi scegliamo la cheesecake ai frutti di bosco e lime e l'accoppiata gigliata per antonomasia cantucci (fatti in casa) e Vin santo. Entrambi i dessert sono davvero degni di un'ottima pasticceria! Scoppiamo, ma ne è valsa la pena. 


Facciamo, infine, i complimenti al giovane staff, gentile e competente. Ci riserva il servizio che ci augureremmo di trovare in ogni locale. Chapeau!

Passando per Firenze
Via Adriatica, 63 - Padova
Tel. 3896530544

  • RISTORANTE DI CARNE
  • CENA BLOGGER
  • RECENSIONE

scritto da:

Martina Vascellari

Letterata / Clubber / Street food addicted

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